Solo Dio perdona


Una frenetica allegoria del Male
Che solo Dio perdona ce lo dice il titolo, ma l’atmosfera biblica, infernale, di tempi ieratici e delitti efferati, nei primi dieci minuti, simili alla caricatura del thriller seriale nell’Oriente malato, corrotto, di Bangkog. Ci si chiede subito perché nella palestra del ragazzone americano Julian, che Gosling interpreta con l’inespressiva potenza di una faccia alla Ringo-western, ci si muove come sacerdoti di una funzione- Siamo nel cuore simbolico del Male. Forse un po’ pesante, a volte involontariamente ridicolo, per uno schema di genere senza sorprese: avendo ucciso spietatamente una giovane prostituta, il fratello di Julian viene eliminato dal padre della ragazza istigato dal capo della polizia, che gestisce la giustizia come un dio della vendetta con una spada da squartatore a fodero schiena. E la figura interessante tra le belle statuine di un film ridondante, con la madre di Julian (Scott Thomas dark lady), trafficante di droga in odore d’incesto. Visione allegorica, violenza rituale di un cineasta (“Drive”, “Bronson”) che cerca un posto tra David Lynch e Quentin Tarantino, trovandolo, ma sotto la loro tavola gourmand.

Silvio Danese

Titolo originale: Only God Forgives
Nazione: Francia, Danimarca
Anno: 2013
Genere: Thriller, Azione
Durata: 90′
Regia: Nicolas Winding Refn
Cast: Ryan Gosling, Kristin Scott Thomas, Yayaying Rhatha Phongam, Tom Burke, Vithaya Pansringarm, Byron Gibson, Gordon Brown, Sahajak Boonthanakit, Joe Cummings, Charlie Ruedpokanon
Produzione: Bold Films, Gaumont, Wild Bunch
Distribuzione: 01 Distribution
Data di uscita: Cannes 2013
30 Maggio 2013 (cinema)

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