STEPHANE HUCHARD – Panamerican


A cura di Giuseppe Maggioli

StephaneHuchard_Panamerican_webSTEPHANE HUCHARD – Panamerican – (JazzVillage/Anteprima).
Batterista versatile dal tocco funky, Stèphane Huchard ci presenta il suo nuovo cd, registrato nel quartiere cool di New York, Brooklyn tra un negozio vegano e un ristorante a chilometrozero. Huchard è un finissimo musicista jazz, nel coorso della sua carriere ha suonato in vari ambienti blues, avanguardia, post-bop e indie-jazz, questo suo nuovo lavoro c’è lo riporta di colpo nel jazz contemporaneo con armonie solari e ricco di soluzioni originali in bilico tra le ultime produzioni di casa Verve e linguaggi decisamente più urban jazz. Accompagnato da un cast di musicisti di primordine come Jim Beard alle tastiere, (già con Pat Metheny e Mike Stern) Chris Cheek al sax, Nil d Felder alla chitarra, Matt Penman al basso, la sua musica ottiene, ascoltandola, un gradevole senso liberatorio; si và dai processi jazz funk di Boogaloo King e Bancal cha-cha alle sinuose avversità jazz-blues di Groovy Side. Poi scendendo verso gli abissi afroamericani di matrice nera troviamo le elettrizzanti melodie groove di Find a New World e Just an Herbie Vore che evocando un linguaggio universale all’interno del suo jazz metropolitano.Un attitudine attenta nel riscoprire il jazz elettrico tanto in voga negli anni settanta. Artista di culto, lontano dagli artificiosi giochi spettacolari del nuovo percorso jazzistico, Huchard realizza un disco di raffinate composizioni, una spia perfetta per capire il percorso dal jazz alternativo in crescita che fotografa bene la creatività della scena musicale europea cogliendo i propri frutti anche al di la dell’oceano. Stèphane Huchard è senza dubbio uno dei migliori batteristi contemporanei accanto a Bill Stewart e Antonio Sanchez.

Giuseppe Maggioli

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