Prima visione: Ore 15:17 – Attacco al treno


Recensione film “Ore 15:17 – Attacco al treno” per la regia di Clint Eastwood

Come nascono gli eroi per caso
Nell’idea classica di Héros nel mito c’è la combinazione di Bello e Buono, il Migliore e il Nobile, in posizione intermedia tra uomo e dio. Nel mondano moderno la definizione si stringe sull’uomo “qualunque” tra destino e opportunità per un scelta di sacrificio potenziale. L’accento è sull’uomo qualunque. Una storia dell’eroe americano avrebbe senz’altro un capitolo sulla filmografia di Eastwood da “Flags” a “Gran Torino”, da “Invictus” a “Sully” e “American Sniper”, fino a questa ricostruzione dell’attentato sventato
al treno Amsterdam Parigi, 21 agosto 2015. Azione nei 15 minuti finali. Prima: infanzia, adolescenza, sogni e formazione di eroi per caso, dove il caso per Eastwood si coniuga con quei sogni, quell’infanzia, quella formazione. Cast insolito ad alto rischio: i tre reali protagonisti. Sinceri, impegnati, ma sotto misura. Schematico, un po’ noioso (pessima sceneggiatura), onesto e informato, si riscatta nell’assalto, dove diventa chiara l’idea: una fiducia senza se e senza ma nella verità fino alla cerimonia documentaria col presidente Holland. Virtuoso.

Silvio Danese

Titolo originale: The 15:17 to Paris
Nazione: U.S.A.
Anno: 2018
Genere: Drammatico, Storico, Thriller
Durata: 94′
Regia: Clint Eastwood
Cast: Jenna Fischer, Judy Greer, Thomas Lennon, Jaleel White, Lillian Solange Beaudoin, Bryce Gheisar, Tony Hale, P.J. Byrne, Sinqua Walls

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