EventiTeatrali: Stella d’Africa. L’incredibie storia di Luciano Vassallo


STELLA D’AFRICA.

L’incredibie storia di Luciano Vassallo
Al Nuovo Teatro Ariberto, Via Daniele Crespi 9, Milano

Sabato 15 e 21  febbraio ore 20:45 – Domenica 16 e 22 febbraio ore 16:30

Nato da madre eritrea e padre italiano ai tempi della colonizzazione fascista dell’Etiopia, Luciano Vassallo dovrà combattere contro il duplice razzismo del quale furono vittima i meticci: mai abbastanza bianchi, mai abbastanza neri. La sua però è anche la storia di un trionfo mai più eguagliato: nel 1962 trascino l’Etiopia alla conquista della sua prima e unica Coppa d’Africa. Senza mai rinnegare quel cognome, inviso a molti.

Di e con Giambattista Anastasio
Regia Giambattista Anastasio
Prenotazioni: www.nuovoteatroariberto.it
Pre-vendita:  www.liveticket.it/nuovoteatroariberto

Quella di Vassallo è una storia tanto esemplare quanto poco conosciuta. Cresciuto nella miseria tra le strade di Asmara, Luciano vive fin da subito il dramma del doppio razzismo: in quanto meticcio viene discriminato sia dai bianchi che occupano il suo Paese (gli italiani prima e gli inglesi poi) sia dagli autoctoni (etiopi ed eritrei). Per i primi non è abbastanza bianco, per i secondi non è abbastanza nero. Espulso da scuola dopo aver reagito all’ennesima umiliazione da parte di un compagno, Luciano trascorre un’adolescenza inquieta tra lavori precari e qualche giorno in cella finché riesce ad entrare in una squadra di calcio. Il suo talento innato gli permette in poco tempo di scalare posizioni nel calcio etiope (l’Eritrea allora non era ancora uno Stato indipendente) e di arrivare ad indossare la maglia della Nazionale. Ma nonostante sia ormai una stella del calcio continua ad essere bersaglio e vittima di razzismo, tanto nella vita privata quanto nella vita pubblica. Il suo status di campione del calcio, a differenza di quanto potrebbe accadere oggi, non gli vale alcun riscatto da questo punto di vista.
Da qui l’episodio clou della sua storia: nel 1962 l’Etiopia arriva a disputare la finale di quella che ancora oggi è la massima competizione calcistica del continente africano, la Coppa d’Africa. Un traguardo raggiunto grazie ai goal e agli assist di Vassallo che di quella squadra arriva ad essere anche il capitano. Poco prima della finale, però, interviene la politica: la Federazione Etiope fa sapere all’allenatore della squadra che Vassallo non può giocare quella partita perché, in caso di vittoria, non sta bene che sia un meticcio ad alzare al cielo la Coppa e a farsi fotografare con essa, per lo più con la fascia di capitano al braccio. L’allenatore cede alle pressioni politiche e poco prima dell’inizio della partita, in spogliatoio, comunica che Vassallo non giocherà. A questo punto lo sport e la solidarietà vincono su tutto: alcuni compagni di Vassallo fanno sapere all’allenatore che non scenderanno in campo neppure loro se non sarà permesso a Luciano di giocare. La rivolta dello spogliatoio, composto da etiopi autoctoni, costringerà tutti ad una marcia indietro, Vassallo giocherà la finale e l’Etiopia vincerà quella che ad oggi è rimasta la prima e unica Coppa d’Africa della sua storia.
In seguito a questo episodio, Vassallo subirà, per ritorsione, anche una vera e propria damnatio memoriae e per evitare il peggio deciderà di abbandonare il suo Paese in clandestinità, attraversando il deserto anche a piedi per lunghi tratti. In modo rocambolesco riesce a raggiungere Roma dove si costruirà una seconda vita. Alla fine la sua è la storia di un vincitore. Nel 1992 tornerà finalmente in Eritrea, acclamato come un eroe nazionale. Nel frattempo, nel 1968, una giuria internazionale di giornalisti sportivi lo aveva eletto “Stella d’Africa”, ovvero miglior giocatore africano della storia (fino a quel momento).

Progetto, drammaturgia e interpretazione Giambattista Anastasio
Scenografia Giuseppe Colafato
Realizzazione video e montaggio M. Filatori e G. Anastasio
Musica BandaFenice
Regia Marco Filatori

Si ringrazia Antonio Felici perché il suo libro “Stella d’Afric” è stato d’ispirazione e aiuto. Ma il ringraziamento più grande va a Luciano Vassallo, Stella d’Africa per sempre.

Nuovo Teatro Ariberto, Via Daniele Crespi 9
Una sala che ha riaperto a settembre 2013 con una stagione professionale di alto profilo.  Da allora ha ospitato, tra gli altri, Laura Curino, Assemblea Teatro, Beppe Casales, Pacta dei Teatri e il vero e proprio “caso” sulle scene milanesi Storia e Narrazione, di Chiara Continisio e Paolo Colombo.

Prezzi:
Intero 15,00 € Gruppi  7,50

Info e prenotazioni:
Tel. 3385268503 – 3482453298
Sito. www.nuovoteatroariberto.it
Pre-vendita:  www.liveticket.it/nuovoteatroariberto

Come raggiungere il teatro:
MM2: fermate Sant’Ambrogio e Sant’Agostino
Autobus: 74, 47 e 59 (capolinea P. za Cantore), 94 (P. za Resistenza Partigiana)
Tram: 14 e 2 (C. so Genova – Via Ariberto)
Parcheggio BikeMi: P.za Sant’Agostino – Parking a pagamento convenzionato: Via Ariberto 3

Informazioni e contatti:
Via email: stampa@nuovoteatroariberto.it
Sul web: www.nuovoteatroariberto.it,
Su Facebook: Nuovo Teatro Ariberto

 

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