Recensione: Valentina Perucca – Il senso che mi fa la parola


Trovo che Pane di poesia sia una poesia-capolavoro che potrebbe valere l’intera raccolta: l’immagine di andare in giro per le strade con delle briciole di poesia da condividere è surreale, ammirevole, originalissima. Ma Valentina Perucca ci regala molte piacevoli sorprese nel suo libro Il senso che mi fa la parola (Eretica Edizioni): “siamo ancora una rincorsa / del tempo dentro al tempo”, versi come questi o calligrammi come quello della Torre Effeil ci tolgono ogni dubbio: siamo di fronte a una poetessa che sa usare le parole, giocarci, contorcerle a nostro piacere, o spavento, o comunque cambiamento.
Sì, perché cambia qualcosa in noi quando leggiamo una vera poesia. Il ritmo è serrato e combattivo, e la parola cancella il silenzio: “non chiedo per una volta silenzio / ma più forte ti confesso  / che vorrei soddisfarmi di rumore”, e ancora “nel mondo qualcuno è più bravo / a sopravviversi”.
In Gli anni in corpo una vecchia fotografia diventa tutto un mondo. Il dolore è il passare del tempo che non risparmia mai nessuno. L’autrice sa prendere il lettore, rapirlo per un po’, per farlo suo, per fargli guardare per un attimo il mondo dagli occhi suoi.
In Al tuo volto l’io lirico dice di non temere il freddo esterno, ma solo quello metaforico delle parole del suo amato.
E la poesia è vista come un rifugio estremo: “Al foglio / serve riabilitarsi / da pieghe e stanchezza”. Ma in realtà la poesia di Valentina Perucca non ci calma più di tanto, anzi, ci rivitalizza, ci scuote, ci fa sentire scorrere il sangue.

Ornella Spagnulo

Titolo: Il senso che mi fa la parola
Autore: Valentina Perucca
Prezzo copertina: € 13.00
Editore: Eretica
Collana: Quaderni di poesia
Data di Pubblicazione: 2018
EAN: 9788833440705
ISBN: 8833440702
Pagine: 82

 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.