Souvenir d’Italie (1957) è un buon film di Antonio Pietrangeli, interpretato da June Laverick, Isabelle Corey, Inge Schoener, Vittorio De Sica, Alberto Sordi, Massimo Girotti, Gabriele Ferzetti, Mario Carotenuto, Antonio Cifariello e Dario Fo.
Tre avvenenti straniere (June Laverick, Isabelle Corey e Inge Schoener) girano l’Italia in autostop, perché vogliono essere indipendenti e non desiderano chiedere soldi ai genitori. Nel loro tour incontrano diversi tipi di maschio italiano. Vediamo un conte galante che concede ospitalità nella sua residenza trasformata in albergo (De Sica), un mantenuto sbruffone che vorrebbe scappare ma non riesce a liberarsi della vecchia amante (Sordi), un compito avvocato che s’innamora della ragazza più matta del terzetto (Ferzetti), un meccanico che studia storia romana per far colpo su una delle ragazze e finisce per innamorarsi (Cifarello), un autista intraprendente che vorrebbe portarsi a letto una ragazza (Carotenuto) e un professore di storia dell’arte che è stato prigioniero in Inghilterra ai tempi della guerra (Girotti). Siamo ancora nel campo del neorealismo rosa, pura commedia scanzonata senza implicazioni sociali, ma non mancano i riferimenti erotici, perché le interpreti femminili sono autostoppiste straniere a caccia d’avventure. I tempi non sono maturi per osare molto e Pietrangeli per mostrare le grazie delle tre attrici deve ricorrere all’escamotage di un bagno in mare. Le parti romantiche risultano datate e tropo sentimentali, inclini al gusto per il fotoromanzo e per il romanzo d’appendice, ma lo spettatore deve fare lo sforzo di storicizzare la pellicola.
Il regista gira una gustosa commedia che ironizza sul vitellone italiano, sceneggiata insieme a Dario Fo (pure attore), Armando Crispino, Age e Scarpelli. Molto bravo Sordi nel ruolo del mantenuto da una vecchia signora che vorrebbe scappare insieme a una giovane autostoppista. Il suo personaggio del tipico italiano medio, profittatore, intrallazzone, inaffidabile, pronto a correre dietro la prima gonna che vede, è perfetto. Suona persino il mandolino e canta canzoni d’amore per la vecchia che lo mantiene, realizzando lo stereotipo classico del maschio italiano.
Non è da meno De Sica che interpreta il ruolo del nobile decaduto, galante e signorile, che non sopporta i turisti volgari ai quali è costretto ad affittare una residenza signorile. Bravi anche Ferzetti e Girotti nei panni di due innamorati compiti, per niente vicini al cliché del vitellone italico, ma sinceri nei loro sentimenti.
La pellicola è un ottimo strumento di propaganda turistica per il nostro paese, perché a tratti assurge al ruolo di cartolina illustrata degli angoli più suggestivi di Venezia, Pisa, Firenze e Roma. Il lieto fine all’aeroporto non è il massimo, ma non dimentichiamo che si tratta di una commedia del neorealismo rosa. Un film da riscoprire.
Lo scienziato pioniere della fantascienza
A ottant’anni dalla prima pubblicazione, torna in libreria I ciechi e le stelle, il libro culto di Giorgio Cicogna, l’inventore e scrittore morto nel 1932 durante un esperimento. I suoi racconti furono tra i primi esempi di una via italiana alla science fiction; la nuova edizione include anche due testi mai apparsi in volume
Torna in libreria dopo 80 anni, per Incontri Editrice, I ciechi e le stelle, il primo e unico libro di narrativa pubblicato da Giorgio Cicogna (1899- 1932), affascinante e originale figura di scienziato, poeta e scrittore, morto a soli 33 anni, il 3 agosto 1932, durante un esperimento per la costruzione di un motore a reazione per il volo oltre la stratosfera. Enfant prodige – da bambino aveva imparato a sillabare leggendo le citazioni di versi danteschi – e promettente ricercatore attivo negli anni della modernizzazione della fisica italiana – fu il progettista dell’idrofono, uno strumento acustico per rilevare la presenza subacquea di sommergibili …
Il libro è un saggio dedicato agli importanti temi della biomimetica – cioè l’ispirazione dalla natura – del design, della sostenibilità ambientale e sociale, nonché delle problematiche legate al ciclo produttivo, dalla sua fase iniziale, la progettazione, sino al suo esito finale, spesso poco o nient’affatto sostenibile.
