Riccardo Sesani e Carmen Russo


A cura di Gordiano Lupi

Un incontro ai limiti del trash
Riccardo Sesani (Rimini, 1949) si laurea in Lettere Moderne al Conservatorio di Firenze, lavora come aiuto regista di Alberto Bevilacqua (Questa specie d’amore, 1972) e di Damiano Damiani (L’istruttoria è chiusa: dimentichi, 1971; Girolimoni, il mostro di Roma, 1972; Il sorriso del grande tentatore, 1973; Il medaglione insanguinato, 1975). Il debutto alla regia avviene nel 1976, grazie al produttore – regista Franco Rossetti che gli affida Un amore targato Forlì, commedia leggera interpretata da Adriana Asti, Gigi Ballista, Leonard Mann, Rena Niehaus e Mario Scaccia, che racconta le vicissitudini di un giovane violoncellista. Il tema portante è quello dell’ingenuo provinciale a contatto con la grande città.

Buona come il pane (1982) è il suo secondo film, anche qui il protagonista è un ingenuo pasticcione che di mestiere fa l’astronomo, ma sogna di convolare a giuste nozze con la bella Carmen Russo. Il problema è che la ragazza fa una vita piuttosto singolare, lontana anni luce dal mondo del suo pretendente con la testa tra le nuvole.  La pellicola è ai limiti del trash e se ne consiglia la visione proprio per questo motivo. Saverio Marconi è del tutto fuori ruolo come innamorato delle bella Carmen e non lascia un buon ricordo come attore comico. Memorabile invece la sua interpretazione di Padre padrone dei Fratelli Taviani (1978), pellicola che non ha niente a che spartire con questa pessima commedia erotica.

Carmen Russo è protagonista indiscussa nei panni di una prostituta che soddisfa un gruppo di maniaci sessuali, ma si tratta di maniaci bonari, per niente pericolosi. Il primo si eccita truccato da ferroviere dentro a un finto scompartimento e ama vedere la Russo spogliarsi di un abito da suora. Il secondo è un bersagliere in pensione che vuole la prostituta vestita da soldatessa (stile Fenech), un terzo cliente è masochista e la fa vestire da padrona per essere dominato come un servo, un quarto è un arzillo vecchietto che ama le moto e la velocità, un quinto fa l’attore e la vuole possedere sul palcoscenico truccata da Desdemona mentre lui recita Otello, un sesto fa il tenore e la desidera durante il canto. Saverio Marconi è un astronomo pazzo che si innamora della donna senza conoscere la sua professione e le chiede di sposarla. I maniaci lo esaminano bene e alla fine concedono la mano della loro unica donna e si invitano pure alle nozze, come se fossero una vera famiglia. La pellicola è davvero pessima, brutta consapevole di esserlo, senza nessuna implicazione intellettuale, in parte salvata da Carmen Russo con una generosa esibizione della sua bellezza. Le parti ad alta gradazione erotica sono molte, anche se spesso si tratta di scene già fatte e di cose già dette nei classici della commedia erotica. Si pensi al tema della suora che si spoglia nel quale si sono cimentate quasi tutte le sexy star della commedia scollacciata italiana. Sono molti gli spogliarelli al termine dei quali la Russo resta in slip, giarrettiere, calze nere e reggiseno che fa intravedere la bellezza del seno rigoglioso.

Interessanti i bagni (al posto delle più classiche docce) con la Russo immersa nella schiuma soffice e bianca che fa intravedere i seni. Il piatto forte, come consuetudine dei film con Carmen Russo, resta l’esibizione del petto e i nudi a mezzo busto sono molto frequenti. Carmen si mostra del tutto nuda e solo per un breve istante quando è sul palcoscenico e se la fa con l’attore vestita da Desdemona. Sesani si diverte a citare in modo ironico un classico come La corazzata Potëmkin di Sergej M. Ejzenšenstejn (1926) quando Saverio Marconi precipita per una scalinata a bordo di una carrozzina. Ma abbiamo anche la citazione di molte interpretazioni di Edwige Fenech, perché quando Carmen Russo si veste con una tuta mimetica sembra di vedere la versione mora della bella attrice franco-algerina sul set di due film come La soldatessa alla visita militare (1977) e La soldatessa alle grandi manovre (1978).

