Quelli belli… siamo noi


A cura di Gordiano Lupi

Giorgio Mariuzzo (1939), comincia come aiuto regista, prolifico sceneggiatore nel periodo del decamerotico e della commedia sexy (Interrabang, Decameroticus, La svergognata, La novizia). Preferisce la sceneggiatura alla macchina da presa e lascia un segno indelebile in diversi campi del cinema di genere. Sono molti i film che negli anni Settanta – Ottanta portano la sua firma: I carabbimatti, Mia moglie torna a scuola, La dottoressa sotto il lenzuolo, L’insegnante al mare con tutta la classe, Luca il contrabbandiere, L’aldilà e Quella villa accanto al cimitero. Mariuzzo lavora anche per il piccolo schermo scrivendo alcuni copioni per pellicole televisive come E non se ne vogliono andare, E se poi se ne vanno? e Una casa a Roma.
Giorgio Mariuzzo dirige soltanto quattro pellicole nel periodo 1970 – 1976, girando un tardo musicarello, un’imitazione di una pellicola western statunitense, un tardo mondo movie e una parodia del peplum.
Quelli belli… siamo noi (1970) segna il suo debutto in una pellicola che scrive e sceneggia con la collaborazione di Gino Lavagetto e Fiorenzo Fiorentini. La musica è di Mario Rabbiani e il montaggio di Adriano Tagliavia. Si tratta di un musicarellobasato sulle canzoni di Maurizio Arceri (noto come Maurizio) che godette di un effimero successo. Tra gli interpreti spiccano Orchidea De Santis (Elisabetta), Carlo Delle Piane (Carlo), Ugo Fangareggi (Ugo), Carlo Dapporto (Padre di Elisabetta), Isabella Bigini (cugina siciliana di Elisabetta), Riccardo Miniggio e Gianfabio Bosco (la popolare coppia comica Ric e Gian), Lino Banfi, Loredana Bertè ed Elsa Vazzoler.
   La trama è semplice, come in tutti i musicarelli, ma non è un difetto perché la pellicola si segue con piacere anche a distanza di molti anni. Maurizio è un meccanico – cantante che si innamora di Elisabetta, ma la ragazza è siciliana e il padre l’ha promessa a un altro uomo. La madre fa capire al marito che i rapporti decisi dalla famiglia non funzionano, anche perché arriva dalla Sicilia una cugina che ha mollato il fidanzato. Elisabetta vede Maurizio insieme a un’altra donna e adesso è lei a non volerne più sapere, ma tutto si sistema, grazie anche agli amici di Maurizio. Il bacio tra i due protagonisti al termine di una languida canzone d’amore è lo scontato finale.
Il film non è soltanto una scusa per ascoltare le modeste canzoni della ex voce solista dei New Dada (Cinque minuti e poi…, Elizabeth, L’amore è blu…), perché il contorno di comicità costruito da Mariuzzo funziona. Lino Banfi si vede poco ma nelle sequenze iniziali conduce un bel duetto con Carlo Dapporto e lo scambio di battute siculo – pugliesi è un bel pezzo di cabaret. Ric e Gian sono due diligenti imitatori della tecnica comica di Stan Laurel e Oliver Hardy, che citano a profusione nelle gag del motore da smontare e dei capelli da tagliare. Carlo Dapporto è una macchietta riuscita del padre siculo, geloso, possessivo, decisionista, ma in fondo bonaccione e pure vanitoso poeta dilettante che vorrebbe vedere le sue poesie musicate da Maurizio. Orchidea De Santis è stupenda, ben fotografata in tutta la sua giovanile bellezza, indossa minigonne, stivaloni neri, pantaloni a zampa di elefante e riporta con nostalgia alla moda femminile degli anni Settanta. Maurizio è un modesto attore che si riscatta leggermente quando canta, ma per fortuna la spalla femminile è molto brava e basta un primo piano sui suoi occhi per catturare l’attenzione dello spettatore. Isabella Biagini è un’altra interessante presenza comica, sia nei panni della sicula umiliata e offesa dal fidanzato, sia quando imita Mina e se stessa. Ugo Fangareggi e Carlo Delle Piane sono due irresistibili amici di Maurizio, perennemente sfigati, a caccia di donne, ma soprattutto molto divertenti. Loredana Bertè è così giovane da essere irriconoscibile, non siamo riusciti a identificarla, ma è citata nei titoli di testa. Giorgio Mariuzzo realizza una bella ambientazione nella Roma anni Settanta, tra discoteche dove si balla a ritmo di shake, capelloni che non piacciono agli adulti, genitori siciliani che decidono i mariti delle figlie, timide ribellioni post sessantottine e primi segnali di libertà sessuale. Tutte cose che al tempo in cui è stato girato il film non sembravano importanti, ma che oggi assumono una connotazione decisiva.

Quelli belli… siamo noi è una pellicola che nella prima parte presenta un alto tasso di comicità, mentre la storia d’amore tra Maurizio ed Elisabetta prende campo nella parte finale. Interessanti alcuni flashback onirici che vedono protagonisti Maurizio e la De Santis, intenti  a pensare al passato sulle note di una canzone d’amore. La parte musicale non infastidisce più di tanto e si sopporta bene ancora oggi, perché la storia prende, diverte, appassiona, soprattutto è ben recitata da attori in gran forma. Da riscoprire.

Per rivedere alcune scene: http://www.youtube.com/watch?v=YC8kivk3ddo

Gordiano Lupi
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