Solaris, Tarkovskij e il calendario di proiezioni del ciclo di film a lui dedicato


La benedizione dei ricordi, l’impulso dato alla vita dai desideri, il campo delle speranze… La dannazione dei ricordi, la cancrena dei desideri che si fan tragica pulsione, il crollo delle speranze che mutano nel loro contrario… I sogni… Gli incubi, incunaboli di tormento… L’essere… Il non essere… Il (non) senso della vita… Paradiso e Gehenna… E un oceano d’acqua pensante, un pianeta checrea dalla sua mutevole e ondoza materia bizzarre megaciclopiche strutture: Simmetriadi, Asimmetriadi, Mimoidi… mutabili piattaforme altipiani, colonne cattedrali fiori caverne canyon, o almeno qualcosa di simile a quel che è noto allo stranito occhio e all’intelligenza umana…
Come leggere e interpretare Solaris, il film (1972) del russo (allora anche sovietico) Andrej Tarkovskij, tratto dallo splendido romanzo (1961) del polacco Stanisław Lem? Un’opera che viene classificata nel genere della fantascienza, ma invero è ben di più, di altro, oltre.  Un romanzo filosofico è Solaris e la pellicola ne ripercorre le orme, con il sovrappiù di una profonda vene lirica.
Fra bianco e nero e colore, sulla Terra o nello spazio, nella stazione orbitante sopra l’immane pianeta liquido – un dio che sta nascendo? Una coscienza/mente cosmica? Chi è, che cosa è Solaris?
Kris Kelvin psicologo, viene inviato alla volta del misterioso pianeta, oggetto dei più disparati studi, per scoprire quel che sta accadendo ai tre superstiti scienziati che abitano la stazione spaziale: Gibarian, Sartorius e Snaut. In realtà Gibarian si è nel frattempo suicidato. Che cosa sta accadendo su Solaris? Quali misteriosi eventi governano quei destini umani? Chi o che cosa travaglia condiziona indirizza l’esistenza degli uomini che vi perdurano alla ricerca della verità, di una verità? Quale entità interpreta i loro sogni e bisogni, i più reconditi desideri, ciò che è seppellito nel profondo, materializzando nuove creature, altri corpi ed esseri dal passato o dalla psiche? Kelvin lo scoprirà a proprie spese quando al primo risveglio troverà nella sua stanza Harey, la moglie che si era suicidata. Un clone? Sembra o è Harey? Una mera proiezione? È sconvolgente… Kelvin la spedirà nello spazio… Ma al successivo risveglio lei ricompare. E Harey si pone domande, ama, soffre…
Non occorre spiegare e raccontare: bisogna immergersi nel fluire di quei fotogrammi, negli interrogativi che nascono dallo spaesamento nel corso della narrazione, fra consolazione e dramma, fra passione, nostalgia, dubbi e tragedia.
Inutile dire che parliamo di un capolavoro sia per quel che concerne il libro che per quel che riguarda il film.
Solaris, come gli altri film di Tarkovskij, è compreso nel ciclo dedicatogli dalla Fondazione Cineteca Italiana allo Spazio Oberdan (viale Vittorio Veneto 2, Milano). Una grande occasione per rivedere questo imprescindibile lavoro artistico, una delle vette della creatività cinematografica, uno dei prodotti più affascinanti dell’intelletto umano del XX secolo.
Concludiamo con le parole di un altro sublime Magister, tale Ingmar Bergman: «Il film quando non è un documentario è sogno. Per questo Tarkovskij è il più grande di tutti. Si sposta con sicurezza nello spazio onirico, non spiega nulla, e d’altronde cosa potrebbe spiegare? È un visionario che è riuscito a mettere in scena le sue visioni grazie a un medium più pesante, ma anche più duttile. Ho bussato tutta la vita alla porta di quei luoghi in cui lui si muove con tanta sicurezza. Solo  qualche volta sono riuscito a intrufolarmi».

Altro non v’è da dire.

