Tre anni dopo 10


raccontidi Frank Cappelletti

La prima cosa che sento sono le teste contro cui vado a cozzare, poi le mani che mi stringono e spallate date cosi forte da sfondare un blindato, il tanfo del sudore che mi invade le narici rende inutilizzabile il naso. Sanguino.
Spingo, faccio forza puntando le caviglie, mettendo in asse schiena, spalle e collo; le orecchie strofinano contro un testone di un orco e questo, per farmi felice, aumenta l’attrito sulle cartilagini spingendo contro di me. Stringo il paradenti e sibilo una madonna.
“MAUL” raggruppamento di uomini con portatore di palla ancora in piedi.
E questa volta il pallone è stretto dalle mie braccia.
Il placcaggio dell’avversario è stato inefficace, gli uomini di mischia si sono legati a me e spingiamo in avanti la maul come un’antica macchina da guerra; tutti uniti, stretti con i volti contorti dallo sforzo, la palla è fuori, tocca ai tre quarti, alle ali rendere concreta la fatica della prima linea, all’improvviso tutto accelera, vedo e sento come fossi uno spettatore.
Vai Ciccio, dai passa la palla, no, fuori, touche, chiama la giocata!
Bielle mazzuocche, fuori gioco, punizione, dieci metri, via, mischia, ruckkkkk!
Vincenzo cambio, sostegno, si si si, ci sono, dottore di corsa, barella, non non serve, ghiaccio, Valerio spara il pallone lontano, Driver e Poldo, mini unit, prendi e vai, prendi e vai, prendi e vai, due uomini in ruck, cattivi, dai forza, zitti parla solo il capitano, punizione, dieci metri, Sali Ascoli, Beerbanti, Duncan terza linea, Lillo tallonatore, dai che si ricomincia, Belli capelli tu cambi con Michele, Emilio e io? Dopo al posto di Luca, Vaporetto centro, Antò mediano, Eldo ala, Piadina si è stirato, cazzo! Forza, mischia, fuori, Rachele, avanti tutti, insieme, vai Rimba …nooo cazzo… hai fatto avanti, coglione!
Mi desto di colpo, ho rivisto la partita in sogno, perdere il pallone a un soffio dalla linea di meta.
“Che coglione!”.
Metto a fuoco il display dell’orologio, le 3 e 20, troppo presto per alzarsi, fuori piove, gennaio fa schifo, mi rendo conto che mi fa male dappertutto, questo è lo scotto da pagare per giocare a rugby a 47 anni, sono rigido, i muscoli indolenziti mi permettono pochi movimenti, la mia poltrona mi da sollievo è la mia coperta di Linus, il mio lacrimatorium.
Già il lacrimatorium, il posto sicuro dove piangere e lamentarsi senza rendere conto nessuno, senza perdere la faccia e la virilità di fronte a una società che ti vuole impassibile davanti a qualsiasi evento anche a quelli che ti sfregiano l’anima. Debiti, pagamenti, tasse, spread, recessione, fallimento, cristo che nenia; la maglia di Scanavacca è sempre appesa al muro in memoria di qualcosa che non c’è più. Si, perché la morte è la fine di tutto, anche gli affetti più forti finiscono, è la legge divina.
Prima almeno il fantasma del mio bisnonno mi veniva a trovare e avevo il conforto di un qualcuno che mi tenesse per mano dall’aldilà, poi dopo la morte di Laura la mia migliore amica, anche lui è ritornato negli spazi siderali, lasciandomi di nuovo da solo con i miei perché.
Laura è stata un idiota totale, uccidersi per quello là, per l’amore di un dongiovanni della minchia, l’amore è la cosa più letale dopo il napalm, bisogna dare senza aspettarsi niente da nessuno, perchè se poi tolgono le spolette e tutto scoppia, sono cazzi da cagare, la morte è certa. E così è stato per lei,
Si erano conosciuti in ospedale e la passione li aveva travolti, ma a lui era durata poco, una tettona da competizione lo aveva fatto capitolare mandando lei all’inferno.
“No, Marcolino io sono felice, sono in un posto bellissimo”
“Merda!”
“Non dire parolacce cretinetti”
“Laura! “
La donna o meglio il suo fantasma è in piedi vicino alla mia libreria.
“ Laura, cazzo come stai?” Dico mentre tento di mandare un sms a Marzia, la mia compagna.
“Lascia perdere gli sms, Marzia l’ho salutata poco fa, falla dormire. Io sto bene, qui è bello, la pace è ciò che pervade tutto.”
“Si me ne parlava il mio bisnonno, lo sai che mi appariva vero? “
“Si come ora ti appaio io.”
“ Grande magia!”
Ridiamo della stupidaggine. Laura ha il volto rilassato, i capelli le scendono sulle spalle e un vestito azzurro le dà quell’aria sbarazzina che aveva avuto in vita, mi ritrovò a fissarla e a sorridere.
“Mi sei mancata tanto, fanculo.”
“ In effetti anche tu, mi mancano le cazzate che facevamo.”
“Già, il pub ha risentito della tua dipartita, nessuno beveva come te.”
“Ma quanto sei stupido. Non dire niente, ti leggo nel pensiero e la risposta è no, non c’è purgatorio per chi si toglie la vita, sei ancora ancorato alla dottrina della domenica. Qui tutto è serenità, Dio è tutto tranne che quello che ci hanno descritto, non ha mai punito nessuno e non porta rancore e poi… non è vero che le seghe portano alla cecità quindi tranquillo mastro Geppetto puoi continuare alla grande!”
