Roberta Lepri – Il volto oscuro della perfezione


A cura di Adriano Petta

Tenebra e bellezza della perfezione
Il racconto è un romanzo incompiuto: questo pensavo io, romanziere da trent’anni. Il racconto, avevo la presunzione di credere, è un’opera letteraria monca; chi scrive un racconto invece d’un romanzo, vuol dire che ha paura di cimentarsi con tutti i passaggi d’una giornata, o d’una vita, ed estrae da questa solo quel dettaglio determinante, perché la vita si trasformi in morte.
Ma otto anni fa conobbi Roberta Lepri, ancora non aveva pubblicato i romanzi che la stanno rendendo famosa e mi fece il dono di farmi leggere uno di questi 15 racconti: “Artemisia”. Rimasi emozionato dinanzi allo stile, e sorpreso da come l’autrice era riuscita – in sole 14 pagine – ad evocare quella terribile storia Ma i fatti erano davvero accaduti? E quali avvenimenti si possono raccontare in così poche pagine? Ma in seguito non ho mai chiesto all’autrice se quel racconto – così come gli altri che poi compose – fosse basato su fatti realmente accaduti o meno. per il semplice motivo che erano particolari del tutto ininfluenti nell’armonia di quei piccoli regni letterari.
I racconti che compongono “Il volto oscuro della perfezione”, che siano lunghi 4, 8, 12 pagine, dal punto di vista letterario sono tutte scie luminose che corrono verso la perfezione stilistica. Pur essendo racconti brevi, i tre capisaldi del romanzo vengono perfettamente rispettati: nodo, crisi, scioglimento. Mentre leggiamo, veniamo catturati dal fascino degli elementi del racconto: azione, personaggi, ambientazione, linguaggio consono ad ogni protagonista. Sono storie complete, terribili come solo la vita sa essere. La singolarità è che tutti i racconti parlano di arte, tutti gli eroi e gli antieroi, sono creature che si muovono, vivono, lottano e muoiono per un’opera d’arte, per un quadro, una scultura. Tutte queste brevi storie sono tenute assieme da una magistrale tensione unitaria. E accade che anche chi, come il sottoscritto, non ha mai capito nulla di arte pittorica e scultorea incominci a scoprire cosa ha generato l’idea di un quadro, di una scultura! Ed è questa la peculiarità e la bravura della nostra autrice: lei sa che hanno fatto o pensato Leonardo da Vinci, Michelangelo o Raffaello perché lei li ha osservati con la lente di chi ama l’arte, perché Roberta Lepri – come un demone – si è impadronita dei suoi protagonisti, senza timori reverenziali, senza paura di mostrarci il lato brutto del loro animo e io credo di aver capito il perché lo abbia fatto. Un ingenuo come il sottoscritto, quante volte si è soffermato ad ammirare le opere di quei grandi? E dinanzi alla perfezione, ha pensato che solo degli esseri perfetti potevano aver generato quei capolavori E invece no! Roberta ha raccontato che quei grandi artisti erano uomini che sono riusciti ad estrarre vita dalla pietra perché hanno imparato a convivere anche con i loro riflessi infernali, perché non si può rappresentare la luce se non si conosce il buio, le ombre, l’orrore e le brutture che ogni uomo nasconde dentro di sé. E forse la creazione artistica è il riscatto di un’anima brutta, che ha voluto mostrare di essere capace di servire anche la vita.
Roberta ha usato questi racconti proprio per farci conoscere “Il volto oscuro della perfezione”. Dove ha raggiunto lei, scrittrice, la quasi perfezione letteraria, è con il racconto dedicato ad “Artemisia” ma il vero gioiello che possiamo definire “perfetto”, è “Il sogno di Blonde”. Declama la brutta protagonista, parlando lentamente e col dolore nella voce e fissando il quadro che rappresenta la bellezza della vita: “Tutti dovrebbero essere felici”. Leggendo questa frase, con la mente ancora stravolta dal rosa meraviglioso della bellezza nuda ritratta da Renoir, ci si commuove e la goffa sgraziata Blonde diventa l’eroina dei reietti umani, di tutte le povere creature che hanno visto la felicità scorrere sempre davanti a loro, senza che mai una sola volta si sia fermata Ma proprio quel quadro rappresenterà la fermata della felicità. E pare di sentirla, Blonde, finalmente rasserenata dal pensiero che forse è davvero così, che non esistono donne perfette, ma solo uomini che le sanno sognare.
Ed ecco il capolavoro di Roberta Lepri, i sentimenti di Blonde che – in una sola frase – donano ala e senso al racconto e forse alla stessa concezione dell’arte, a ciò che spinge un artista a tentare d’imprigionare su una tela la bellezza e la verità: “Lei ce l’ha, per me, un sogno altrettanto bello?”

Adriano Petta

Titolo: Il volto oscuro della perfezione
Autore: Roberta Lepri
Editore: Avagliano
Collana: I corimbi
Data di Pubblicazione: Maggio 2011
Prezzo: € 14.90
ISBN: 8883093143
ISBN-13: 9788883093142
Pagine: 193
Reparto: Gialli

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