Valeria Montaldi – Il manoscritto dell’Imperatore


A cura di Massimo Ghelfi

L’arte del narrare, del costruire intrecci, del coinvolgere il lettore in storie nate dalla fantasia non appartiene a molti: è un dono. Come lo è una voce dall’estensione straordinaria per un cantante o un buon tocco per un pianista. Valeria Montaldi possiede questo dono. Chi abbia letto i suoi precedenti romanzi lo sa e chi si appresta a leggere quest’ultimo lo scopre, dopo poche pagine, quando farà fatica a interrompere la lettura.
Non possiamo parlare di un thriller storico, così come la moda recente interpreta il genere, quanto piuttosto possiamo definire Il manoscritto dell’imperatore un vero e proprio romanzo storico. La prima osservazione che va fatta infatti è quella di un perfetto inserimento della vicenda nata dalla fantasia dell’autrice nel contesto storico e, aggiungerei, di una ricostruzione minuziosa, che rasenta il perfezionismo, di ambiente, costumi, pratiche del periodo medioevale descritto. Non credo che una stoffa, un’acconciatura, un cibo, un ambiente non siano stati sottoposti a un preciso vaglio storico. Ogni malattia (la parte relativa alla rabbia ne è l’esempio più significativo) è stata di certo sottoposta a preciso studio nei sintomi e nelle possibili forme di cura dell’epoca, così come le avide pratiche parentali, i contratti di nozze, ecc. rispondono sicuramente alla conoscenza di procedure usuali in quei secoli ben poco rispettosi dei diritti del più debole.
Ma fin qui si potrebbe pensare ad un testo d’erudizione: tutt’altro. Ed è proprio questo il merito dell’autrice. È indubbio che il lettore, una volta giunto all’ultima pagina, ha appreso qualcosa di quell’epoca da molti ben poco conosciuta se non per lontani ricordi scolastici, ma lo ha potuto fare con leggerezza, divertendosi e facendosi coinvolgere dalle oscure trame del Papa Innocenzo IV, dall’amore che esplode tra la giovane Alisa e il miniaturista francese, dalla follia della vecchia Bernarda e dalla rozzezza del brutale Bonizzo. Chi lo aveva già amato attraverso le precedenti avventure poi sentirà nella saggezza segnata dalla sofferenza di Matthew, una sponda sicura per i personaggi più inquieti e chi lo conoscerà per la prima volta in questa lettura saprà la sua storia, raccontata dalla sua stessa bocca (stratagemma letterario ben riuscito) alla bella castellana per consolarla della violenza dello zio che vuole darla in sposa a un vecchio.
Appare subito che il manoscritto in questione ha un enorme valore non tanto per le preziose miniature che lo decorano, quanto per il contenuto dirompente: la scienza, la natura con le sue regole razionali è al centro del trattato, tutto ciò va a scontrarsi con la dottrina della Chiesa guidata da Innocenzo IV, con la sua autorità su ogni aspetto della vita e del mondo e con ciò che va accettato per fede, pur scontrandosi con l’osservazione scientifica. Tema interessante per l’epoca in cui la storia è collocata, ma che può trovare collegamenti anche con il dibattito attuale e con il peso che l’autorità religiosa ha ancora nelle scelte legislative e culturali del nostro paese.
Insomma il ciceroniano monito, historia magistra vitae, sembra attraversare questo romanzo e parlare ai contemporanei con l’attraente linguaggio di un buon romanzo.

Massimo Ghelfi

Titolo: Il manoscritto dell’imperatore
Autore: Valeria Montaldi
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Narrativa
Prezzo: € 10.90
Data di Pubblicazione: Settembre 2009
ISBN: 8817035661
ISBN-13: 9788817035668
Pagine: 425
Reparto: Narrativa > Narrativa storica

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