Ride e nell’aria il suono della sua voce la fa sembrare viva.
“È bello udire la tua voce, comunque potevi avvertirmi che avresti fatto, beh hai capito cosa.”
“No, doveva andare così, ti assicuro che sono stata bene da subito, morire è un attimo.!”
“Ti avrei fatto cambiare idea, ci sarei riuscito, cazzo!”
Mi alzo , sono davanti a lei, sembra viva, ma per quanto cerchi di sentirne il calore e il profumo non li trovo.
“Dai Marco rilassati sono morta, non cercare ciò che non c’è e goditi il presente, goditi la vita, si goditi la vita che è la più bella sensazione che si possa avere e lasciatelo dire da chi non ce l’ha più. Vivi con più consapevolezza ogni attimo, non ti affannare a cercare la felicità perché quella è dentro di te.”
“Aho ma sei finita nel paradiso dei buddisti? Parli come un maestro zen.”
Ride e porta indietro la testa.
“L’accettazione delle cose è la vera liberazione dell’anima, vedi in vita mi sono affannata a cercare l’amore quando l’amore vero risiedeva nella vita stessa. Non aggrapparti a nulla, alza lo sguardo avanti a te senza aspettare nulla e la vita ti ripagherà amandoti, goditi ogni cosa anche quelle spiacevoli.”
“No! Da te il sermone non lo voglio sentire, godi tutto anche le cose brutte, tutte cazzate, tu hai mollato e sei fuggita, non mi puoi fare la paternale dopo che ti sei impasticcata.”
Mi rendo conto di aver dato fiato alla bocca e aver sparato a zero senza il sostegno del neurone, che nel frattempo è andato a farsi una birra ed io l’ho seguito; bevo e la guardo sorridere, forse non ha capito, forse sto solo impazzendo.
“Nessuna delle due cose. Non sei pazzo e ho capito tutto, sono morta e posso vaticinare quanto mi pare se uno cui tengo, è così idiota da non capire che complicarsi la vita non porta alla gioia, la mente è satura di ogni sorta di pensieri, di fenomeni e illusioni che nascono dall’ego, dalla nostra innata voglia di possessione, lasciati andare goditi ogni evento come fosse parte di te e vivilo.”
Finisco la birra, brutto segno bere alle quattro della mattina, ma ho capito che tutto è possibile. Mi rilasso.
“Aho bando alle tue cazzate , ma hai visto come è andata a finire la coppia del millennio.”
Laura mi guarda incuriosita, si appoggia al tavolo come faceva in vita e aspetta che le racconto ciò che per mesi ho detto al vuoto.
“Il tuo dottore dopo che ti ha mollato ha fatto mappazza con la caposala tettona, ma questo non è cosa nuova visto che sei trapassata per quel cretino, i due hanno preso casa e parevano la copia della felicità quando un cataclisma li ha travolti.”
Lo sguardo sornione di Laura mi fa presagire che conosca tutto ma continuo a valanga.
“Lui non ha mai mollato la fissa per le foto e i festini e non si sa come abbia fatto a convincere anche lei nelle sue perversioni, fatto sta che un bel giorno lei ha scoperto che oltre al pesce esisteva anche la patata.” Laura ride della cazzata.
“E ha preso una sbandata per una coppia con lei bisex, ha mollato il grande amatore e ora se la spassa assaggiando un pò qua e un pò là.”
“Allora sai tutto!”
“Si, ma è una cosa che non mi tocca più, la vendetta è una cosa inutile, lui si è ammalato, il cuore è andato, ha sempre fatto abuso di farmaci, mi dispiace molto, ho anche tentato di aiutarlo, ma non ha quella sensibilità con la quale poter entrare in contatto e lei ora ha nuovi amori, la vita va avanti.”
“Senza te! Scusami ma non lo perdono il tuo gesto, non riesco a guardare negli occhi tua figlia quando la incontro senza vedere che le manchi o quel cazzone di Nick che corre dietro a tutte le ragazze che ha in palestra.”
“Matilda la vado a trovare in sogno ogni sera, le ho spiegato tutto e le sono molto più vicina ora che da viva e tu impara a perdonare le debolezze altrui e fai pace con te stesso, smetti di essere cosi rigidi e vedrai che giocherai anche molto meglio, caro il mio mani di legno.”
“Hai visto la partita?”
“Si i Beerbanti erano anche miei amici e ogni tanto seguo le loro gesta, a Ferrara sono stati bravi, tu non c’eri.”
Laura continua a parlare ma mi distraggo, in questi tre anni molte cose sono cambiate, i figli cresciuti come i pensieri a loro legati, la loro spensieratezza che cozza contro il mio disincanto, i debiti saliti a dismisura, gli occhi verdi di Marzia che attenuano il mio cinismo e i miei capelli che si fanno sempre più grigi.
“Io parlo e tu ti distrai? Non cambierai mai amico mio, vivi ogni singolo attimo e ricordati che per te ci sarò sempre.” Dice scrivendo qualcosa.
La guardo scivolare nel nulla e mi accascio sulla poltrona sono quasi le cinque, un nuovo giorno è alle porte, chiudo gli occhi e mi concentro sul rumore che fa il camion della nettezza urbana, la città si sta destando mentre io mi addormento. Un biglietto con un cuore disegnato attende il mio risveglio. Laura è tornata.

