Tranquillo Cremona e la Scapigliatura


02_Tranquillo Cemona_Ritratto di Benedetto JunckA cura di Alberto Figliolia

“La Scapigliatura è composta da individui di ogni ceto, di ogni condizione, di ogni grado possibile della scala sociale. […] ciascuno vi porta il suo tributo, ciascuno vi conta qualche membro d’ambo i sessi; ed essa li accoglie tutti in un amplesso amoroso, e li lega in una specie di mistica consorteria, forse per quella forza simpatica che nell’ordine dell’universo attrae fra di loro le sostanze consimili.”

(Cletto Arrighi, da La Scapigliatura e il 6 febbraio)

La pittura vaporosa, in cui il fondo si confonde con personaggi e temi, così ritmata e ritmica e, nel contempo, sfumata, tenue eppur vibrante, classica e sperimentale, non impressionistica ma tanto carica di impressioni psichiche. Tranquillo Cremona dipingeva con gran facilità; che fosse un olio su tela o un acquerello la sua capacità di rappresentare e ricreare tipi e caratteri era leggendaria. “Studiano gli scienziati il modo di immagazzinare il Sole. Io dico loro: guardate i quadri di Tranquillo Cremona”, scriveva Carlo Alberto Pisani Dossi, sublime sperimentatore e novello inventore della lingua (non trascurate le sue monumentali e fenomenali Note azzurre...).

Al maestro della Scapigliatura, morto molto giovane, poco più che quarantunenne (si dice per avvelenamento da piombo delle biacche, spalmandosi egli i colori su mani e braccia), e ai suoi compagni di un’impagabile avventura artistica ed esistenziale – vite sovente al limite, sul crinale, trasgressive, sregolate, tempestose, fra aderenza alla realtà, anche la più sordida, e assenzio, fra sogno e osservazione – è dedicata la mostra visitabile sino al 5 giugno 2016 nelle Scuderie del Castello Visconteo di Pavia. Alle opere di Tranquillo Cremona si affiancano in una vasta galleria quelle di Luigi Conconi, Federico Faruffini, Daniele Ranzoni, Paolo Troubetzkoy, Giuseppe Grandi, Emilio Praga, Vespasiano Bignami, Eugenio Gignous, Medardo Rosso et alii. Invero il movimento, così innovatore e dirompente, con persone e personaggi controcorrente nell’Italia ingessata e umbertina, spaziava nei più vari ambiti tentando peraltro di coniugarne le più svariate visioni. Musica, pittura, scultura, poesia e scrittura facevano parte delle medesima temperie culturale e sentimentale. Esempi illustri della Scapigliatura in letteratura sono Giuseppe Rovani con il suo meraviglioso romanzo Cento anni, Arrigo Boito, poeta, novellista e librettista d’opera,  o Igino Ugo Tarchetti con l’indimenticabile Fosca.

La mostra si divide in più sezioni tematiche: La bohème scapigliata; Scene dal quotidiano; La desinenza in A; Maternità e infanzia; Nei salotti dell’alta società; Amorose passioni; Portico degli amici; A casa Pisani Dossi; Macabre visioni. Il panorama è esaustivo, i particolari fascinosi oltremodo. Commuovono di Tranquillo Ripassando la lezione e Amor materno, intrigano Le curiose e High Life, diverte Povero ma superbo, stupiscono il Ritratto di Nicola Massa (splendida e ironica dimostrazione del dandismo: urticante, estenuato ed estetizzante) e Il falconiere (magnifica e inconsueta rivisitazione del soggetto storico, riempito di valenze oltre il documentarismo e l’effettismo), e superbo è il Ritratto di Pisani Dossi (destinato, costui, a importanti ruoli istituzionali, compreso quello di console generale e ministro plenipotenziario in Colombia o ambasciatore in Grecia).

Dal catalogo edito da Skira, un esemplare brano di Susanna Zatti: “Cremona aveva puntato essenzialmente a cogliere il carattere psicologico dei suoi personaggi e a ricreare il clima emotivo e sentimentale del contesto; non riproduce, dunque, fisionomie e indumenti, ma pose e atteggiamenti, catturando la segreta indole morale e fermando la fuggevole mutevolezza delle espressioni del volto e dello sguardo indeterminato”.

L’anticonformismo del Cremona e dei suoi amici, il rifiuto delle regole imposte, il desiderio di fondere tutte le arti – “L’architettura si può chiamare una musica muta o pietrificata” – hanno costituito un fondamentale rinnovamento nell’ambito del provincialismo culturale del Bel Paese. Quanto con precisione emerge dal sapiente allestimento nelle Scuderie del visconteo castello pavese.

Alberto Figliolia

Tranquillo Cremona e la Scapigliatura, a cura di Susanna Zatti e Simona Bartolena. Una mostra ideata, prodotta e organizzata da ViDi in collaborazione con Comune di Pavia e Associazione Pavia Città Internazionale dei Saperi. Scuderie del Castello Visconteo, viale XI febbraio 35, Pavia. Fino al 5 giugno 2016. Catalogo Skira.

Orari: da lun a ven 10-13/14-18,30; sab, dom e festivi 10-19 (la biglietteria chiude un’ora prima).

Info e prenotazioni: tel. 0382.33676; e-mail info@scuderiepavia.com; sito Internet www.scuderiepavia.com.

Scarica Didascalie_Immagini_Scapigliatura

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