Sebastiano Vassalli – Terre selvagge


A cura di Renzo Montagnoli

Romanzo piacevole, ma con poco spessore
Penso che non ci sia nulla di strano se uno scrittore impegnato come Sebastiano Vassalli abbia deciso di concedersi un divertissement, perché Terre selvagge sembra proprio il frutto di un’evasione, di un desiderio di scrivere un romanzo che non impegni più di tanto sia l’autore che il lettore. E in effetti tale l’ho trovato, piacevole, scorrevole, anche interessante storicamente, ma la sostanza di questo prodotto così ben confezionato è poca. Tanto per dare un’idea, siamo lontanissimi da opere come Marco e Mattio, oppure come Le due chiese.
Che poi abbia deciso di narrarci di una battaglia accaduta più di duemila anni fa non ha particolare significato, se non quello di fare un po’ di luce su un evento bellico dimenticato. Si tratta dello scontro fra i Romani e gli invasori Cimbri, avvenuto in una piana allora inospitale e ben poco abitata che si trova in Piemonte, praticamente a due passi da dove abita Vassalli. Certo la storia d’Europa sarebbe stata diversa se anziché vincere Caio Mario, console romano, avesse vinto questa popolazione originaria dell’Europa del Nord, spintasi oltre i confini dei territori abituali forse per trovare Midgard, la terra promessa. Per fortuna dal sanguinoso scontro uscirono vittoriose le legioni romane e dico per fortuna perché, per quanto Roma basasse la sua potenza e la sua egemonia sulle armi, benché vivesse sulle spalle degli schiavi e dei paesi conquistati, pur tuttavia ci ha lasciato segni di civiltà che sono ancora in parte alla base della nostra, come, per esempio, il diritto. Una vittoria, invece, dei barbari Cimbri, che credevano di poter comandare solo con la forza bruta, avrebbe lasciato un’eredità di violenza e di sopraffazione, proprie di un popolo incivile.
Alle prese con questa battaglia, di cui si è sempre saputo poco, per quanto nei secoli successivi parecchi storici romani ne abbiano scritto (basti pensare che non è certo nemmeno il luogo, anche se tuttavia quello indicato dall’autore appare più che probabile), Vassalli ha confezionato uno strano puzzle, a metà fra il saggio storico, accuratamente documentato, e il romanzo storico vero e proprio, terreno in cui si è concesso non poche evasioni, per lo più felicemente. In tal modo, però, vi sono parti più strettamente storiche e come tali, se non grevi, almeno non certo lievi, mentre altre, in cui l’idea creativa prende il sopravvento, sono senz’altro godibilissime.
Comunque, il lettore si diverte e si trae netta l’impressione che anche l’autore si sia prefissato di scrivere un libro d’evasione, magari divertendosi pure lui; le scene di battaglia sono ben descritte, il paesaggio e l’atmosfera sono resi impeccabilmente, così come i protagonisti. Quel che manca all’opera è lo spessore a cui di ha abituato Vassalli, ma va bene lo stesso, concediamogli pure questo divertissement, che peraltro sarà anche nostro.
Da leggere, quindi.

Titolo: Terre selvagge
Autore: Sebastiano Vassalli
Editore: Rizzoli
Collana: Scala italiani
Prezzo: € 18.00
Data di Pubblicazione: Aprile 2014
ISBN: 8817074756
ISBN-13: 9788817074759
Pagine: 297
Reparto: Narrativa > Narrativa storica

Sebastiano Vassalli è nato a Genova e vive in provincia di Novara. Presso Einaudi, dopo le prime prove sperimentali, ha pubblicato La notte della cometa, Sangue e suolo, L’alcova elettrica, L’oro del mondo, La chimera, Marco e Mattio, Il Cigno, 3012, Cuore di pietra, Un infinito numero, Archeologia del presente, Dux, Stella avvelenata,Amore lontano, La morte di Marx e altri racconti, L’Italiano, Dio il Diavolo e la Mosca nel grande caldo dei prossimi mille anni, Le due chiese e Comprare il sole.

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *