Progetto Teatro e Salute Mentale: LA VITA NON SA DI NOMI


Progetto Teatro e Salute Mentale
LA VITA NON SA DI NOMI
Film documentario di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai
finalista alla 36^ edizione del Bellaria Film Festival

È finalista alla 36^ edizione del Bellaria Film Festival, diretta da Marcello Corvino, tra i 18 documentari (su 93) in concorso (Giuria presieduta da Moni Ovadia), il film “La vita non sa di nomi” di Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai (2018, 44’), che racconta, con sguardo surreale e poetico, il progetto di teatro e salute mentale nato a Reggio Emilia nel 2002 curato da Festina Lente Teatro, in collaborazione con AUSL Dipartimento di Salute Mentale e Fondazione I TEATRI.
Il film, che sarà proiettato al Teatro Astra di Bellaria sabato 29 dicembre, è realizzato con il contributo di Azienda USL di Reggio Emilia Dipartimento di Salute Mentale e grazie al finanziamento collettivo BeCrowdy, ed è nato con l’intento di raccogliere la memoria di un’esperienza teatrale e umana unica che coinvolge un gruppo di persone con fragilità e disagio psichico seguite dal Dipartimento di Salute Mentale della Sanità Pubblica, alcuni operatori sanitari e i cittadini interessati a prenderne parte.
Una realtà artistica nata dal disagio e dall’esclusione, una compagnia fuori dall’ordinario, in grado di emozionare e interrogare gli spettatori.
Cosa significa andare in scena sul palcoscenico della vita? È la domanda a cui tutti i protagonisti tentano di dare una risposta. Le più diverse individualità sono valorizzate e ognuno trova le sue ragioni e i suoi modi per esserci e per partecipare con determinazione e con coraggio sgretolando lo stigma, etichetta troppo sbrigativa che viene appiccicata a chi è diverso. La Compagnia mostra la sua fragilità, senza vergogna, mostra altri modi di stare al mondo. Dove sta la follia? E la ragione? Regista e attori sono troppo impegnati in corse pazze, nel lanciare mazzi di fiori, nel rubarsi la corona dalla testa, nel recitare ricette di cucina e nell’interrogarsi su vertiginose questioni filosofiche, per farci annoiare in inutili classificazioni e graduatorie.

La vita non sa di nomi
regia Andreina Garella e Giovanna Poldi Allai
produzione Festina Lente Teatro e Giovanna Poldi Allai
con il contributo di Azienda USL di Reggio Emilia
finanziamento collettivo BeCrowdy

con Stefano Barbieri, Luciano Bertazzoni, Elena Beltrami, Iside Bersanetti, Lorena Bianchini, Simona Brighenti, Sabrina Carlini, Maria Grazia Caviglia, Carmine Cirillo, Marco Cavalli, Giovanni Coli, Sandra Copellotti, Anna Cusi, Roberto Dote, Enrico Franchi, Marzia Ferrari, Valeria Ferrari, Elia Ferri, Bruna Fogola, Andreina Garella, Luciana Giuliani, Giampaolo Gualtieri, Caterina Iembo, Linda Iori, Maurizio Lo Bianco, Elena Manenti, Patrizia Marcuccio, Stefano Marzi, Monica Palmiani, Lucio Pederzoli, Antonia Prandi, Lorenzo Solci, Consuelo Tamburrino, Massimo Torri, Eugenio Veresani, Aurelio Vergai

musiche della Banda di Quartiere diretta da Emanuele Reverberi

Link video https://vimeo.com/giovannapoldiallai

Andreina Garella, regista di Festina Lente Teatro, propone un teatro attento alla società, indicatore di eventi e cambiamenti che modificano il modo di essere, un teatro in cui impegno artistico e impegno civile permettono di non sfuggire dalla responsabilità del presente. La necessità del fare teatro è l’urgenza del dire, per creare relazioni, scambi, incontri, per resistere, difenderci da un mondo che spesso ci spaventa e spesso non riconosciamo. È un teatro “difficile”, che fa drammaturgia con i racconti di donne migranti, con le visioni poetiche dei matti, con le storie di donne indigene, con i disagi, con i razzismi e le discriminazioni. Raccoglie nella grande discarica dei valori ciò che quotidianamente viene dispensato dalle relazioni tra gli uomini, fino ad entrare nell’animo dello spettatore attraverso i difetti di fusione del suo sentire.
Giovanna Poldi Allai è una regista, documentarista, filmmaker. Ha iniziato il suo lavoro vent’anni fa durante le guerre nella ex Jugoslavia; ama mettere il suo sguardo a disposizione di comunità, associazioni, realtà, individui che hanno un’esperienza da raccontare, un sogno da difendere, un’idea da portare avanti. I pastori dell’Appennino, gli omeopati berlinesi, i rifugiati in accoglienza a Parma, il progetto Teatro e Salute Mentale a Reggio Emilia: sono al centro di storie che le stanno a cuore.

Per contatti: Festina Lente Teatro
Tel. 349.5243604
www.teatrofestinalente.blogspot.cominfo@festinalenteteatro.it
FB https://www.facebook.com/FestinaLenteTeatro/?fref=ts

 

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