Presenza e identità di Giovanni Jervis


Presenza e identità. Lezioni di psicologia
pagina 69

Il discorso critico baconiano sulla natura umana si fa ancora più radicale per quanto riguarda gli Idola tribus.
Questi

sunt fundata in ipsa natura humana (…) Falso enim asseritur, sensum humanum esse mensuram rerum; quin contra, omnes perceptiones, tam sensus quam mentis, sunt ex analogia hominis, non ex analogia universi. Estque intellectus humanus instar speculi inaequalis ad radios rerum, qui suam naturam naturae rerum immiscet, eamque distorquet et inficit.

La concezione baconiana delle capacità di elaborazione dell’uomo non è ottimista: l’operazione ordinaria del comprendere è eminentemente incerta. La vera conoscenza non percorre i lusinghieri quanto illusori sentieri della contemplazione, e neppure procede secondo un’ascesa priva di contraddizioni e di asperità. La conoscenza è al tempo stesso elevazione ininterrotta di un edificio, quello della scienza, e tormentoso scendere nell’oscurità delle cose. Francis Bacon è pienamente d’accordo con coloro che puntano il dito sulla mancanza di serenità della sua concezione dell’uomo: con orgoglioso vigore critico, egli ribadisce

longam vero istam et sollicitam moram in experientia et materia et rerum particularium fluctibus mentem veluti humo affigere, vel potius in Tartarum quoddam confusionis et perturbationis dejicere; atque ab abstractae sapientiae serenitate et tranquillitate (tanquam a statu multo diviniore) arcere et summovere.

In Bacon dunque non esiste contraddizione fra la tendenza naturale dell’essere umano a illudersi e a sbagliare, e la possibilità di fondare un metodo universale di conoscenza e di dominio del mondo naturale.

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Titolo: Presenza e identità. Lezioni di psicologia
Editore: Garzanti Libri
Collana: Gli elefanti. Saggi
Data di Pubblicazione: 1992
ISBN: 8811674603
ISBN-13: 9788811674603
Pagine: 192
Reparto: Psicologia

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