Philip Roth – Everyman


A cura di Katia Ciarrocchi

Ammetto, “Everyman” di Roth è stato un po’ una delusione.
La storia diventa archetipo di ogni uomo al suo crepuscolo. Il romanzo inizia e termina in un cimitero semi abbandonato. Il protagonista è un pubblicitario di successo di cui Roth ripercorre l’intera vita secondo una linea corporale, intima e psicologica. Una vita normale di una persona qualunque, infanzia, amori, mogli, figli, sofferenza, vecchiaia, e l’avvicinarsi in solitudine alla morte con tanta consapevolezza che presto il corpo perirà nel nulla. E’ presente il dolore fisico come “assoluta alterità” che con la vecchiaia diventa “una battaglia inesorabile, proprio quando sei più debole”.
Tre matrimoni alle spalle con tre donne totalmente differenti tra loro, è padre di due figli di primo letto, che lo disprezzano, e di una figlia, Nancy che lo adora, nata dal secondo matrimonio con una donna che lui ha saputo solo deludere. Il terzo matrimonio è con una donna molto più giovane di lui, una fotomodella Danese, impreparata alla vita che non saprà stargli accanto nei momenti cruciali della sua malattia. Nel mezzo tradimenti, passioni e il perire del corpo“Non aveva ancora settant’anni quando la sua salute cominciò a declinare e il suo corpo a indietreggiare davanti alle continue minacce”.
A sostenerlo qui come in molti altri momenti della vita, sino alla fine, il fratello Howie, solido, affidabile, gioviale, ma instaurerà nel protagonista un conflitto interno di emozioni, odio amore e invidia ammirazione.
Toccante è il dialogo con il becchino dello stesso cimitero. Nella descrizione di questo dialogo è pressante lo strazio di chi prende coscienza che la morte è assenza di fisicità, “La concretezza della loro vita non esisteva più” commenta il protagonista a proposito dei genitori defunti.
C’è la riflessione sul suicidio come via di fuga, ma, “come si fa a scegliere volontariamente di lasciare la nostra pienezza per quel nulla sconfinato?” Una pienezza, che per il protagonista non è il risultato di una vita priva di errori, amarezze e rimpianti, ma che è solo pienezza fisica; per chi come lui è consapevole che nulla c’è dopo la morte, il legame con chi è già morto resta sulla terra, nelle “ossa” di chi ha amato. “Tra lui e quelle ossa c’era un rapporto molto stretto, molto più stretto di quello che esisteva tra lui e le ossa non ancora spolpate”.
Prosegue con il suo ritirarsi a settantacinque anni, in un villaggio per pensionati a dipingere passione, sogno di una vita che ora spera di poter realizzare, qui vive anche il decadimento erotico oltre che l’essere spettatore al cedere dei corpi dei suoi compagni di viaggio, amici e colleghi condannati inesorabilmente a un analogo destino più o meno imminente: Morire nella solitaria sofferenza fisica, e la presa di coscienza che è divenuto l’uomo che mai avrebbe voluto essere.
Conclusione: una nitida riflessione sulla vecchiaia, sul tradimento del corpo, sullo scarto profondo tra il desiderio di benessere fisico e l’impossibilità di soddisfarlo e la solitudine nell’attesa.
Dicevo deludente perché anche se lo sfondo è molto significativo e induce alla riflessione lo trovo stringato, molto noioso nelle prime trenta pag, che quasi mi inducevano a chiudere il libro senza terminarlo. In alcuni passaggi anni di vita e di riflessioni racchiuse in poche righe. Forse a mio parere meritava una maggiore estensione. Roth non graffia, come aveva invece fatto in libro “Il teatro di Sabbath”, definito da Milan Kundera come “l’unione inconsueta di confessione e ironia”, “uno dei più straordinari romanzi degli ultimi anni come lo definisce The New York Review of Books, con “everyman si limita a descrivere un’autobiografia postuma di un uomo qualunque e nemmeno con le sue grandi doti narrative.
Ho trovato sensazionale la copertina del libro: nera da cima a fondo.

Katia Ciarrocchi

Titolo: Everyman
Autore: Philip Roth
Traduttore: Mantovani V.
Editore: Einaudi
Collana: Supercoralli
Prezzo: € 13.50
Data di Pubblicazione: Gennaio 2007
ISBN: 8806186094
ISBN-13: 9788806186098
Pagine: 123
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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