Recensione: Ornella Spagnulo – Come una tigre


Scrivere prosa è facile, basta avere una buona memoria. Scrivere poesia invece – e ce ne rendiamo conto mentre leggiamo questi versi che aprono e chiudono universi sensoriali in pochissime righe – è una dote, un dono cui nessuno fa appello espressamente. Non esistono scuole di poesia, solo scuole di scrittura. Ciò dimostra che se già abbiamo dubbi che la narrativa si possa insegnare, siamo sicuri che la poesia è innata, è voce, spirito, una delle poche cose al mondo che ha ancora un’anima.
“Un nome detto tra mille nomi”, è questo l’inno di Ornella Spagnulo, l’uno nella vastità del tutto, un nome o gli altri mille, nell’armonia della molteplicità riscoprire l’individuo e la sua essenzialità.
C’è una particolarità rispetto alla poesia cui siamo abituati oggi: l’altro. Le parole non servono solo a sfogare, a urlare ciò che l’autrice ha dentro, ma fungono da dialogo, e questa potrebbe essere la parte più forte di queste liriche, sottotitolate infatti “poesie d’amore”. Non c’è amore da soli con se stessi. Non siamo quindi davanti alla sofferenza del colle né alla ragione patriottica che ha unito popoli dando i colori alla bandiera. “Come una tigre” che cerca la preda, la poesia di Spagnulo cerca un oggetto concreto in cui riversare tutto il suo amore, o non-amore. In ognuna ci sei “tu”: “se tu venissi”, tu, uomo, “bugiardo Pinocchio”, tu, marinaio che “hai la tua barca in questa casa bianca”. Ci sei sempre tu nelle mie poesie, ci sono sempre io nella tua bocca mentre le leggi. E dopo un giro infinito di parole e sentimenti sviscerati in ognuna di esse, eccoti riapparire nell’ultima pagina, nell’ultima poesia, in cui finalmente ti dirò…

Frank Iodice

Titolo: Come una tigre
Autore: Ornella Spagnulo
Prezzo copertina: € 13.00
Editore: Eretica
Data di Pubblicazione: 2018
EAN: 9788833440644
ISBN: 8833440648
Pagine: 102

Venerdì 14 giugno alle 19 (fino alle 20) la raccolta di poesie di Ornella Spagnulo sarà presentata a Roma da Sinestetica (viale Tirreno 70). A presentare, il poeta e scrittore d’arte Ciro Cianni.

 

 

 

 

 

Qualche ‘ruggito’ tratto dal libro, dalla “poesia n. 100”:
“(…)
Non ho niente in cui credere
a parte un paio d’occhi che
mi chiedono amore
come se fossi la maga, la fata, la strega
il brucaliffo magico, la pozione, l’essenza,
il brutto anatroccolo che diventa cigno,
Cenerentola rediviva con un paio di scarpe in mano,
la Bella che dorme ma ora è sveglia
e chiede: andiamo a letto insieme? e dici di no.
(…)”.

Da “Come quando sbagli una parola”:
“Come quando sbagli una parola
che ti cade nel labirinto degli addii cuciti
su per le labbra giù per il naso nel labirinto del mio utero…
Un utero bianco, addomesticato, che ha nostalgia di te della tua forza,
del tuo occhio bianco che scintilla addosso a me (…).

Appuntamento venerdì 14 giugno, ore 19, Sinestetica (vicino la metro Conca d’Oro)

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