Unione


poesia1

Unione di Serenella Menichetti

Tra foglie di rigogliosa magnolia
dove la brezza a nascondino gioca.
Tra il gialleggiare delle giunchiglie,
tra pietre grezze e ciuffi d’erba rada.
Passeggiate di giada, mi regalo
al mattino. Di verde mi vesto.
E un poco resto, a piluccare grani
di solitudine: succosi, rossi
chicchi di melograno. Tra l’acacia
e l’ontano, rimango accoccolata
a sdipanare gomitoli neri.
Un liquido silenzio d’olio ambrato,
mi scivola sul corpo e mi rincuora.
Tra le mie fiacche dita il filo scorre
quando i conti non tornano s’inceppa.
Con fatica e dolore nodi sciolgo.
Se si rompe mi dolgo. In fretta sano
il danno. E con affanno proseguo.
Equilibrio anelo: d’albero e frutto.
di ramo e foglia. L’armonia bramo
Quanto la radice brami la terra.
E mi chiedo perché: tutto sia così
pesante e greve.Come il filo cupo
e tedioso che tra le mie dita stride.
Una carezza lieve sulla guancia:
una mano stanca, posa. Il filo
vola. I pensieri sopra le chiome
dei sempre verdi, fanno capriole
dalla brezza sospinti, da sembrare
lievi. Come la tua voce, quando
le parole d’amore fai saltare
come piatte pietre, sul gonfio fiume
di questa mia ridondante tristezza.
E’ allora, che alla foce: mare e fiume
in amplesso d’onda, s’uniscono.
Per evolvere: amalgama d’azzurro.

Serenella Menichetti.

 

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