TRE METEORE: Sabina Ciuffini, Antinesca Nemour e Patrizia Garganese


A cura di Gordiano Lupi

Sono molte le meteore del firmamento cinematografico di tutti i tempi, pure se negli anni Settanta il fenomeno capitava più spesso. Ricordiamo attrici famose solo per aver fatto un film o una trasmissione televisiva con alti indici di ascolto, personaggi che hanno scandalizzato per un breve istante platee di spettatori e bellezze che hanno posato nude per le pagine patinate delle riviste per adulti. Tra queste meteore del cinema erotico e della commedia sexy mi piace ricordare tre vallette televisive come Sabina Ciuffini, Antinesca Nemour e Patrizia Garganese.
Sabina Ciuffini nasce nel 1950 a San Juan (Argentina) e nel 1976 tenta la strada del cinema, passando dal ruolo di valletta super sexy a Rischiatutto a interprete di una pellicola erotica come Oh, mia bella matrigna!. Mentre le coetanee di Sabina sognano di fare la rivoluzione, lei fa l’assistente di Mike Bongiorno, esibisce vertiginose minigonne che tolgono il fiato, trova il coraggio per parlare e contraddire lo zio Mike, che la rimprovera quando non si limita a sorridere e a porgere le buste con le domande. Sabina lavora come valletta dal 1970 al 1974 per ben cinque edizioni del Rischiatutto, firma alcuni contratti pubblicitari e nel 1975 affianca addirittura Bongiorno nella conduzione del Festival di Sanremo.
Nel 1976 esce il film dello scandalo, diretto dall’esperto Guido Leoni che già aveva portato per mano l’ex cantante Carmen Villani nel suo debutto sexy con La supplente (1975). Purtroppo la Ciuffini non ha lo stesso carisma erotico della Villani, vengono tutte e due dal mezzo televisivo, ma sono troppo diverse. Per quanto la Villani è sensuale e maliziosa, la Ciuffini è impacciata e fuori ruolo. Non sa stare nuda sulla scena, pare che pensi in continuazione: “Ma cosa cavolo sto facendo? Perché non me ne torno da Mike?”. Il film poi non l’aiuta perché è una storia raffazzonata e patetica scritta e sceneggiata da Luigi Angelo che si avvale della collaborazione del regista e del fratello Sandro. Il principale attore maschile è l’inconsistente Gianfranco De Angelis, davvero pessimo e inespressivo. Un po’ meglio il cast minore con Maurice Ronet, Cristina Amodei, Gloria Pindemonte e Tom Felleghi.
Oh, mia bella matrigna! è un dramma erotico inguardabile che ha per protagonista Lalla Brignani (Sabina Ciuffini), sposata con un vedovo (Ronet) ma che se la fa con il figliastro (De Angelis). Si vede poco o niente, la stampa fa tanto rumore e batte la grancassa della porno valletta e della sexy diva, la gente accorre al botteghino per vedere Sabina come mamma l’ha fatta, ma resta delusa. La Ciuffini non si toglie mai gli slip, mostra un paio di volte il seno e a un certo punto recita una sequenza da antologia del trash con una torta impiastricciata sulle tette. La Ciuffini fa pure una breve doccia e lo spettatore che è andato al cinema solo per lei si aspetta un nudo integrale che la bella valletta di Mike non concede. Fa la doccia con le mutandine ed è davvero il massimo. Il film non vale il prezzo del biglietto e non merita neppure di essere registrato (come invece io ho fatto) quando lo passano a notte fonda su qualche rete privata. Cristina Amodei (che si fa chiamare Crippy Yocard) invece mostra un bel nudo integrale ed è un’altra meteora pure lei, ma di scarsa fama, che interpreta la fidanzata del ragazzo. Sabina Ciuffini e Gianfranco De Angelis meditano di uccidere Ronet e di vivere sempre insieme ma le cose non vanno nel modo previsto. Il finale è terribile, vorrebbe scavare psicologicamente nel complesso di Edipo ma riesce solo a sconvolgere per tanta esibizione di stupidità. Il figliastro uccide la matrigna folgorandola nella vasca del bagno dove getta l’asciugacapelli acceso mentre lei si lava. Mereghetti definisce il film “un imbarazzante melodramma con risvolti edipici” e noi, una volta tanto, condividiamo.
