TORD GUSTAVSEN QUARTET – Extended Circle


A cura di Giuseppe Maggioli

TORD GUSTAVSEN QUARTET – Extended Circle – (Ecm Records).
Norvegese, studi classici e jazz, Tord Gustavsen è sicuramente uno dei più eleganti pianisti in circolazione. Nulla di stratosferico alberga nelle sua musica, ma nell’ultimo lavoro che ci è pervenuto in redazione c’è la verifica di una proposta allettante che apre nuove prospettive e chiaroscuri nel jazz contemporaneo del 2014. Denso di melodie struggenti una funzionalità legata sia alla musica afromericana che alla musica colta europea, il cd si distingue per qualche perla (The Gift, e Staying There) che genera una sorta di autoritratto metafisico e di nuovo jazz modale, sullo stile di Paul Bley e Ketil Bjornstad. Registrato magnificamente dall’esperto Jan Erik Kongshaug ( il vero depositario del ‘sound ECM’) negli studi Rainbow di Oslo, ogni traccia sembra avere un suo vestito ben definito tra colori tenui e trasformazioni audaci (Silent spaces).
Musicisti di lusso come Tore Brunborg (tenor sax), Mats Eilertsen (double bass) e Jarle Vespestad (drums), il suo quartet ci degna della sua presenza con una musica austera, introspettiva dove i paesaggi norvegesi o le lande scandinave fanno da tappezzeria ad un neo jazz dalle tinte scure e sofisticate vero specchio dell’anima del pianista. La presenza attiva di un sassofonista esperto e sapiente come Brunborg, il lavoro ci porta dalle parti di Jan Garbarek con quei suoni taglienti e pieni di pathos.
Brani come Devotion e The Embrance sono i vertici di una proposta curatissima nei minimi dettagli una dimostrazione di un equilibrio e misura, un post-minimalismo che cattura ad ogni ascolto con composizioni dilatate (The prodigal song) e di soave misticismo moderno (Glow).
Carico di mistero il personaggio Tord Gustavsen continua il suo viaggio in un ‘altro’ jazz, una colonna sonora dalle atmosfere fredde quasi glaciali ma ricca di vapori cool capace di mettere daccordo sia il gusto disincantato del jazz sia quello di un pubblico favorevolmente contagiato dalla musica classica.

Giuseppe Maggioli


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