Todd Hasak-Lowy – Prigionieri
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Titolo: Prigionieri Autore: Hasak-Lowy Todd Traduttore: Olivieri Sangiacomo A. Editore: Minimum Fax Collana: Sotterranei Prezzo: € 16.00 Data di Pubblicazione: 2009 ISBN: 8875212201 ISBN-13: 9788875212209 Pagine: 432 Reparto: Narrativa straniera |
A cura di Anifares
… cosicché ben presto Daniel si ritrova a piangere per le seguenti cose, che qui si elencano disgraziatamente, ma inevitabilmente, in maniera sequenziale, e per ciò stesso arbitraria: il lavoro, la moglie, le sue paure, suo padre, la sceneggiatura, il suo matrimonio, suo figlio, lo spettro del divorzio, il futuro allontanamento del figlio, la spossatezza, la solitudine, l’impotenza, la situazione mondiale, il suo posto nel mondo, il senso di colpa, la vergogna, la sua relativa fortuna, la mancanza di fede in Dio, la sua ostinata mortalità, i suoi ovvi limiti come narratore e la sua assoluta incapacità di essere diverso. Tutto questo dura da due o tre lunghissimi minuti”
“Prigionieri” è il primo romanzo dell’americano Todd Hasak-Lowy. Il protagonista del libro è lo sceneggiatore Daniel Bloom ed è proprio per colpa di una sceneggiatura che Daniel si troverà a gestire una vera e propria crisi etica, politica e religiosa. Una sceneggiatura che è il frutto del suo odio verso il mondo che lo circonda e proprio quest’odio lo porterà in Israele per cercare risposte a questo suo malessere. Il protagonista chiederà aiuto ad un rabbino “cazzuto” e dovrà difendersi dal suo agente e da un finanziatore, incontrerà una guida a Tel Aviv che gli farà provare nuovi tipi di droghe e intanto il suo matrimonio andrà in crisi. Un libro sull’era Bush e del malessere che c’era al secondo mandato di questo presidente e Daniel Bloom trova la via di fuga in una nuova sceneggiatura che creerà scompiglio al suo già precario e finto equilibrio.
Un libro che tocca molti argomenti: la violenza, le armi, la spiritualità, le droghe, la politica, l’economia ma tutto gira intorno al povero Daniel che non sa come difendersi da questa battaglia, sentendosi alla fine un po’ come tutti, prigionieri. Prigionieri di un sistema che va avanti anche senza di noi, prigionieri di un continuo spettacolo su tutto, prigionieri di noi stessi e prigionieri di continui schemi.
Se non si è ancora capito il libro mi è piaciuto molto, un po’ perché ritrovo David Foster Wallace, principalmente nei dialoghi. Vi assicuro che ci sono pagine straordinarie che io ho riletto due volte. I dialoghi con il rabbino “cazzuto” sono indimenticabili e anche il monologo della sua guida a Tel Aviv che fa osservare come un aereo della Lufthansa porta ebrei a casa.
Un libro imperdibile.
Note biografiche dell’autore:
Todd Hasak-Lowy, docente di lingua e letteratura ebraica all’Università della Florida di Gainesville.
di Anifares
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