Prima visione: The Silent Man


Recensione film “The Silent Man” per la regia di Peter Landesman

L’UOMO CHE SAPEVA TROPPO
Dopo i Pentagon Papers, il Watergate. Incomincia dove finisce “The Post* di Spielberg. Appena morto il “dittatore” Fbi Hoover, tocca al vice Felt ostacolare il nuovo direttore al delinquenziale servizio di Nixon & Co. per coprire modalità e mandanti dello spionaggio nelle stanze del Partito Democratico. Chi è Gola Profonda, l’informatore della stampa, è ormai noto (uscì allo scoperto a metà 2000). Anche sapendolo non si molla un istante questo thriller investigativo politico nel canone di Lumet, Pollack e Peckinpah, con le cabine telefoniche, i fascicoli top secret e le microspie. Corrispondente di guerra e giornalista investigativo, al regista di “Parkland”, sull’assassinio Kennedy, basta consegnare il film, la luce complottista e i tempi di editing a un mattatore fotogenico come Neeson. Coinvolgente.

Silvio Danese

Titolo originale: Mark Felt: The Man Who Brought Down the White House
Nazione: U.S.A.
Anno: 2017
Genere: Biografico, Drammatico, Storico
Durata: 103′
Regia: Peter Landesman
Cast: Liam Neeson, Diane Lane, Marton Csokas, Tony Goldwyn, Josh Lucas, Wendi McLendon-Covey, Kate Walsh, Maika Monroe, Ike Barinholtz, Michael C. Hall

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