RecensioniTeatrali: Sognando la Kamchatka


Nessuno avrebbe mai sentito parlare della Kamchatka se non fosse stato per l’appassionante modalità del Risiko. Terra posta ai confini del mondo, nell’Estremo Oriente Russo, oltre la Siberia stessa si direbbe, penisola di vulcani, pochi abitanti in più rispetto alla superficie in chilometri quadrati. Luogo fisico quasi irraggiungibile, frontiera, utopia, aspirazione dell’anima, metafora… la Kamchatka, sognando la quale, ma senza saperlo, nel proprio spaesamento e giocandosela a dadi, un po’ come accade per gli eventi della vita, tre amici si affrontano in una sorta di serrato duello dialettico, in un confronto esistenziale fatto di silenzi, di non detto che pure traspare, di recriminazioni e frustrazioni, di solidarietà (a tratti), di rabbia urlata. L’amicizia, verrebbe da pensare, è uno strano ossimoro.
Diego, Filo e Nico giocano e parlano, con spietatezza reciproca, per addivenire infine a una soluzione, forse. O un accomodamento? Specchi di solitudine dove s’infrangono le immagini di sé e di sé in relazione agli altri. Il dramma delle scelte-non scelte è fra le righe, ma si snoda attraverso il pilastro di una scrittura brillante, dialoghi scintillanti che avvincono e inchiodano, fra cinismo, disincanto e, nonostante tutto, nonostante la crudeltà delle situazioni, un’invincibile empatia. L’abbandono, il tradimento, gli infiniti dubbi, l’alienità. ma anche la comunanza.
Diego ha una relazione nascosta con l’ex donna di Filo, che ancora ne è innamorato (e non sa di quel che Diego e Claudia fanno. Non sa?). Nico ha un eterno libro da scrivere e una paralisi di comodo. Si ride, si ride. Si ride amaro. Si ride, si ride, fra provocazioni e rinfacciamenti e perplessità. E i nodi si scioglieranno? Sì, nel tragicomico, grottesco finale. E lo spettacolo della nostra debolezza, se criticamente ri-vissuto, è in fondo ciò che ci salverà.

Alberto Figliolia

Sognando la Kamchatka. Teatro Libero, via Savona 10, Milano. Fino al 31 marzo 2019. Drammaturgia e regia di Corrado Accordino, assistente alla regia Valentina Paiano. Con Corrado Accordino, Massimiliano Loizzi, Marco Ripoldi. Scene e costumi Maria Chiara Vitali. Produzione Compagnia Teatro Binario 7.

Orari e giorni di spettacolo: lunedì-sabato ore 21, domenica ore 18.
​Biglietti: intero € 18; under 25, over 60 e convenzionati € 13; under 18, scuole di teatro, allievi accademie e università € 10.
Biglietteria: tel. 028323126; e-mail biglietteria@teatrolibero.it
Sito Internet: www.teatrolibero.it

Note di drammaturgia

“Una visita fa sempre piacere, se non all’arrivo, quantomeno alla partenza”, è una verità ironica e crudele insieme. Stare con gli altri è un piacere, un bisogno, una consolazione, una trasformazione, e quando gli altri sono gli amici che abbiamo scelto la situazione è ancora più significativa.
Questa è una storia che parla di amicizia. Non l’amicizia adolescenziale, tutta viscere e istinto e grandi promesse d’affetto, ma l’amicizia matura, quella per cui bisogna sopportare, comprendere, amare l’amico che abbiamo scelto o che ci ha scelti o che il destino ci ha fatto incontrare. Quando siamo noi a scegliere e quando siamo scelti?
Una serata come tante altre, una partita a Risiko, qualcosa da bere, un po’ di leggerezza e tre vite che si intrecciano, tra passato e ricordi e barzellette e rancori repressi e piccole invidie e segreti non detti e frasi a metà.
[…]
L’amico è un’àncora, una voce gentile, una spalla sicura, un consiglio premuroso. Ma non solo. È anche qualcuno che ci conosce bene, profondamente, e quando vuole ferire, sa dove e come colpire.

Corrado Accordino

 

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