“Soldi rubati” di Nunzia Penelope

| agosto 28, 2011 | 0 Commenti

A cura di Arturo Casalati

La necessità di reperire risorse economiche per alleggerire il passivo accumulato dal bilancio dello Stato è nota a tutti i cittadini di questo Paese. È noto, altresì, che l’Italia, come tutti i Paesi occidentali, sta attraversando una gravissima crisi economica. La crisi, in realtà, non è solo economica ma anche politica, sociale, culturale, etica. Personalmente condivido quanto ha detto José Saramago (Premio Nobel per la Letteratura) prima di morire. La crisi che stiamo attraversando non è solo una crisi economica, prima di tutto è  una crisi morale, etica. La corruzione è diventata routine e noi ci stiamo abituando a considerarla “normale”. Questo “fenomeno” è pericolosissimo e può costarci la perdita della democrazia, della tanto sbandierata libertà dietro la quale si nascondono meschinamente le sanguisughe della classe politica e dirigente, godendo dei loro inconcepibili privilegi alla faccia di tutti coloro che pagano i loro lauti introiti (legali e illegali).

Nunzia Penelope, giornalista che si occupa di economia, ha scritto un saggio dal titolo “Soldi rubati”, pubblicato da Ponte alle Grazie, nel quale mette in evidenza che, a cercare bene, i soldi per intervenire sul deficit dello Stato italiano si possono trovare senza grandi difficoltà. Basta guardare alle incredibili diseguaglianze, all’enorme evasione fiscale (tanto grave quanto “autorizzata” di fatto dai politici “liberali” per accaparrarsi i voti dei lavoratori autonomi: artigiani, commercianti, liberi professionisti e via dicendo), alle economie sommerse, all’illegalità diffusa e istituzionalizzata.

“Soldi rubati” è una vera e propria miniera di dati. Per spiegarlo è sufficiente citare qualche esempio. “Ogni anno in Italia abbiamo 120 miliardi di evasione fiscale, 60 miliardi di corruzione e 350 miliardi di economia sommersa, pari ormai a quasi il 20 per cento della ricchezza nazionale. Ma varrebbe la pena di aggiungere gli oltre 500 miliardi nascosti da proprietari italiani nei paradisi fiscali e su cui non si pagano tasse. Sessanta miliardi di corruzione e 120 di evasione fanno 180 miliardi l’anno. In 10 anni sarebbero 1.800 miliardi: esattamente quando l’intero stock del debito pubblico. Si potrebbe azzerarlo e vivere felici”.

Premesso che nel frattempo il debito pubblico è salito a 1.900 miliardi, quanto scritto da Nunzia Penelope rimane vero.

Oltre a quanto detto dall’autrice del saggio, ci sono le proposte dell’opposizione parlamentare. La prima è quella di trasferire il budget della Presidenza del Consiglio sotto il controllo del Ministero del Tesoro. Può sembrare un dettaglio ma non è così: in questo modo si eviterebbe il sistema dei cosiddetti “grandi eventi” (avete presente quello che è successo con il G8 che doveva tenersi in Sardegna, alla Maddalena, e che poi è stato  trasferito all’Aquila, in Abruzzo? Tutti gli intrallazzi di Bertolaso e compagnia? Si tratta proprio di quel sistema) nonché degli appalti agli amici degli amici (come i tanti casi nei quali si è verificato che imprenditori disonesti – Anemone e tanti altri – hanno ricevuto appalti pubblici senza nessuna gara di appalto da politici – Scajola, Milanese e tanti altri – che poi hanno ricevuto in cambio “favori” dal valore elevatissimo).

La seconda è quella di investire di più nei controlli sulle false pensioni di invalidità. Anche in questi giorni, come è successo regolarmente in passato, si sono accertati inumerevoli  casi di “ciechi” e “paralitici” (persone che all’INPS risultano totalmente prive della vista o della possibilità di muoversi) che guidano l’automobile, la bicicletta, vanno a fare la spesa con le proprie gambe, leggono il giornale con i propri occhi, e via dicendo. La terza è quella di rivedere le troppe agevolazioni fiscali concesse a coloro che dispongono di grandi patrimoni. Questo è lo “zoccolo duro” di coloro che hanno il potere economico, le famigerate “lobby” attraverso le quali sono sempre riusciti a evitare qualsiasi tassazione sui loro patrimoni.

Ma la più evidente rimane quella indicata da tanti economisti di fama internazionale, oltre che da Nunzia Penelope nel suo saggio. L’Italia ha una evasione fiscale del 38 per cento. È una percentuale inammissibile, in un Paese civile e democratico. Coloro che pagano le tasse, come sempre, sono i lavoratori dipendenti e i pensionati, ai quali le trattenute fiscali vengono effettuate alla fonte (ovvero ancora prima di essere pagati). Fatto 100 il totale di coloro che percepiscono un reddito, il 40 per cento è costituito da lavoratori dipendenti, il 40 per cento è costituito da lavoratori autonomi e il rimanente 20 per cento è costituito da pensionati. È quindi evidente che dipendenti e pensionati (che insieme formano il 60 per cento) pagano il 100 per cento di quello che devono pagare, mentre i lavoratori autonomi (che sono il 40 per cento) pagano una percentuale irrisoria di quello che dovrebbero pagare. I più “onesti” arrivano al 50 per cento, tutti gli altri pagano il 40, il 30, il 20, il 10.

Ci sono, e ci sono sempre stati, inoltre, un numero non quantificabile di persone che sono totalmente sconosciute al fisco, ovvero allo Stato. Persone che in tutta la loro vita non hanno mai (e sottolineo mai) presentato una dichiarazione dei redditi. Può sembrare incredibile ma è così: ogni anno la Guardia di Finanza ne scopre a decine, a centinaia. Perché lo Stato non potenzia questo tipo di indagine? Perché i cosiddetti “liberali” raccolgono benefici, oltre che voti, da queste persone ignobili, da questi serpenti velenosi che lucrano somme spaventose alla faccia dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Costoro dovrebbero essere perseguiti legalmente e finire in carcere, invece vengono ossequiati dai governanti di turno e possono continuare ad arricchirsi in modo vergognoso oltre che illegale.

Questo stato di cose non cambierà mai se non ci sarà un rinnovamento totale della classe dirigente e governante di questo Paese. Come ha detto Saramago, solo un totale cambiamento etico e morale può salvarci dal questa profondissima crisi. Diversamente siamo condannati a vivere governati da sanguisughe che ci succhiano il sangue sotto forma di denaro.

Arturo Casalati

Titolo: Soldi rubati
Autore: Penelope Nunzia
Editore: Ponte alle Grazie
Collana: Inchieste
Prezzo: € 14.60
Data di Pubblicazione: 2011
ISBN: 8862201613
ISBN-13: 9788862201612
Pagine: 332
Reparto: Politica e società > Società e cultura > Problemi sociali

 



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