Prossimamente: Gloria Guida, il sogno biondo di una generazione


Il libro definitivo sulla bella attrice di Merano, bolognese di adozione, da La minorenne e La ragazzina sino al rientro televisivo con La famiglia Benvenuti, passando per La liceale, Il triangolo delle Bermuda, Il solco di pesca e Avere vent’anni. Una ragazzina scoperta da Imperoli, diretta da Amodio, passata nelle mani esperte di Nando Cicero e Tarantini, infine alla corte di Steno, Risi e Corbucci. Johnny Dorelli la rapisce al suo pubblico, ma è una fuga d’amore. Tornerà più bella di prima, come nonna più sexy d’Italia. Il libro definitivo del suo cinema.

Ci sono sogni più lunghi della notte.Potrebbe essere il primo verso di una poesia. Il sogno di GordianoLupi (ma non solo il suo), da quando ancora giovinetto fu folgoratodalla bellezza sublime di una quasi sconosciuta ragazzina poco piùgrande di lui apparsa d’improvviso sul telo bianco di un cinematografo,è più lungo di mille e mille notti.La ragazzina quasi minorenne si chiamava Gloria. Si chiama Gloria.Si chiamerà e sarà per sempre Gloria.Sogno e poesia (perché gli occhi di Gloria, e non solo gli occhi,sono sogno e poesia), rimpianti di un tempo che non tornerà più,amore cinefilo incondizionato e non solo cinefilo, si fondono e confondonomirabilmente in questo libro che è omaggio a lei, la divinadallo sguardo dolce e assassino, il volto di un angelo tentatore e ilcorpo che è perfezione d’artista.Gloria Guida, all’anagrafe è di Merano. Ma è poi diventata bolognese(casalecchiese…) come chi vi scrive. Un po’ di sano campanilismonon guasta, neppure nelle presentazioni.Gordiano Lupi, non contento di averle dedicato – almeno in parte -un primo libro anni fa (Le dive nude, pubblicato da Profondo Rosso) ein tempi recenti l’e-book Gloria Guida – La Marilyn Monroe degli anni’70, riprende quest’ultimo lavoro, lo rivede, lo integra e – che il diodella settima arte gliene renda merito – decide oggi di pubblicarlo inlibro con i fogli di carta. Da sfogliare e assaporarne il profumo. Non
me ne vogliano gli alberi svedesi o amazzonici. Non moriranno, vivonoe vivranno sempre sulle scansie delle nostre librerie o in quelledelle biblioteche di mezzo mondo.A chi vi scrive queste poche righe, l’Autore ha commissionato lastesura di una filmografia di Gloria. Scrivere titoli e aggiungere qualchedato tecnico abbastanza insignificante – pratica seguita dai cattedraticidella storia e della critica cinematografica – mi sembrava riduttivo.Nelle schede dei film ci ho messo di tutto e di più. Forse convintoche anche a Gloria potrebbe far piacere trovare il nome di unaparrucchiera di cui si era dimenticata, un generico che recitò una battutainsieme a lei o un elettricista che procurò corti circuiti ammaliatodalla sua bellezza… Non contento ho aggiunto stralci dalle documentazioniredatte dai Censori. Spesso e volentieri, oltre a sbrigativi“vietato ai minori” (perché qualche tetta e culetto non erano cose perragazzini brufolosi) sono fonte d’ (in)volontaria ilarità le motivazioni
che determinarono tali divieti, compresa la parolaccia ben evidenziatae avallata con tanto di timbro e firma in calce a voler dimostrareche a loro, i Censori, non sfuggiva proprio niente, neppure un sospiro.E, per non farmi (e farvi) mancare nulla non potevano mancare, a corredodel tutto, le luminose e illuminate recensioni – scritte frettolosamentesul tovagliolo di carta del ristorante – dai critici coevi. E qui ildiscorso s’allargherebbe e anche di molto. Va detto che i film di Gloria(ma non solo i suoi, ché era in buona compagnia) i togati in cattedra lidelegavano – fatte le debite eccezioni – ai loro vice o a quelli che siglavanocon le iniziali per non farsi riconoscere dal lettore a cui benpoco interessava chi fosse il firmatario della quasi scontata stroncatura.Perché, da sempre, c’è un critico ben più importante di quello
pagato da giornali o riviste ed è colui che paga il biglietto. Lo spettatore.Che, da subito, premiò i film della Nostra facendo la fila ai botteghini.Il discorso sull’ astigmatismo miopico o ipermetropico dellacritica meriterebbe un lungo approfondimento, ma mi fermo qui.Come diceva l’amico Morando Morandini (purtroppo da poco scomparso),che in quanto a demolizioni critiche non era secondo a nessuno,“tanto le presentazioni le leggo solo io, quindi siate brevi e concisi”.L’invito di Gordiano Lupi è stato occasione unica e irripetibile, per(ri)vedermi tutti i ventisette film (per il grande schermo) interpretatida Gloria. Più o meno quarantacinque ore di meravigliose visioni, interrottesoltanto dagli inopportuni richiami di Morfeo. Col risultatoche poi, la ragazza mi è apparsa in sogno per una settimana vestita danovizia in Avere vent’anni, correre sulla spiaggia di Lignano Sabbiadorone Il triangolo delle Bermude o fare l’infermiera di notte in una
casa stregata. Inconvenienti di piacevoli incubi notturni.Della signora Guida, figlia di Giorgio Guida e sposata con GiorgioGuidi (sarà casuale? Io, convinto sostenitore che a governarci sia ilcaso, ora nutro qualche dubbio…), leggerete vita morte e miracoli (cinematografici)nel libro di Lupi.Che ha meriti non di poco conto. L’autore, che pure ammira l’attricesenza se e senza ma, non si pone problemi nel giudicare negativamentecerti film mal riusciti, certe operazioni commerciali fini a sestesse, certe sceneggiature o regie che meritavano e meritano nontroppa considerazione. È compito dello storico e del critico (serio)non glorificare (mi sia consentito il gioco di parole) aprioristicamentema affrontare la materia trattata con obiettività. Lupi, lodevolmente,lo fa.Così come mette gioiosi e giustificati punti esclamativi laddove è ilcaso di farlo, perché la filmografia di Gloria è anche, e spesso, vero cinema.Di gradevole intrattenimento o d’autore con ambizioni alte. Vederlaper le strade di Bologna dare gas al suo motorino Garelli in L’affittacamere,ammirarne il culetto nel discutibile ma interessante eanticonformista film di Liverani Il solco di pesca, incontrarla maliziosaliceale o massacrata da quel simpatico geniale regista che fu di
Leo, sono solo dettagli. È sempre lei, Gloria.Altro merito di Lupi (e questo lo scoprirà il lettore) è l’aver sezionatochirurgicamente ogni film, raccontandocelo sequenza dopo sequenza.Invitandoci, semmai non l’avessimo ancora fatto, a rivederlo,gustarlo, anche con un opportuno fermo immagine o un rewind perscoprire un dettaglio sfuggito, un dialogo divertente da riascoltare.Perché un conto è la parola scritta e un altro è l’immagine o la parolaascoltata.Non è mio compito, qui, analizzare i film interpretati dalla divinaGloria. Spendo con anima e cuore qualche parola (confidando nellacomprensione dell’Autore e di Lei). La filmografia di Gloria Guida èfra le più brevi, in assoluto, di tutta la storia del cinema (escludendo,naturalmente, i fulmini a ciel sereno, non gratificati da piacevoli successivi
tuoni). 1974-1982, sempre da protagonista. Una intensa overdosedi cinema che ancora ci riempie serate di nostalgie. Usata, strumentalizzatada cineasti senza scrupoli? Solo in cerca di una ragazzinaper soddisfare voglie di un pubblico privato da altre erotiche alternative?Sarà il tempo a dircelo. Erano, quelli, anni che con gli occhi dioggi, difficilmente possiamo decifrare. Andrebbero in tilt anche Freud
e suoi allievi.Gloria è stata (e quanto vorremmo lo fosse ancora!) interprete dirazza. Oggi, come lei, ne incontriamo poche. Commediante perfetta infilm perfetti di Steno, Capitani e Corbucci (quelli che, personalmente,preferisco). Recita anche con un maestro come Dino Risi, che però – con Sesso e volentieri – si era momentaneamente dimenticato di essereun maestro vestendo i panni meno eleganti del semplice intrattenitore.Ma sarà il film di Fernando di Leo che ci lascerà per sempreil ricordo dell’attrice vera. Essere protagonista di un capolavoro (taleritengo sia Avere vent’anni) è un bel traguardo raggiunto. Anche senella vita c’è sempre un altro traguardo, e un altro ancora da superarea braccia levate al cielo.Sarà, questa, la bio-filmografia definitiva di Gloria Guida? Non ci èdato saperlo. Se un giorno la Nostra Amata decidesse di tornare davantia una macchina da presa sono certo che Gordiano Lupi si metterebbeal computer pigiando felice sulla tastiera per scrivere altre parole
e altri pensieri su di lei.Perché, come ho scritto in principio, ci sono sogni più lunghi dellanotte.

Roberto Poppi

Titolo: Gloria Guida. Il sogno biondo di una generazione
Autore: Gordiano Lupi
Editore: Ass. Culturale Il Foglio
Collana: La cineteca di Caino
Data di Pubblicazione: 2015
ISBN: 8876065946
ISBN-13: 9788876065941
Pagine: 250
Reparto: Cinema e spettacolo

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