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Rinaldo Boggiani – 2012. La Shoah nel pianto di un bambino

22 novembre 2009 | 271 viewsUn Commento
2012. La Shoah nel pianto di un bambino Titolo: 2012. La Shoah nel pianto di un bambino
Autore: Boggiani Rinaldo
Editore
: Edizioni Associate
Prezzo: € 11.00
Data di Pubblicazione: 2007
ISBN: 8826704562
ISBN-13: 9788826704562
Pagine: 104

A cura di Claudio Arzani

Il campo di Fossoli, località a 6 km da Carpi, in provincia di Modena, nacque nel 1942 come campo di prigionia dove il Regio Esercito Italiano internava i militari inglesi, sudafricani, neozelandesi catturati nelle operazioni di guerra in Africa settentrionale. Fu successivamente utilizzato dai Brigatisti Neri della Repubblica Sociale Italiana e quindi direttamente dalle SS naziste come principale campo di concentramento e transito per la deportazione in Germania di ebrei e oppositori politici. Nel dopoguerra, vi furono internati prigionieri dello sconfitto regime, fu inoltre usato per campo profughi.
Il 19 e il 22 febbraio 1944 partirono i primi due treni di deportazione degli ebrei verso lo sterminio a Auschwitz. Alla fine del conflitto si avrà notizia di almeno 8 convogli partiti dal campo e furono circa 5000 i deportati politici e razziali prima internati a Fossoli e successivamente trasferiti verso le tragiche destinazioni di Auschwitz-Birkenau, Buchenwald, Bergen-Belsen, Mauthausen, Ravensbruck.
Dal campo di Fossoli prende avvio la storia narrata da Rinaldo Boggiani, un racconto emblematico che riconduce alla presenza del diavolo l’infamia di cui si è macchiata l’umanità. Un diavolo che, oltre alla memoria del passato, indubbiamente insiste nella sua azione, un diavolo rappresentazione del male di cui l’uomo sa macchiarsi, un diavolo che porta oggi, di fronte ad un riproporsi delle culture della destra razzista, alla pretesa negazione della Shoah stessa. Dall’Iran, dal mondo arabo e, incredibilmente, dall’interno della Chiesa stessa, si ripropone di fatto l’odio atavico contro Israele e gli ebrei giungendo a negare l’Olocausto. Ma non solo. Che dire delle fosse comuni in Cecenia e dei “campi di fertilizzazione per inquinare la razza” di cui si sono macchiati i serbi in Croazia? Delle stragi degli armeni degli inizi del Novecento oggi negate dai turchi, dei bombardamenti degli aerei dei paesi occidentali sull’ex-Jugoslavia che non sono stati mostrati dalle televisioni perché colpivano non solo obiettivi strategici o militari ma anche le città e le popolazioni civili? Che dire degli ospedali irakeni colpiti dalle bombe lanciate a grappoli dagli aerei con la stella americana?
Mi perdoni Rinaldo Boggiani se poco parlo del suo libro del quale del resto credo poco vi sia da aggiungere. La storia di un bambino la cui cameretta era piena di colori. Ogni cosa al suo posto. Mamma e papà erano persone tranquille ma voci nell’aria avevano rubato il sorriso. Gli zii erano scomparsi. Nell’aria paura. Dove sono gli zii? Perchè qualcuno vestito di grigio li ha presi da casa e portati sul camion? Un racconto che molto spesso cammina parallelo alla poesia, un racconto che va letto, per conservare la memoria, per conoscere la storia, per limitare i danni di fronte ai colpi di coda coi quali quel diavolo malefico rappresentato dallo spirito della guerra e della pazzia dell’odio razziale continua a sferzare un’umanità indifesa.

di Claudio Arzani

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Un Commento »

  • Rinaldo Boggiani said:

    Grazie Claudio per le belle parole a 2012.

    se mi dai un recapito ti invio Stelle nere, Domani ero, Strane creature sulle rive del Po.

    Un caro saluto.

    Rinaldo

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