Vassily Kandinsky al Palazzo Reale di Milano


A cura di Alberto Figliolia

L’arte oltrepassa i limiti nei quali il tempo vorrebbe comprimerla, e indica il contenuto del futuro
(Vasilij Vasil’evič Kandinskij)

La perfezione del cerchio. Armonie di linee e colori. In un tracciato rigoroso, ma mai rigido, un astrattismo sognante. Geometrie di fantasia o fantasie geometriche. Forme volanti in uno spazio definito dall’intelletto, dimensioni intersecantisi, orizzonti primigeni.
Come descrivere il genio e la pittura di Vassily Kandinsky? Gelb-Rot-Blau (Giallo-Rosso-Blu), olio su tela del 1925 (cm 128 x 201,5), e Bleu de ciel (Azzurro cielo) del 1940, altro olio su tela (cm 100 x 73), sono lì, a distanza di decenni, per stupirci. Perché la pittura di Kandinsky è così… inetichettabile, originaria pur nella sua ardita costruzione intellettuale e originale sempre, composta ed elegante, serena e avveniristica.
Sino al 27 aprile ancora saranno in mostra al Palazzo Reale di Milano le opere di Kandinsky della Collezione del Centre Pompidou: una galleria sufficientemente esaustiva di uno dei più grandi pittori del nostro tempo e non solo; un’esposizione altamente appagante per chiunque abbia avuto la fortuna e la voglia di andarvi (o vi andrà).
Promossa e prodotta dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, dal Palazzo Reale, dal Centre Pompidou di Parigi, da 24 ORE Cultura-Gruppo 24 ORE e da Arthemisia Group, la mostra, a cura di Angela Lampe, storica dell’arte e curatrice e conservatrice del Centre Pompidou, e in collaborazione per l’Italia con Ada Masoero, presenta più di ottanta tele e lavori in grado di documentare l’itinerario artistico ed esistenziale di quel grande russo cosmopolita che fu Kandinsky.
Folgorato in primis dagli Impressionisti e assimilatane la lezione (per “superarla”), trasferitosi in Germania, poi in Francia, a Sèvre, presso Parigi, il giovane Vassily, laureatosi in Legge – definitivamente abbandonata per amore dell’arte – non avrebbe più smesso di dipingere, di divulgare anche con il pensiero teorico e d’inventare. Una fucina di soluzioni e idee, capaci di portarci in altri e variegati mondi, di armonioso ordine ed estro. Una versatilità intellettuale senza pari, una “macchina” abilissima a (ri)elaborare e ricomporre le più varie istanze, e l’arte non sarà più la stessa. Un astrattismo estremamente e precisamente codificato e teorizzato eppure imbevuto di poesia.
Vecchia città (1902), Mulini a vento (1904), Venezia n. 4 (1903 circa), Quadro con macchia rossa (1914), Nel grigio (1919), Griglia nera (1922), Accento in rosa (1926), Tredici rettangoli (1930), Fragile (1931), Insieme multicolore (1938)… una successione festosa, meditante, accogliente, e mondi che s’aprono. Archetipi e universi: micro e macrocosmi.
Dall’esperienza del gruppo Phalanx, dalla sperimentazione, dai temi fantastici, alle xilografie e ai viaggi in Olanda, Africa e Italia (oltre ai ritorni in Russia); dal Neue Künstlervereinigung München ai legami con la musica e all’esplorazione dell’intimo (e dell’inconscio), all’abbandono del figurativo, al Blaue Reiter e all’influenza della teosofia. Un lungo viaggio di affascinante complessità, che non ha certo escluso l’emozionale o lo stesso fiabesco. Colori che esercitano effetti sia fisici che psichici. Vibrazioni sonore, musicali. Quasi un’anticipazione della contemporanea multimedialità. Una lucida visionarietà. Ah Vassily…

Alberto Figliolia

Vassily Kandinsky-La Collezione del Centre Pompidou. Palazzo Reale, Piazza Duomo 12, Milano. Sino al 27 aprile. Orari: lunedì 14,30-19,30; martedì, mercoledì e domenica 9,30-19,30; giovedì, venerdì e sabato 9,30-22,30. Il servizio di biglietteria termina un’ora prima della chiusura.
Infoline e prevendita: tel. 02.54916, kandinskymilano.it.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *