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Pupi Avati – Gli amici del Bar Margherita

11 marzo 2010 | 281 viewsCommenta
Gli amici del Bar Margherita Titolo: Gli amici del Bar Margherita
Autore: Avati Pupi
Editore
: Garzanti Libri
Prezzo: € 12.60
Collana: Narratori moderni
Data di Pubblicazione: 2009
ISBN: 8811681235
ISBN-13: 9788811681236
Pagine: 143
Reparto: Narrativa italiana

A cura di Claudio Arzani

Bologna la dotta, Bologna grassa e matrona come cantava Francesco Guccini. Bologna un grande paesone della provincia italiana, con tutti i pregi e i difetti del provincialismo appena mascherato dietro alla ricchezza inseguita grazie ad un modello di sviluppo che viene definito “a misura d’uomo”. Di quella Bologna, oggi rimane poco se non il ricordo di quei personaggi che, grazie alla penna di Pupo Avati, si muovono, si raccolgono, vivono nel Bar Margherita, in assenza di internet, ignorando di essere inseriti in un villaggio globale, privi di televisione ancora in fase sperimentale (il romanzo è ambientato nel 1954). Nessuna idea di chi sia Silvio Berlusconi, un mondo meraviglioso che per raggiungere Firenze in treno sfiora le due ore, un mondo che non insegue se stesso per mordersi la coda. Il quartiere risulta la dimensione del vivere e, come ragazzacci della via Paal, i frequentatori del bar attendono l’ora di scontri epici con quelli del Bar Andrea Costa o del Bar Billy, gente diversa, che abita oltre il confine posto un centinaio di metri più in là o nella seconda traversa a sinistra, un altro mondo. Sfide epiche a carambola, a boccette, a calciobalilla. Scherzi, truffe, storie di donne, di chi arriva in automobile e chi, leader del gruppo, si fa scarrozzare sull’auto dell’ultimo arrivato come passpartout per l’ammissione al gruppo. Immancabili le chiacchiere sulla partita del grande Bologna che tremare il mondo fa e, quando viene proiettato il primo film fatto a Bologna, un film con Aldo Fabrizi, tutti in piazza Minghetti ad ammirarsi sul grande schermo visto che buona parte della gente del Bar Margherita era stata presa come comparsa. Feste di compleanno da organizzare, la Ninni che il matrimonio gli aveva ancor più appuntito le tette e il sedere e il nonno ottuagenario innamorato perso. 143 pagine che, purtroppo, scorrono veloci come un Frecciarossa ma che lasciano un segno: la voglia di prendere il primo treno, di andare a passeggiare tra i portici, nelle vie, nella piazza all’ombra del Nettuno. Sognando di sentire ancora provenire, da dietro l’angolo, le risate, le chiacchiere, i richiami della gente seduta ai tavolini del Bar Margherita. Anche se in verità sono tempi ormai lontani: oggi anche Bologna si modernizza, si alzano a graffiare il cielo le torri grigie del quartiere fieristico, sedersi sui gradini di San Petronio, è severamente proibito.

di Claudio Arzani

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