Otto sedie per un racconto: laboratorio di scrittura narrativa tenuto da Michele Marziani


Michele MarzianiÈ vero che in Italia i racconti non si leggono?
È quello che sostengono spesso gli editori di fronte agli scrittori che propongono le loro raccolte.
O forse è più vero che in Italia i buoni racconti non si scrivono? Come si sente dire a volte dagli sconsolati lettori italiani.
Forse la verità sta nel fatto che da noi, tramontata la novella e trasformatasi in racconto, c’è poca cultura delle storie. Ci piace di più il romanzo e costa meno fatica: bello lungo, tra le pieghe della narrazione perdona molto all’autore.
Il racconto no, è un esercizio Zen, il fermo immagine su un particolare della vita: non si può sfocare a caso. Eppure i grandi racconti sono capaci di trafiggerci e segnarci per sempre. Questo ci hanno insegnato i novellieri del passato e i narratori del Novecento. In particolare gli americani.
Facciamo allora del racconto la nostra palestra di scrittura.

Otto sedie per un racconto è un laboratorio di scrittura narrativa tenuto da Michele Marziani che si svolgerà a Rimini da novembre 2015 a aprile 2016.
È stato pensato dopo il successo di Otto incontri per un romanzo terminato a maggio 2015. Qui si possono leggere i riassunti delle giornate

Otto sedie per un racconto è un progetto di lavoro per creare una sorta di comunità temporanea intorno all’idea di costruire racconti di alto livello narrativo. Il laboratorio è organizzato dall’associazione Scenafutura e si svolge a Rimini, nell’abitazione di Michele Marziani. Con il seguente programma:
14 novembre 2015 – Il racconto come narrazione incompleta
12 dicembre 2015 – Abitare una storia, incontrarne i personaggi
16 gennaio 2016 – Testimoniare il falso, non avere paura del buio
13 febbraio 2016 – L’incoscienza, lo stupore, la cura
12 marzo 2016 – Non temere la perfezione
16 aprile 2016 – La scrittura corre ad Ovest
Sono previsti esercizi di scrittura da svolgere singolarmente a casa, nel mese tra un incontro e l’altro.
Le lezioni si terranno dalle 11 alle 17, con pausa pranzo conviviale.
Dalle 11,00 alle 13,30 ci saranno gli approfondimenti teorici, mentre dopo la pausa pranzo si discuterà dei nodi narrativi irrisolti, dei lavori proposti e si troveranno soluzioni ai problemi incontrati dai partecipanti durante il loro percorso di scrittura.
Il contributo richiesto è 600 euro, da versare in 3 rate da 200 euro. Oppure 500 euro per chi versa in anticipo in un’unica soluzione. Il contributo di partecipazione è comprensivo della quota associativa annuale (5 euro) dell’associazione culturale Scenafutura.
Il numero massimo di partecipanti è otto. Quante le sedie a disposizione in casa Marziani. Da qui il titolo del laboratorio.
Il corso si attiva solo a esaurimento dei posti disponibili.
Otto sedie per un racconto è l’unico laboratorio di scrittura che Michele Marziani terrà nel periodo 2015/2016.
Info e iscrizioni: Associazione culturale Scenafutura
tel. 334 78 68 294
email: info@scenafutura.it

Michele Marziani risponde ad alcune domande su Otto sedie per un racconto.

Che cos’è Otto sedie per un racconto?
«Otto sedie per un racconto è un laboratorio di scrittura che si svolge a casa dello scrittore: ovvero a casa mia, tra i libri e le carte del lavoro quotidiano. Lì ci sono otto sedie, da cui il titolo. Non credo che la scelta del luogo sia peregrina. Penso che quando si parla di qualcosa sia importante farne trasparire anche un vissuto: io vivo e lavoro dove si svolge il laboratorio.
La finalità è quella di accompagnare i partecipanti verso il mondo delle narrazioni brevi, anche attraverso la socializzazione di racconti realizzati per l’occasione. Si svolge in sei giornate intere, una ogni mese, di scambio e discussione dove ognuno potrà condividere con gli altri la struttura del proprio lavoro».
Perché non hai ripetuto Otto incontri per un romanzo?
«Un po’ perché credo che una buona esperienza non vada ripetuta, meglio farne tesoro. Un po’ perché non sono un insegnante in senso tradizionale: a rifare le stesse cose mi annoio e se mi annoio io figuriamoci chi mi segue. Preferisco annodare nuovi fili e tessere nuovi orizzonti narrativi. Credo che il racconto rappresenti non solo un importante solco nella nostra tradizione, oltre che in quella americana, incredibilmente affascinante sotto il profilo delle short story, ma sia una delle forme narrative del nostro tempo. Un racconto che dura un viaggio in metropolitana è il miglior compagno del lettore del mattino».
Che cosa ci si deve aspettare da questo laboratorio?
«Un punto di vista, profondo e tagliente, sulla narrativa breve. Tanto lavoro insieme, intorno ai racconti che verranno prodotti dai partecipanti. E poi l’incontro e l’approfondimento di alcuni autori per me fondamentali. In particolare, ma non solo, lavoreremo intorno ad alcuni testi di Dino Buzzati, Raymond Carver, Anton Cechov, John Cheever, Charles D’Ambrosio, Silvio d’Arzo, James Joyce, Ernest Hemingway, Alice Munro, Grace Paley e Mario Soldati».
Il contributo richiesto ai partecipanti non è modesto.
«No, il contributo, per quanto in linea con quello del laboratorio dello scorso anno, non è alla portata di tutti, lo so, allo stesso modo è il minimo per un laboratorio di questo genere dove l’impegno è notevole. È un investimento, per qualcuno anche molto oneroso, ma resta comunque un investimento sulle proprie possibilità. Non una spesa».
Nel laboratorio svolto lo scorso anno c’erano partecipanti provenienti da diverse parti d’Italia. Come è possibile risolvere i problemi logistici?
«L’orario del laboratorio – dalle 11 alle 17 – permette di giungere e ripartire da Rimini in giornata da gran parte delle città italiane. Per chi avesse bisogno di fermarsi non abbiamo delle convenzioni, ma relazioni autentiche con proprietari di alberghi, affittacamere, B&B, ai quali si possono chiedere ottime condizioni. E poi, per chi si accontenta, si può sempre trovare un letto presso amici».

 CartaeCalamaio

Share This:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *