Ritrattino di Kant ad uso di mio figlio di Massimo Piattelli Palmarini


Ritrattino di Kant ad uso di mio figlio
pagina 69

Un appuntino su cosa significa «la religione nei limiti della sola ragione»
Nel 1793 Kant pubblicò un libro di saggi intitolato, appunto, La religione nei limiti della sola ragione. L’opera venne accolta con imbarazzo, suscitò un intervento delle autorità politiche e perfino l’illuminato e magnanimo imperatore Federico II ammonì severamente il povero Kant. Disse che aveva mal impiegato il suo ingegno, che aveva scientemente deformato le Scritture e aveva (accusa stolta e immancabile, dai tempi di Socrate fino ai giorni nostri) corrotto la gioventù. Kant, in questa sua opera, presenta la religione come un’allegoria, una bella ed edificante metafora, la quale non è “vera” nel senso tradizionale, ma è pur sempre (si badi bene) rappresentativa di verità profondamente umane, sotto forma di proiezioni, di esteriorizzazioni. Più tardi Marx parlerà, invece, di «alienazione», Freud di «sublimazione» e di «proiezione». Loro vedono la religione come una distorsione, un caso…

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Titolo: Ritrattino di Kant ad uso di mio figlio
Autore: Massimo Piattelli Palmarini
Curato da: Piattelli Palmarini S.
Editore: Mondadori
Collana: Oscar saggi
Prezzo: € 9.50
Data di Pubblicazione: Marzo 2000
ISBN: 8804477830
ISBN-13: 9788804477839
Reparto: Filosofia

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