Roberto Querzola – Aycelin il Templare


A cura di Giuseppe Iannozzi

Difficile incontrare romanzi importanti, ben scritti, che non siano il solito libro usa & getta. Aycelin il templare di Roberto Querzola non è semplicemente un romanzo ben scritto, è un Capolavoro di contenuti e stile: al rigore storico, che fa da sfondo alla storia di Aycelin, si accompagna un linguaggio estremamente corretto, uno stile impeccabile. Rarissimamente mi capita d’incontrare un romanzo che sia pienamente un capolavoro con la C maiuscola: nell’opera di Querzola non c’è mai traccia di banalità o di elementi superflui. Era dai tempi de Il nome della Rosa di U. Eco che non leggevo romanzo tanto appassionante, rigoroso, ma sempre avvincente anche nei momenti più drammatici che sono nella trama. Il rigore storico è validamente supportato da personaggi tratteggiati con naturale icasticità: è così possibile agli occhi del lettore aver di fronte – nell’immaginazione – un perfetto quadro storico-avventuroso che si dipana come pellicola d’un film. Non mancano neanche momenti di assoluto lirismo che fanno di Aycelin un personaggio capace di evadere dalla prigione che è la mera narrazione: in realtà, siamo a contatto con una capacità affabulatoria rara che solo una grande penna come quella di Roberto Querzola poteva metter in piedi senza stonature.
Aycelin, il protagonista di questo romanzo, è dapprima un giovane, forte e valoroso, forse troppo facile agli ardori giovanili; ma sarà l’amicizia con Rainolfo a portarlo alla maturità, molto presto. Aycelin, generoso e di belle speranze, guarda al mondo con occhi incantati quasi: colto, intelligente, onesto e leale, il mondo lo sa brutto ma solo perché così gli è stato descritto attraverso le pagine dei libri. E’ l’incontro con Rainolfo a far maturare Aycelin: eventi tragici si presentano presto sulla strada dei due, dividendoli. Ma non è del tutto vero, perché Rainolfo continuerà, per tutta la vita, ad essere l’angelo custode – e forse, anche un po’ la coscienza – di Aycelin. Aycelin, dopo aver perso la donna amata e Rainolfo, dopo aver vagolato nelle latebre del suo io sempre cacciandosi nei più remoti e sordidi angoli della terra, finalmente incontrerà sé stesso: diventa un Templare. E risorge a nuova vita, emergendo da quelle viziose latebre che l’avevano assorbito – è l’età della maturità. Il dolore per la perdita degli affetti non scompare mai del tutto, ma adesso Aycelin è un Templare. Insieme al Gran Maestro Giacomo di Molay, Aycelin dovrà prestare il suo braccio e il suo cuore all’onestà; e lo farà con tutto sé stesso sempre ricusando ogni forma di ipocrisia e connivenza. Filippo il Bello perseguita l’Ordine dei Templari e mira a conculcare Papa Clemente V: il Papa è un debole, rappresenta l’estremo fallimento d’una Chiesa oscurantista e sottomessa al potere della “politica”. Aycelin riuscirà a rimanere fedele alla giustizia e all’onestà, nonostante le congiure ordite contro l’Ordine dei Templari. In un’epoca barbara, Aycelin sarà Templare fra i templari senza mai abiurare il più grande sentimento che è della vita, quello dell’amicizia; Rainolfo è sempre nel suo cuore, e veglia su di lui spiritualmente ma anche in maniera concreta. Dopo anni di separazione, durante i quali Aycelin aveva creduto l’amico morto, i due amici si ritroveranno in un abbraccio reale (ideale), quello di due fratelli. E Rainolfo racconta all’amico quella porzione di vita, del suo passato, che Aycelin non sa: la donna che ha amato, seppur per pochi giorni perché subito divisi, gli ha fatto dono di una figlia. Nell’età della vecchiaia, Aycelin verrà tradotto insieme al Gran Maestro Giacomo di Molay in sordide celle: l’accusa è quella di eresia. Saranno anni di torture e di svilimento per i Templari: dopo inenarrabili supplizi operati nell’anima così come nella carne, molti confesseranno crimini di cui non sono assolutamente colpevoli. E’ in questa ultima e terza fase della vita di Aycelin che il non più giovane templare darà prova di tutta la sua forza di carattere, della sua onestà, fino alla ferale conseguenza che farà di Aycelin uno spirito libero nulla affatto compromesso con quel potere politico che l’avrebbe voluto piegato e sottomesso.
Tra i tanti romanzi dedicati ai templari, al medioevo, agli ordini cavallereschi, che impazzano in libreria e che si fanno leggere portando solamente noia, Aycelin il templare di Roberto Querzola invece incolla il lettore alle pagine del libro, perché l’Autore osa sfidare la banalità per tradurla in originalità assolutamente godibile. Non un semplice romanzo, ma un Capolavoro che merita la piena attenzione dell’attuale critica – troppe volte disattenta – e l’affetto dei lettori.

Giuseppe Iannozzi

Titolo: Aycelin il templare
Autore: Roberto Querzola
Editore: Aliberti
Collana: tre
Prezzo: € 14.00
Data di Pubblicazione: Dicembre 2003
ISBN: 8874240155
ISBN-13: 9788874240159
Pagine: 308
Reparto: Narrativa > Fantasy

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