Alberto Figliolia

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CALENDARIO PROIEZIONI
Venerdì 23 settembre h 17 / Venerdì 30 settembre h 20.45
Andrej Rublëv

  1. e mont: A. Tarkovskij. Sc.: A. Tarkovskji, Andrej Mikhalkov-Koncalovskij. Int.: Anatolij Solonicyn, Ivan Lapikov, Nikolaj Grinko, Nikolaj Sergeev, Irma Rauch, Nikolaj “Kolja” Burljaev. URSS, 1966, b/n e col., 185’, v.o. sott. it.

Ambientato in un cupo e violento Medioevo e diviso in nove capitoli e un epilogo, il film procede attraverso lo sguardo del monaco e pittore di icone Andrej Rublëv. Il grande artista del passato diventa ora protagonista ora testimone silenzioso di eventi diversi che vanno a comporre un grandioso affresco della Russia del ‘400, in cui i fatti storici si alternano a momenti di riflessione sul rapporto arte-potere.

Mercoledì 21 settembre h 17 / Giovedì 29 settembre h 19

Elegia moscovita

R.: Alexander Sokurov. Int.: A. Tarkowskij, Tonino Guerra, A. Sokurov (voce narrante). Urss, 1987, b/n, 88’.

Una percezione soggettiva della personalità e dell’opera di Andrej Tarkovskij seguendo la sua traiettoria artistica e il suo destino di esule. «Ciascun russo in fondo all’anima è un “tagliaboschi”: chi per caso, chi per volontà. Ciascuno di noi si apre un passaggio attraverso la vita come attraverso la taiga sopportando strani sacrifici.» (A. Sokurov)

Lunedì 19 settembre h 16.45 / Domenica 25 settembre h 21 / Sabato 1 ottobre h 15

L’infanzia di Ivan

R.: A. Tarkovskij. Sc.: Michail Papava, Vladimir Bogomolov (in collaborazione con E. Smirnov), da temi del racconto Ivan di V. Bogomolov. Int.: Nikolaj “Kolja” Burljaev, Nikolaj Grinko, Valentin Zubkov, Evgenij Zarikov, Stepan Krylov, Dmitrij Miljutenko. URSS, 1962, b/n, 95’, v.o. sott. it.

Ivan, dodicenne che la guerra ha reso orfano, lavora per la Resistenza. Il suo coraggio, alimentato dall’odio verso i nazisti, si spinge fino all’incoscienza. Il tentativo di sottrarlo agli orrori bellici da parte di un giovane militare non servirà a salvarlo.

Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 1962.

Martedì 20 settembre h 17 / Martedì 27 settembre h 18.30

Nostalghia

R.: A. Tarkovskij. Sc.: A. Tarkovskij, Tonino Guerra. Int.: Oleg Jankovskij, Erland Josephson, Domiziana Giordano, Patrizia Terreno, Laura De Marchi, Milena Vukotic, Delia Boccardo. Italia/URSS, 1983, col., 130’, v.o. sott. it.

Il viaggio in Italia di uno scrittore russo per fare ricerche su un musicista del ‘700, suo compatriota ed esule nel nostro paese. Le magiche atmosfere del paesaggio toscano riaccendono in lui la nostalgia per la sua patria e trasformano il suo viaggio in un percorso di conoscenza che si concluderà con la morte.

Mercoledì 21 settembre h 19 / Martedì 27 settembre h 17

Il rullo compressore e il violino

R.: A. Tarkovskij. Sc.: A. Tarkovskji, Andrej Mikhalkov-Koncalovskij. Int.: Igor Fomcenko, Vladimir Zamanskij, Nina Arkangelskaja, Marina Adzubej, Jura Brusser, Slava Borisov. URSS, 1960, col., 55’, v.o. sott. it.

Sasha, un bambino di sette anni, studia violino al Conservatorio e per questo viene irriso dai suoi coetanei. Poi incontra Sergej, operaio che lavora al rullo compressore e che gli farà comprendere il valore dell’amicizia.