L’opera riserva inoltre particolare attenzione alle tematiche, di stringente attualità, delle fonti energetiche alternative e del riciclo dei prodotti di scarto delle attività produttive e della normale vita quotidiana. …
Con una poesia aperta al canto e in cui nulla è rifiutato delle esperienze di una tradizione ricchissima (riconosceva come uniche influenze sulla sua poesia le forme spontanee di letteratura, filastrocche e racconti popolari, le più famose storie bibliche e due soli poeti inglesi del passato, Shakespeare e W. Blake, dei quali egli evidenziò l’aspetto magico e mistico), possiamo dire, con Roberto Sanesi, che Dylan Thomas è stato forse l’ultimo grande poeta inglese, anche se non tutti sono dello stesso avviso. C’è chi, come Giorgio Polini, ribatte che al di là di una esuberante e compiaciuta onda memoriale, la sua poesia in fondo non ha molto più di nulla. …
Il 25 marzo 2012 se ne è andato Antonio Tabucchi , cogli occhi fissi nella sua amata Lisbona. Tanti i titoli sui giornali: Addio al nostro agente a Lisbona, addio al più grande conoscitore di Pessoa , “ che studiò, tradusse, chiosò fin quasi a diventarne un eteronimo appassionato, dedicandogli varie scritti..” , addio ad uno scrittore che è stato prezioso baluardo della difesa dei valori delle idee, della democrazia e della libertà.
Addio all’autore di “Sostiene Pereira” , il romanzo simbolo del fronte antiberlusconiano negli anni 90″ …
A.M.: Che cosa significa oggi “scrivere poesia”? Rolando Vernaglione: Scrivere poesia è per me il tentativo di risolvere la contraddizione apparente della storia con l’arte. Quando il lavoro dell’artista, come quello dell’operaio, saprà essere fecondo veramente, solo allora il nichilismo sarà morto, e la rinascita significherà qualcosa. Voglio dire che scrivere poesia, per me fa tutt’uno con la volontà di riscoprire funzioni e responsabilità di fare arte. …
A.M.: Preferisci la tastiera o la classica penna?
Ester Donatelli: Ho amato ed amo ancora molto scrivere con la penna perché è un gesto pieno di emozioni che vanno dritte al cuore e poi la penna, stretta tra le dita, è anche un piacere fisico, una presenza a non farti sentire sola. Oggi penso che lo scrittore debba inevitabilmente far uso della tastiera e del computer per consentire al suo pensiero narrante, alle sue emozioni ed alla sua filosofia esistenziale di arrivare presto al cuore della gente. …
Inserito tra i primi racconti del Ciclo di Cthulhu, Dagon e’ l’unico racconto nel quale la divinita’ aliena descritta non sia frutto della immaginazione di Lovecraft. L’entita’ dal nome Dagon, mostruosa creatura che sorge dalle profondita’ marine, deriva infatti dall’antico testamento (primo libro di Samuele). In questo racconto, la distruzione del mondo viene evocata come un futuro certo ed inesorabile, ma non viene descritta; l’attenzione di Lovecraft e’ qui tutta concentrata sulle visioni e sugli incubi del protagonista. …
Un grande classico del genere horror, dal quale sono state tentate diverse trasposizioni per il cinema, con alterne fortune. I Vurdalak e’ un racconto a tinte forti e di grande presa immaginativa, nel quale i vampiri, nella loro peculiare variante diVurdalak (i quali prediligono parenti e amici come vittime), si diffondono e minacciano la vita del protagonista, uno scellerato donnaiolo che si innamora di una di loro. L’autore, il russo A. K. Tolstoj (omonimo del grande Lev), non ha dedicato al genere horror moltissimi altri scritti. Il racconto e’ adattato e ridotto per la lettura, ragione per cui invito chi fosse incuriosito dall’ascolto, a leggere senz’altro la versione integrale. …
Masters, di professione avvocato, nel tempo libero era assillato dal desiderio di scrivere qualche cosa del suo villaggio, una storia che racchiudesse in sé personaggi che riflettessero le principali caratteristiche umane, vale a dire i (molti) difetti e i (pochi) pregi.