Dopo questo film Sabina Ciuffini scompare dalla scena per dedicarsi alla famiglia e ai figli, Ilaria e Jacopo. Torna in TV nel 1983 a Retequattro per condurre M’ama non m’ama insieme a Marco Predolin e nel 1986 porta avanti con Cecchi Paone la rubrica Intorno a noi all’interno di Unomattina su Rai Uno. Recentemente viene rilanciata da Fabio Fazio nel programma Anima mia. Nel 2002 torna a fare l’attrice con la miniserie Questa casa non è un albergo, una fiction in onda per sei domeniche su Retequattro. Accanto a lei, Sergio Bini, nel ruolo del marito, e in quello delle figlie, Nicole Grimaudo, Irene Ferri, Anna Iuzzolini. Sabina Ciuffini ha detto in un intervista: “Non avendo esperienza come attrice, ma avendola come madre, nel personaggio di Anna mi sono sentita a mio agio. Dopo la partecipazione ad Anima mia avevo ricevuto alcune proposte ma non particolarmente congeniali perché troppo all’insegna della nostalgia. Avrei dovuto fare l’attrice nel film di Pietro Germi Le castagne sono buone (1970), ma scelsi Rischiatutto. Allora avevo le idee confuse e quello che cercavo era soprattutto uno stipendio: facendo la valletta prendevo centocinquantamila lire al mese che nel 1970 erano tantissime”. Sabina parla della sua vita artistica ma non cita l’esperienza sexy di Oh, mia bella matrigna!. Forse l’ha rimossa al punto che non la considera parte di quel che ha fatto e afferma di non avere esperienza di attrice. Tutto sommato è vero perché in quel vecchio film del 1976 Sabina non ha certo recitato. La sola cosa che ricordiamo con piacere è il suo seno spalmato di panna e crema pasticcera.
La seconda meteora su cui soffermiamo la nostra attenzione è Antinesca Nemour, telefonista della popolare trasmissione televisiva Portobello condotta da Enzo Tortora. Portobello è il primo esempio di televisione di servizio a base di inserzionisti e fenomeni da baraccone, un talk-show che Tortora conduce con abilità e che tocca incredibili indici di ascolto dal 1977 al 1983. Antinesca Nemour è una bella ragazza che sotto la guida dell’affascinante Renée Longarini contribuisce a dare brio al programma.
Prima di essere ingaggiata nel cast delle belle telefoniste, Antinesca fa una rapida incursione nel cinema e interpreta un ruolo malizioso ne Il bocconcino (1976), un film di Romano Scandariato molto ispirato a Malizia. Si tratta del primo film di un onesto aiuto-regista che prova a fare il grande salto, ma il cinema erotico non è proprio il suo campo. Antinesca Nemour sostituisce nel ruolo principale niente meno che un’esosa Taryn Power, sorella di Romina, che chiede troppi soldi per un ruolo sexy. Il film viene girato sul Lago Maggiore e vede protagonista un pessimo Lucio Flauto (per Mereghetti invece è l’unico che si salva), Claudio Gallone (adesso giornalista) e addirittura il presentatore per ragazzi Febo Conti. Antinesca è la cuginetta scatenata che insidia il liceale Gallone  alle prese con i primi turbamenti.
Non tutti la ricordano, ma Antinesca è anche nel cast minore di Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini (1975), dove interpreta una delle vittime sacrificali degli infernali gerarchi fascisti. “Sembrava di vivere un’altra realtà e, a furia di vedere cose tanto estreme e strazianti, da parte nostra cresceva una forma di esaltazione”, racconta Antinesca a Paola Zanuttin del “Venerdì di Repubblica”, che nel settembre 2005 l’ha intervistata sul film maledetto del regista romano. Antinesca sostiene che nella sequenza di coprofagia (in realtà gli attori mangiavano cioccolata con canditi) una delle vittime vomitò sul serio. “L’unica scena di gioia, che poi non venne mai montata, è quella in cui la troupe ballava il boogie boogie. Anche Pasolini partecipò al ballo ed eravamo tutti contenti di stare assieme. Non so perché sia stata tagliata, era una scena carina”, conclude.
Antinesca però raggiunge la popolarità con Portobello e subito dopo viene ingaggiata per il ruolo della sua vita insieme a un regista di cinema comico – erotico come Sergio Bergonzelli. Antinesca interpreta La sposina (1977), in un periodo in cui diverse bellezze televisive cadono nella rete del cinema sexy. Antinesca Nemour fa la stessa fine di Sabina Ciuffini, interpreta un film e poi scompare, pure se nel suo caso la pellicola non è così inguardabile. Io me la sono vista a gennaio 2005 all’interno del ciclo Porcellini, una delle serie migliori trasmesse dal satellitare Happy Channel, e ne conservo un buon ricordo. Bergonzelli, in puro stile Joe D’Amato, si occupa di soggetto, sceneggiatura e regia, la produzione è povera, ma le idee sono divertenti. Nico Fidenco dà un tocco d’artista firmando le musiche, forse pure troppo visto il livello del film.  