Gianfranco Barra nei panni del commissario di polizia cita ancora una serie di film con Edwige Fenech (La poliziotta fa carriera del 1976 e seguenti), quando mette in scena la macchietta dell’accendino che non funziona ma si accende improvvisamente per diventare una sorta di lanciafiamme. Il finale del film è quanto di più trash si possa immaginare con Saverio Marconi che porta Carmen Russo sopra una specie di modellino che raffigura la Terra, la bacia durante una sorta di rallenty prolungato e lei con il sedere nudo in primo piano canta la terribile “Io con te lui con me”. Un film scadente, molto voyeuristico, senza mordente, che si ricorda solo per le parti sexy interpretate da Carmen Russo.

La carriera di Riccardo Sesani prosegue con Jocks – Angeli in discoteca (1984), interpretato da Tom Hooker, Patricia Moore e Russel Russel, una fiacca commedia ambientata nel mondo della disco-music e dei disk jockey. Molte parti di disco-dance per cavalcare una moda che aveva dato buoni risultati al botteghino.

Una donna da scoprire (1987) è un film drammatico interpretato da Agostina Belli, Marina Suma e Jean-Marie Marion, che racconta l’amore di una giovane cantante rock per un fotografo. La cantante è una vera e propria macchina per far soldi, contesa tra l’amante – manager e la nuova fiamma. Finirà uccisa a colpi di pistola per mano del suo agente. Si tratta del film di maggior successo tra le pellicole dirette da Sesani, di solito dimenticate e trascurate dalla critica.
L’ultima emozione (1989) è un erotico piuttosto scadente di produzione francese, interpretato dalle dive del porno-soft Valentine Demy ed Emy Valentino, mentre il ruolo maschile è affidato a Leonard Mann. Da notare che la pellicola non ha mai circolato nelle sale e si è vista qualche volta in televisione a tarda notte. La storia è in parte poliziesca, perché vediamo una ragazza (Demy) che ha ucciso il marito, aiutata da un giovane pianista innamorato (Mann), ma pure lui farà una brutta fine quando scoprirà la verità. Emy Valentino è un’improbabile sexy ispettrice di polizia.

Belle da morire (1992) è un altro scadente film erotico – poliziesco, scritto da Riccardo Ghione, interpretato da Brian Peterson, Jennifer Baker, Adriana Russo, Fabiola Toledo, Carmen Di Pietro e Atonio Zequila. Il protagonista riesce a soddisfarsi solo tramite relazioni extraconiugali, che gli saranno fatali perché produrranno una serie di morti. Un giudice donna scoprirà l’assassina, una donna che voleva vendicare il suicidio di un’amica. Un caso d’amore (1996) è tratto dal romanzo di Roberto Sapio, interpretato da Stephane Ferrara, Maria Giulia Cavalli, Maria Luigia Tadei e Giovanni Vettorazzo. Il genere è sempre il solito: un erotico – poliziesco ambientato in provincia. L’ultimo lavoro di Riccardo Sesani è Una furtiva lacrima (1999), interpretato da Paolo Bonacelli, Anna Mazzamauro, Clayton Norcross e Tiziana Sensi. Pessima pellicola drammatica che racconta la passione tra un direttore d’orchestra e un’arpista mentre sta preparando la messa in scena de L’elisir d’amore di Donizzetti. Troppo lento ed eccessivamente lungo.
Riccardo Sesani  pare che stia lavorando a un nuovo film intitolato  L’alibi violato, prodotto e distribuito nelle sale da Istituto Luce, ma al momento non è ancora uscito.

Gordiano Lupi
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