Sabato 24 settembre h 21.15 / Domenica 2 ottobre h 14.30 / Lunedì 3 ottobre h 18.30

Sacrificio

  1. e sc.: A. Tarkovskij. Fot.: Sven Nykvist. Mus.: La passione secondo Matteo di Johann Sebastian Bach. Int.: Erland Josephson, Susan Fleetwood, Allan Edwall, Gudrun Gisladottir, Sven Wolter, Valerie Mairesse. Svezia/Francia/GB, 1986, col., 143’, v.o. sott. it.

Nella sua casa su un’isola svedese l’anziano intellettuale Alexander festeggia con i familiari il compleanno quando dalla televisione arriva l’annuncio di una misteriosa catastrofe. Alexander invoca Dio, offrendogli tutto ciò che ha purché tutto ritorni come prima. Dà fuoco alla sua casa, rinuncia al figlioletto, si vota al silenzio, accetta di essere scambiato per un folle.

Premio speciale della giuria al festival di Cannes 1986.

Mercoledì 21 settembre h 20.45 / Martedì 4 ottobre h 16

Solaris

  1. e mont: A. Tarkovskij. Sc.: A. Tarkovskji, Fridrik Gorenštein, dal romanzo omonimo di Stanislaw Lem. Int.: Donatas Banionis, Natalia Bondarčuk, Jurij Jarvet, Anatolij Solonicyn, Nikolaj Grinko. URSS, 1972, col., 165’, v.o. sott. it.

Lo scienziato Kris Kelvin viene spedito in missione su una base spaziale in orbita intorno al misterioso pianeta Solaris. Kelvin scoprirà che la massa magmatica del pianeta produce delle radiazioni sconosciute in grado di materializzare ricordi, desideri e paure di uomini e donne. Lui stesso subirà l’influsso delle radiazioni rincontrando la moglie morta anni prima.

Premio speciale della giuria al festival di Cannes 1972.

Lunedì 19 settembre h 18.45 / Domenica 25 settembre h 15

Lo specchio

R.: A. Tarkovskij. Sc.: A. Tarkovskji, Aleksandr Misarin, versi di Arsenij Tarkovskij letti da A. Tarkovskij. Int.: Margarita Terechova, Filipp Jankovskij, Oleg Jankovskij, Ignat Danilcev, Anatolij Solonicyn. URSS, 1974, b/n e col., 105’, v.o. sott. it.

Riflessione di Tarkovskij sulla propria vita attraverso due storie “a specchio”: quella di un bambino che vive con la sorellina e la madre (il padre se n’è andato), e quella di un uomo che ha lasciato moglie e figlio. Nelle due figure del bambino e dell’uomo adulto forse si cela lo stesso regista.

Lunedì 19 settembre h 20.45 / Giovedì  22 settembre h 17 / Mercoledì 28 settembre h 16

Stalker

R.: A. Tarkovskij. Sc.: Arkadij e Boris Strugackij dal loro racconto Picnic sul ciglio della strada, versi di Fedor Tjutcev e Arsenij Tarkovskij. Int.: Aleksandr Kajdanovskij, Anatolij Solonicyn, Nikolaj Grinko, Alisa Frejndlich, Natasha Abramova. URSS, 1979, b/n e col., 161’, v.o. sott. it.

La “zona” è territorio proibito. Ma, pagando la persona giusta (lo stalker: cacciatore alla posta), vi si può accedere. Nella “zona”, contaminata da qualche evento misterioso non identificato, c’è una stanza entrando nella quale si possono vedere esauditi i propri desideri, anche quelli più segreti e pericolosi.

MODALITÀ D’INGRESSO

Biglietto d’ingresso intero: € 7,00
Biglietto d’ingresso ridotto con Cinetessera: € 5,50
Cinetessera annuale: € 6,00, valida anche per le proiezioni all’ Area Metropolis 2.0 – Paderno Dugnano.
I biglietti possono essere acquistati in prevendita alla cassa di Spazio Oberdan da una settimana prima dell’evento nei giorni e negli orari di apertura della biglietteria.

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