Frank Cappelletti


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10 commenti su “Tre anni dopo

    • frank

      Grazie Rino ma per ora mi devo concentrare su altre cose , ciò non toglie che i Beerbanti old rugby ascoli piceno non continuino a circolare nelle mie storie! ciao pilone

  • Carlo Filipponi

    Coraggio ed abnegazione, lucida incoscienza e soprattutto tanto tanto cuore, così si diventa veri amici in campo e fuori e Beerbanti nell’animo, onorato di giocare con te caro Franck.

  • Anna

    Il suicidio di Laura ci aveva colti alla sprovvista e lasciati un pò così… sospesi. È giusto che sia tornata, é giusto che abbia dato Marco la possibilità di sfogare la su rabbia per il gesto idiota di uccidersi per un egocentrico fallito. Felice di leggere che dopo tre anni i BeerBanti siano ancora nella mischia e Marco con loro. Anche se l’autore è impegnato su altri fronti, spero ci siano altri episodi, anche brevi, del seguito di “Al di là dell’estremo”.
    E via via per mille nuove innumerevoli avventure!

  • Alessandro Vitali

    Effettivamente la dipartita di Laura è stata inaspettata e shockante; averla ancora a fianco del protagonista lenisce un po’ la tristezza che ho provato nel leggere il finale del libro. Si può essere punk e sensibili. Grande Frank 😃