Citazioni: Stefano Benni, Prendiluna


Citazioni tratte da Prendiluna di Stefano Benni

No dottore, basta con questa sua mania di interpretare, lei è malato di una grave forma di comprensionismo ossessivo. È quasi impossibile capire cosa vogliono dire le nostre parole di giorno, figuriamoci nei sogni.
– Ma Freud ha detto…
– Infatti il mese scorso ho sognato proprio Freud. Era con Jung in un bar di Cesenatico. Si vedeva benissimo che non andavano d’accordo, Freud aveva preso uno Spritz e Jung una cioccolata calda. Mondi inconciliabili.
– E lei nel sogno che ruolo aveva?
– Io facevo il cameriere e chiedevo: volete qualcosa d’altro, signori? E loro rispondevano: sì, vogliamo che il dottor Felison la smetta di rompere i coglioni a nome nostro.

Trovo Prendiluna, mi faccio portare dal Diobono e gli spacco il santissimo muso.
– Come faccio a lasciare fuori uno che vuole prendere a cazzotti Dio?
– Perché, lei non ci ha mai pensato? Con tutta la sofferenza che ha visto e cercato di curare, con tutto il dolore che non ha guarito, con il fotogramma di quel ragazzo che volò dalla finestra del suo studio, lei non ci pensa mai?

Dopo lunghi studi, posso dire che esistono diversi tipi di sogni profetici.

Il primo, il Prosogno, è quando una persona cara ti viene in aiuto per darti i numeri del lotto, o consigliarti sulla tinta di capelli, o per segnalarti il nome di qualcuno che è innamorato di te. Ma non è infallibile, ci sono le interferenze degli Onirospi, spiriti dispettosi che inquinano i sogni, e allora i numeri non escono, la tinta fa schifo e la persona che dovrebbe essere innamorata dice: “Io e te insieme? Ma te lo sogni!”.

Il secondo (Bis-sogno) è quando due persone si sognano l’un l’altra, ma con trame diverse. Ad esempio il marito sogna che la moglie lo tradisce col suo miglior amico, mentre la moglie sogna che il marito la tradisce col suo miglior amico. Non ha significato profetico, ma allarmistico, e genera quasi sempre litigi.
Poi c’è il Trisogno. Tre persone fanno un sogno al novantanove per cento identico. In questi casi il sogno contiene senz’altro un’indicazione e una profezia.
Poi esistono i Polisogni, i Pan-sogni Silberer e il sogno Matrioska. Ma ancora li sto studiando, e sogno di decifrarli appena sarò uscito dal manicomio.

CORNELIUS NOON, Libro dei labirinti onirici

– Dio è un’idea, – disse Dolcino – noi uomini l’abbiamo creata e quindi possiamo anche creare l’idea che Dio abbia sbagliato tutto, che si nasconda, che se lo troviamo possiamo protestare.
– E riempirlo di botte! – urlò Michele. – Noterà che lo dico con serenità e senza urlare.
– Non si può picchiare un’idea.
– Si può, eccome… – disse Dolcino. – La storia è piena di idee pestate e livide.

Be’, il concerto è finito, niente bis. Io non ce l’ho con Dio, semplicemente penso che abbia scritto della bella musica, ma non è capace di suonarla. Ammazza i musicisti da giovani perché è invidioso. Voi siete incazzati, e capisco perché. Anche io volevo prenderlo a pugni. Anche io volevo togliere dolore al mondo. Credo di non averne aggiunto, e forse è già qualcosa.

Perché nella mia notte insonne torna la rabbia? Perché il fiume dei ricordi non scorre, ma si ferma in pozze profonde, in cui di nuovo annego? È bastato tornare in quel luogo e una luce spietata si è accesa, nel teatro della mia memoria. Bisogna andare avanti, dicono quelli che credono di sapere cos’è la vita. Io dico: bisogna tornare indietro, per capire come, quanto e fino a quando abbiamo amato. Questo riempirà nuovamente la nostra piccola testa di delirio e furore. Allora qualcuno ci spiegherà che siamo pazzi, e dirà: raccontaci, così capiremo perché.
Io rispondo: non c’è un perché, solo qualcosa che manca, la pazzia è questa mancanza, è il pezzo tagliato via, prezioso, insostituibile. E fa male.
Margherita…
Siamo lupi nella tagliola, che continuano a correre.

Se impari a giocare col pallone vero puoi diventare un campione, ma se sai giocare col Pallone Invisibile sei quello che vuoi tu, sei tutti i campioni che ci sono al mondo.

Un piccolo numero ha bisogno di altri numeri vicini per crescere e diventare grande.

La verità non è una cosa che si porta in tasca e si mostra, non è una lucetta che ti si accende sulla fronte segnalando “ecco, sta dicendo il vero”.
Noi vorremmo stringerla in pugno, chiuderla in una scatola o in una cella. Ma la verità è un fiato nel buio. Bisogna avere la pazienza di ascoltare, poco alla volta distingui le parole, e lei appare. E quando la verità alza la voce e urla troppo forte, allora qualcuno si chiude le orecchie oppure spara per farla tacere.

Titolo: Prendiluna
Autore: Stefano Benni
Prezzo copertina: € 16.50
Editore: Feltrinelli
Collana: I narratori
Data di Pubblicazione: maggio 2017
EAN: 9788807032400
ISBN: 8807032406
Pagine: 212

 

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *