Prima visione: Ready Player One


Recensione film “Ready Player One” per la regia di Steven Spielberg

Metti Kubrick nella realtà virtuale
Fantascienza politica in un futuro distopico nel quale indossare tuta e occhiali di realtà virtuale e sparire nel mondo, di Oasis diventa un continuo, materico, agonismo tra realtà e sogno. Per non rischiare di liquidare come gioco d’intrattenimento l’eroicomica di Wade & Co. (deve emancipare il popolo dalla schiavitù del web) ci si deve allineare proprio al vizio del “salto” tra virtuale e reale, di magistrale sensualità audiovisiva ed equilibrio narratologico. In questo borderline Spielberg fa uno sforzo bestiale per aprire una storia culturalmente circoscritta (regole, uso e abuso del vidogame) all’epopea mediatica che abbiamo attraversato dagli anni ’80 (riverberi e citazioni “anche” cinematografiche non sono solo merce per fan!) e che ci prepariamo a vivere nei prossimi decenni già nel presente della crisi di Facebook. Si dice ancora “l’altra anima” di Spielberg, come se “E.T.” e “The Post”, “Lo squalo” e “Il ponte delle spie” non fossero un integrato album morale che ricombina Capra e Kubrick. Divide le generazioni: pollice su con lode per i digitali, pollice verso per gli analogici lenti.

Silvio Danese

Titolo originale: Ready Player One
Nazione: U.S.A.
Anno: 2018
Genere: Azione, Avventura, Fantascienza
Durata: 140′
Regia: Steven Spielberg
Cast: Hannah John-Kamen, Ben Mendelsohn, Tye Sheridan, Olivia Cooke, Mckenna Grace, Simon Pegg, Mark Rylance, Letitia Wright, T.J. Miller

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