A seguito anche della lettura di Elegia scritta in un cimitero di campagna di Thomas Gray nacque così l’idea di una raccolta poetica alquanto originale essendo costituita da epitaffi, come se fossero stati presi pari pari dalle lapidi di un camposanto di un immaginario piccolo paese della provincia americana. …
Per Fabrizio Centofanti l’impulso alla ricerca della verità non ammette frontiere di fatica. Ogni rivo del proprio sangue, ogni energia, ogni atomo chiuso nel suo corpo e nella sua mente che vive in lui è come una porta aperta in cui entra ogni storia, ogni angoscia, ogni ferita, ogni dramma che si fa ora canto, preghiera o disperata allucinazione d’amore, sacro o profano che sia. Il ruolo essenzialmente umano, primordiale dell’arte, costituisce il tessuto connettivo del suo lavorio interno, e poi c’è l’orma, il marchio indelebile della sua fede cristiana, la sua passione nel viverla, la sua ossessione, la sua speranza, anche quando sei in crisi nera e hai davanti a te “muri d’ombra e altri fallimenti”, il “cuore butta sangue” e temi di non farcela …
PAURA E DELIRIO IN SUDAMERICA
Negli anni ’60 lisergici e di controcultura, un giornalista californiano in cerca di se stesso, con cabriolet glamour rosso fuoco, cerca fortuna, ma soprattutto avventura, a Puerto Rico. Trova una bionda proibita, amici scentrati e un affare sporco che lo mette in trappola. Nel lato visionario e immorale del volto di Depp, nell’immagine stilizzata ieri-oggi, nel corto circuito del sogno (sud)americano, il film cerca la stilizzazione postmoderna di un’epoca nel sentore di irripetibili momenti di eccentrica verità….
Un martirio a regola d’arte
Pensato come trittico della passione (ribellione, logos del sacrificio e martirio) e la cronaca psicofisica degli anni di carcere del 27enne Bobby Sands, leader dell’IRA che si lascio morire di fame nel 1981 scompaginando, seguito da altri, il fronte di guerriglia e trattativa tra governo inglese e resistenza irlandese. Tre fasi nel gelido, violento labirinto del carcere di Long Kesh: lo sciopero dell’igiene, con le celle imbrattate di feci e le torture dei secondini l’estremo confronto ideologico (con un sacerdote, venti minuti tersi e duri memorabili) e l’irriducibile sciopero della fame, analisi della consunzione fisica che combina resistenza e dolore, immolazione ed estasi con l’energia della grande pittura classica. …
Torna La Notte dei Musei in Quadreria Cesarini. Sabato 19 maggio 2012 si rinnova l’appuntamento con l’evento di taglio internazionale promosso, in Italia, da MiBac (Ministero dei Beni Culturali).
La Casa Museo – Quadreria Cesarini, fiore all’occhiallo dei Musei Città di Fossombrone, aderisce all’iniziativa con un’APERTURA STRAORDINARIA dalle 18 alle 24 con INGRESSO GRATUITO. La Casa Museo, inserita per questa occasione in uno speciale contesto internazionale, sarà uno frIn occasione della notte dei Musei, Unnecessary Productions e Associazione Volontari Vernarecci presentano due opere realizzate appositamente per la Casa Museo …
Domenica 20 maggio 2012 a Fiordipiano, frazione di Montemaggiore al Metauro (PU), è in programma la terza edizione della “Festa del Formaggio” apprezzato appuntamento gastronomico organizzato dalla locale Pro Loco in collaborazione con l’azienda Valmetauro e il Comune di Montemaggiore al Metauro.
A partire dalle ore 15,00 sarà possibile degustare la tipica produzione casearia della zona, dove opera una delle più importanti aziende italiane del settore con una produzione diversificata e di alta qualità. …
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