Antinesca Nemour è Chiara la moglie un po’ puttana di Carlo De Mejo, uno scrittore impotente che non riesce a pubblicare un romanzo. Antinesca si accorge del grave difetto fisico del marito solo dopo il matrimonio, visto che prima delle nozze lui affermava che la voleva rispettare. Nel film si scambiano i ruoli tipici della società maschilista e vediamo Antinesca impegnata a farsi diversi bei ragazzi prima di convolare a giuste nozze. Nel cast c’è anche l’ottimo Riccardo Garrone nei panni dell’editore che pubblica il libro di De Mejo solo per farsi la Nemour. Alla fine il marito scopre il tradimento e la rabbia che sfoga contro l’editore e la moglie gli fa recuperare la virilità. Come dire che non tutte le corna vengono per nuocere. Un anno dopo l’uscita di questo film piuttosto innocente e con poche scene di nudo viene realizzata una versione porno da vendere soprattutto sul mercato orientale. Il nuovo titolo hard è Taxi Love servizio per signora (1977), la storia viene rimontata e infarcita di inserti hard che non sono certo girati da Antinesca Nemour.
La sposina è un film più comico che erotico, però Bergonzelli sa essere malizioso e la bella telefonista di Portobello dà il meglio di sé in alcune sequenze erotiche. Si pensi alle avances molto spinte di Tiberio Murgia (altro ottimo caratterista), padrone del negozio dove la sposina lavora. Lui ha promesso di presentare il marito all’editore Garrone ma in cambio vuole farsi la Nemour che si concede a gambe larghe sul tavolo dello studio. Prima era stata la volta di un cliente a scatenare le voglie represse della sposina in calore mentre ascoltavano insieme un brano musicale molto sensuale. In un’altra occasione Antinesca ci mostra le lunghe gambe dall’alto di una scala in una scena a imitazione di Malizia. Quando entra in azione Garrone ci sono altre situazioni erotiche abbastanza riuscite con l’editore nei consueti panni dello sporcaccione che si vuol fare la giovane sposa. Antinesca Nemour ne viene fuori abbastanza bene, certo che la sua recitazione lascia molto a desiderare ed è doppiata alla grande, ma almeno la bella telefonista sa essere sexy e maliziosa. Un punto in più rispetto a Sabina Ciuffini, ma che non serve a cambiare il suo destino di meteora che nel suo caso è ancora più gramo. Non la vedremo più.
Patrizia Garganese è l’ultima meteora di questo post e ce ne occupiamo a proposito di Zucchero, miele e peperoncino di Sergio Martino (1980), un film di cui abbiamo parlato su Le dive nude – vol.1 (Profondo Rosso, 2005) a proposito di Edwige Fenech. Patrizia Garganese ha in comune con Sabina Ciuffini il fatto di essere un’ex valletta di Mike Bongiorno, la trasmissione è sempre Rischiatutto, in un’edizione successiva, dopo che la bella Sabina ha abbandonato la scena. In questo su unico film interpreta la sposina Rosalia, figlia illibata di un siciliano (Mimmo Poli) che pretende da Renato Pozzetto un matrimonio riparatore. Il protagonista dell’episodio è il lanciatissimo Pozzetto che recita la solita parte da imbranato, in questo caso con la variante del tassista innamorato della sua auto. La Garganese è una siciliana rapita a scopo matrimonio che alla fine sposa il tassista e per lui il regalo di nozze è un taxi nuovo (il vecchio era stato sfasciato dai compari della ragazza) sul quale Pozzetto finisce per avere un vero e proprio orgasmo. Patrizia Garganese la ricordiamo bella e sensuale con il naso a punta e una mise molto sexy a base di giarrettiere, slip e reggipetto neri, ma l’esperimento cinematografico non riesce e non c’è tempo per ripeterlo

FILMOGRAFIA DELLE TRE METEORE

SABINA CIUFFINI
Oh mia bella matrigna! di Guido Leoni (1976)

ANTINESCA NEMOUR
Salò o le 120 giornate di Sodomia di Pier Paolo Pasolini (1975)
Il bocconcino di Romano Scandariato (1976)
La sposina di Sergio Bergonzelli (1977)

PATRIZIA GARGANESE
Zucchero, miele e peperoncino di Sergio Martino (1980)

Articolo tratto da SEXY MADE IN ITALY (Profondo Rosso)

Gordiano Lupi
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