Savonarola di Ivan Cloulas


Savonarola
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montagna. Vuole un edificio basso, a un solo piano, con piccole celle, coi tramezzi fatti di semplici assi o tralicci di canne intonacati, con stipiti, soglie e serramenti di legno, senza chiavi o ferramenti. I chiostri e la chiesa devono avere colonne di mattoni, non di pietra, come un tempio di povertà. «Quando sarà perfetta la fabbrica di questo convento, e verranno alla porta e domanderanno di parlare a tal frate o a tal padre, il portinaio risponderà: “Siete voi semplici? Se voi siete semplici, entrate; se no, partite: perché qua non entrano se non i semplici”».
Ma anche questa volta, proprio come all’inizio del suo priorato, i parenti dei novizi si oppongono al trasferimento del convento, con maggior vivacità per giunta, dato che il progetto sembra ora meno utopistico, se fra Roberto Ubaldini poteva scrivere da Roma a Savonarola il 1° mag¬gio 1494 di averne ottenuto il permesso dal papa vivae vocis oraculo.Prediche sui Salmi. Denuncia degli eccessi mondaniL’intensa attività di capo comunità non impedisce a Girolamo di dedicarsi anche alla sua missione di predicatore. Risalgono a questo periodo venticinque prediche pronunciate in Duomo a commento del salmo Quam bonus Israel Deus, di cui possediamo i testi.
Savonarola deve evidentemente attribuire una certa importanza ai suoi sermoni se si occupa personalmente di darne un’edizione in latino, a cui farà seguito un’edizione in italiano, curata da fra Girolamo Gian-notti da Pistoia. Possiamo perciò apprezzare direttamente gli effetti dello stile del predicatore e immaginarne l’ardore mentre si rivolge al suo fervente pubblico.
Le prime prediche esaminano i fondamenti della dottrina cristiana. La fede, dice Savonarola nel quarto sermone, serve a garantire la salvez¬za, ma non dà al credente la certezza della salvezza. E nella nona predica affronta il delicato problema della predestinazione. «Ma perché, potresti tu allora domandarmi, perché alcuni vengono eletti, e altri no? -Le cose della fede, figliuolo mio, devi cercare di intenderle mediante il lume della fede, così come ti è dato dalle Scritture: oltre non devi andare, se non vuoi inciampare. Chi sei tu che replichi a Dio? Non ha il vasa¬io la potestà sopra l’argilla, di fare di una medesima massa un vaso destinato a uso onorevole e un altro a uso meno onorevole?».
L’entrata nella vita eterna dipende dunque solo dalla volontà divina. Savonarola ne trova la ragione nel Vangelo stesso; lo dimostra interro-gando Pietro e Maddalena

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