ArteRecensione: Roy Lichtenstein. Multiple Visions


Quando sono tornato alla grafica ho pensato che fosse ‘l’idea’ del pop. Il pop assomigliava a immagini stampate e rimettere in stampa la stampa delle immagini era intrigante, Roy Lichtenstein

Multiple Visions. Multiple Visioni… Mai titolo più centrato poteva scegliersi per raccontare l’ePOPea di Roy Lichtenstein, artista iconico, decostruttore di linguaggi disparati, fumetti e immagini pubblicitarie comprese, e fantasioso reinventore attraverso le più varie e disparate maniere. Prints, sculture, arazzi, circa cento opere, al MUDEC, per raccontare temi e generi di Lichtenstein, dagli Stati Uniti delle origini, fra Far West e cultura dei pellerossa, alla rivisitazione delle avanguardie – per il mezzo del particolare alla ricerca dell’archetipo – dalla reinterpretazione/riscoperta dei paesaggi orientali agli interni-Interiors e ai nudi (un eros “puntinato” e dinamico), dall’esplorazione ironica della società dei consumi alla sperimentazione con materiali innovativi atti a scatenare nuove sensazioni ottiche ed emozionali. E sorprende sempre e sempre il genio coloristico e delle linee di Lichtenstein. “La fascinazione per la “forma stampata”, che è alla base del lavoro di Roy Lichtenstein e che nella sua pittura viene attuata in un percorso che parte da una copia che viene trasformata in originale, viene presentata in questa mostra nel suo processo inverso: da un’idea originale a una copia moltiplicata”.
In ogni caso la fruizione delle opere di Lichtenstein ha il vantaggio di un aspetto fortemente ludico, il che non inficia la serietà e complessità degli argomenti trattati/scelti, l’analisi dei meccanismi e degli esiti della società dei consumi, il suo nocciolo “esistenziale” (foss’anche la superficie e la superficialità in cui si trascina la stanca, strana e stranita, artefatta e scintillante quotidianità occidentale) né quella della ricerca formale.
Così godiamo anche alle lacrime (ma perché s’addolora?) della Crying Girl (1963, litografia offset su carta leggera biancastra liscia) e ci immergiamo nel Sunrise (1965, litografia offset su carta bianca leggera) su un mare color blu e vinaccia, dichiariamo programmaticamente ed enfaticamente I Love Liberty (1982, serigrafia su carta Arches 88) o accompagniamo, dolcemente malinconici, The Melody Haunts My Reverie

Alberto Figliolia

Roy Lichtenstein. Multiple Visions, a cura di Gianni Mercurio. Fino all’8 settembre 2019. MUDEC, via Tortona 56, Milano.
Info e prenotazioni: + 39 0254917, ticket24ore.it, mudec.it.
Orari : lun 14,30-19,30, mar/mer/ven/dom 9,30-19,30, gio/sab 9,30-22,30.

 

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