Sedna e il Cacciatore


Favole raccolte, curate e riadattate da Simone

In epoca antichissima viveva una fanciulla eschimese che si chiamava Sedna. Era l’unica figlia di un padre vedovo ed era la fanciulla più graziosa di tutti i paesi della neve e del ghiaccio.
Vivevano vicino al mare, in un igloo di neve d’inverno e sotto una tenda di pelle di renna durante la breve estate. Molti giovanotti venivano a corteggiare la bella fanciulla. Ma Sedna non voleva saperne di nessuno: anzi, era molto crudele con ogni corteggiatore e si compiaceva della sua scortesia.
Un giorno d’estate, da un paese lontano venne, remando sul mare, un cacciatore giovane e bello, vestito di splendide pellicce. Portava in mano una lancia d’avorio fatta con la zanna di un narvalo. Non approdò, ma rimase seduto nel kayak, la sua imbarcazione di pelle, e prese a cantare:

Al Paese degli Uccelli
dolce Sedna vieni con me!
chè la fame in quel paese
non sappiamo che cos’è.
Pelli d’orso ho nella tenda
tra le più soffici e belle,
la lanterna è piena d’olio
per le notti senza stelle.
Molta carne nella pentola
metteremo per scaldarci,
e d’inverno un grande fuoco
arderà per riscaldarci.
Al Paese degli Uccelli
dolce Sedna vieni con me!
se sarai la mia regina,
sarò fiero come un re.

Sedna rimase sulla soglia ad ascoltare e sentì un fremito in fondo al cuore, ma si trattenne e non cedette all’insistenza del cacciatore, che si rimise a cantare:

la pelliccia di una foca
la mia Sedna vestirà
e d’avorio una collana
il suo collo cingerà.
Al Paese degli Uccelli
dolce Sedna vieni con me!
e di doni o mia regina
sarà prodigo il tuo re.

Allora Sedna non esitò più, si riavvolse nel mantello di pelle e saltò sul kayak dietro al cacciatore che si mise a remare e li condusse, sulla cresta delle onde, nel Paese degli Uccelli, di là dal mare. Ma Sedna non fu felice a lungo. Ben presto s’accorse che suo marito, il cacciatore, non era un uomo, ma un kokksaut, un uccello fantasma, con l’aspetto di un grosso volatile: la procellaria glaciale. Qualche volta poteva assumere forma umana, come aveva fatto allorché l’aqveva corteggiata e conquistata.
Quando seppe la verità, Sedna si disperò e fu presa da un grande odio per il marito, benché egli tentasse in tutti i modi di consolarla e di aiutarla a vincere il disgusto e la paura. La fanciulla rimaneva seduta sotto la tenda su una soffice pelliccia d’orso, avvolta in abiti meravigliosi e adorna di collane d’avorio, ma non faceva che piangere.
Anche Angusta, suo padre, piangeva la perdita della figlia ed il giorno che il mare era calmo, mise il kayak nell’acqua e remò fino al Paese degli Uccelli per rivederla.
Quando arrivò, il kokksaut non era in casa e scorgendo Sedna che piangeva tristemente sotto la tenda, Angusta se la prese sulle braccia e la portò al kayak. Poi cominciò a remare più presto che poteva verso il Paese degli Uomini.
Aveva appena lasciato la spiaggia che il kokksaut ritornò a casa e vedendo che Sedna se n’era andata. Prese la forma terribile dell’uccello fantasma e saltò nel kayak con grida tremende.
In breve si avvicinò al kayak di Angusta, il padre di Sedna, ma quando l’eschimese vide il kokksaut nascose Sedna sotto un mucchio di pelli e continuò a remare con forza.
–          Sedna ! lasciami Sedna ! – gridò il kokksaut mutandosi per un attimo nel bel cacciatore.
–          No ! – urlò Angusta di rimando – la porterò in salvo invece !
–          E’ mia ! – tuono il cacciatore e si cambiò di nuovo in un grosso uccello scuro, volando sul kayak con grida strane e orribili e battendo forte le ali possenti.
Poi sembrò che svanisse nel buio che piombò sul freddo Oceano Artico, mentre nasceva un furioso temporale e il mare calmo diventava una massa impazzita di onde gelate sotto l’infuriare d3l vento.
Folle di terrore per aver offeso un nemico così potente, Angusta non pensò ad altro che alla propria salvezza. Le onde spumeggianti e il vento che ululava gridavano insieme:
–          Sedna ! Sedna ! Sedna ! rendici Sedna !
Egli allora scostò la pila di pelli, afferrò la figliola e la scagliò fuori dalla piccola imbarcazione.
Con un gorgoglio pauroso il mare se ne impadronì e la trascinò in fondo; allora, tutto ad un tratto, ritornò la calma ed il sole si rimise a brillare sull’oceano estivo.
Angusta, triste e sconsolato, remò fino alla spiaggia dove abitava e si raggomitolò sotto la tenda stringendosi al suo cane.
Tutto sembrava calmo, ma durante la notte, il mare si sollevò all’improvviso e si rovesciò sulla spiaggia, spazzando via Angusta con la tenda e il cane. Affondarono negli abissi gelati dell’oceano e laggiù, nel regno di Acqualene, ritrovarono Sedna. Era diventata regina delle anime di coloro che hanno perso la vita in mare.
Angusta fu subito perdonato dalla figlia ed ebbe un posto per la sua tenda e per il suo cane.
Sedna ormai non aveva più paura del cacciatore kokksaut che anzi, aveva ottenuto il suo amore. Del resto anche lei era diventata una kokksaut e da allora visse felice come regina accanto al suo re nel regno di Acqualene, laggiù nel Mar degli Spettri.

Simone
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