Philip Roth – La macchia umana


A cura di Anifares

“Ciò che noi sappiamo è che, in un modo non stereotipato, nessuno sa nulla. Non puoi sapere nulla. Le cose che sai… non le sai. Intenzioni? Motivi? Conseguenze? Significati? Tutto ciò che non sappiamo è stupefacente. Ancor più stupefacente è quello che crediamo di sapere”.                

Con la fine del libro La macchia umana di Philip Roth ho terminato la trilogia. Devo ammetterlo, sarà difficile scrivere la mia opinione su questo libro. Alcune volte trasformare le emozioni in parole non è semplice e questo libro rientra in quelle volte. La macchia umana è un romanzo sui pregiudizi del mondo contemporaneo, sulle credenze, sull’impatto della società nelle nostre vite, ambientato nel 1998 in America, ricordate l’anno? Il 1998 era  “l’estate in cui il pene di un presidente invase la mente di tutti”. La vita che ci racconta Roth questa volta è del professor Coleman Silk, un uomo che ha nascosto a tutti un segreto sulla sua vita ma un giorno, durante una sua lezione, dice una parola, una sola parola che porterà ad un stravolgimento nella sua “ordinaria” esistenza. Da questo cambiamento Coleman incontrerà Faunia, una giovane donna che fa le pulizie all’Università e nascerà una relazione tra i due. Anche Faunia ha una macchia, un segreto che la tormenta infatti sono entrambi delusi dalla vita, traditi nelle aspettative e caduti nel corso del cammino e si ritrovano in questo momento della loro vita. Ma la società non li lascia vivere la loro relazione in pace, anzi il passato ed il presente di Faunia fanno pensare ad un rapporto di plagio da parte del professore, inoltre i due hanno trenta anni di differenza di età. La macchia umana è un libro che studia l’evoluzione dell’essere umano attraverso gli eventi di quest’ultimo. È un libro che mi ha fatto pensare sulle nostre relazioni umane, dove in cinque minuti giudichiamo ed interpretiamo la vita degli altri… bla… bla inutili e perdite di tempo! L’essere umano è così complesso che non può essere interpretato oppure racchiuso in considerazioni banali e superficiali. È un libro che racconta come il perbenismo, tipico delle città di provincia, rovina la vita alle persone, persone che non farebbero del male a nessuno e forse solo colpevoli di avere rotto uno schema oppure di “lasciarsi andare” a comportamenti diversi. Coleman Silk mi ha fatto ricordare John Kaltenbrunner, protagonista del libro Il Signore della Fattoria, anche lui voleva essere lasciato in pace dalla società ma non c’è scampo né per John e né per Coleman e forse neanche per noi. Nelle ultime pagine del libro c’è un affermazione dove si dice che stiamo diventando più stupidi, forse è vero perché siamo più schiavi di questa nostra società e delle sue regole perbeniste. Credo che leggere un libro di Roth è come studiare il proprio presente e il proprio futuro per capire a che punto siamo nel cammino. E come al solito quando chiudo un libro nasce una domanda: Ma siamo veramente diventati più stupidi? E le cause quali sono?

Titolo: La macchia umana
Autore: Philip Roth
Editore: Einaudi
Prezzo: € 12.50
Collana: Einaudi tascabili. Scrittori
Data di Pubblicazione: Novembre 2005
ISBN: 8806173340
ISBN-13: 9788806173340
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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