Teatro Garibaldi presenta: Lenòr


Carlo Bruni e Nunzia Antonino per “Lenòr”, dedicato a Eleonora de Fonseca Pimentel
Il quarto appuntamento de “La PrimaVera Stagione” a cura di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio
Giovedì 1 marzo 2018 ore 20.30, Teatro Garibaldi – Lucera

Dopo “Pueblo” che ha visto Ascanio Celestini raccontare l’umanità degli umili, sarà “Lenòr” il quarto degli otto appuntamenti de “La PrimaVera Stagione” – a cura di Fabrizio Gifuni e Natalia Di Iorio – organizzata dal Comune di Lucera in collaborazione con il Teatro Pubblico Pugliese e con le associazioni culturali Cadmo e Mediterraneo è Cultura.
Con alle spalle più di duecento repliche, ospite di festival internazionali e di teatri prestigiosi (Asti Teatro, Arzo, l’Elfo di Milano, il Nuovo di Napoli), approda al Teatro Garibaldi di Lucera “Lenòr”: un solo teatrale di grande impatto emotivo interpretato da Nunzia Antonino, dedicato alla straordinaria vita della rivoluzionaria napoletana del Settecento Eleonora de Fonseca Pimentel.  La regia è di Carlo Bruni, attore e regista, già direttore del Teatro Piccinni e del Kismet di Bari e attuale direttore artistico del Teatro Garibaldi di Bisceglie.
Portoghese d’origine, napoletana d’adozione, Eleonora fu poetessa, scrittrice e una delle prime donne giornaliste in Europa. Una figura decisiva per la storia del nostro paese e in particolare del sud. Protagonista nei moti partenopei del 1799 e di quell’effimera repubblica meridionale, condusse un’esistenza esemplare, appassionata e faticosa, che ci parla ancora oggi, con grande forza, di libertà e giustizia, di amore e dignità. Gli straordinari sommovimenti che stanno mutando il profilo del mondo arabo, la crescente indignazione che anima i movimenti europei, il disagio che attraversa l’Italia, disegnano un panorama in cui la storia di questa donna, insieme a quella di molti suoi compagni di viaggio, sembra collocarsi perfettamente.
Eleonora combatté sino al patibolo la volgarità e l’inganno, l’ignoranza e la barbarie. Raccontarla significa non solo rendere omaggio a una grande antenata, ma invitarla a guidarci ancora sul sentiero di questo tempo difficile.
«Sono nata il 13 gennaio 1752. Sotto il segno del Capricorno. Credo nell’influsso delle stelle sul destino delle persone.  Sono state le stelle a suggerirmi: continua, va’ avanti. E io, sin da piccola, sono stata curiosa, testarda, perseverante: pronta a prendere tempo, per poi esplodere all’improvviso. Da ragazza avevo due occhi di fuoco, ero sincera, fervida, non capivo il cinismo, volevo che le cose migliorassero, credevo che potessero migliorare, e non solo per pochi.  Ero disposta a rinunciare ai miei privilegi. Forse ero ingenua. Ho combattuto».

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