Terremoti. Una vita e un sax nella Napoli degli anni’80 di Sergio Maglietta


Terremoti. Una vita e un sax nella Napoli degli anni’80
pagina 69

quartiere turco di Kreuzberg; vicino al centro. Il locale alternativo per antonomasia nel quartiere più caldo dell’epoca.
Era un’enorme e unica sala scura, quella sera anche molto affollata.
Io a Napoli avevo un look che non passava inosservato, ma B sem¬bravo quasi un seminarista. Se non fosse stato per il cappotto da uf¬ficiale di marina, che avevo indossato (e mai più dismesso) sei anni prima durante la performance del pazzo alla caserma di Taranto per sfuggire al servizio di leva, sarei stato sicuramente percepito come un alieno.
L’atmosfera era calda, molto calda… forse troppo.
Neanche due brani e partì la rissa tra due opposte fazioni: punk da una parte e naziskin dall’altra.
Io cercavo rapidamente di farmi un quadro della situazione, e in quel frangente scoprii un lato del carattere di Sara che mi era total¬mente sconosciuto: soffriva di claustrofobia.
Nella concitazione del momento il mio unico obiettivo fu di guada¬gnare l’uscita nel più breve tempo possibile, cercando di portare Sara all’aria aperta, evitando di restare impigliati in qualche fase della bat¬taglia. Lei incominciava a respirare male e dava segni di un possibile svenimento. L’uscita era dall’altra parte e strisciare ai lati della “pugna” oltremodo difficoltoso. Fortuna che Sara era leggera e io in discrete condizioni fisiche. Con un po’ di apprensione riuscii nelfimpresa, non senza avere assestato a un naziskin due bei schiaffoni sul cranio pelato.
Fuori dal locale altri punk e alternativi del quartiere inciarmavano29 con bastoni e pietre. Ragione di più per guadagnare velocemente la strada di casa.
Quella città in quegli anni era la Mecca di tutti noi figli della disil¬lusione e delle identità precarizzate. Berlino oltre che la capitale delle tendenze più devianti era anche la città dei balocchi. Il governo, per dargli nuova linfa vitale, aveva promulgato una curiosa legge che esen¬tava tutti coloro i quali vi soggiornavano per un tot periodo di tempo dal dover prestare il servizio militare. Ovvio che ben presto questo di¬venne l’escamotage preferito da tutti i giovani tedeschi restii al fascino della divisa. Per questa ragione ventenni di tutto il paese andavano lì a trascorrere un paio di anni… o anche più.
Era proprio una città pazzesca. Una metropoli giovanissima.
Dal venerdì aperta ventiquattro ore su ventiquattro. Con una mi¬riade di locali e localini e una infinita proposta di concerti. Ricordo

69

Titolo: Terremoti. Una vita e un sax nella Napoli degli anni ’80
Editore: Vololibero
Collana: Fuorisacco
Data di Pubblicazione: Maggio 2015
Prezzo: € 13.00
ISBN: 8897637450
ISBN-13: 9788897637455
Pagine: 136
Reparto: Narrativa

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *