Recensione: Nicola Apollonio – L’Italia del Covid. Cronaca di una seconda ondata annunciata


IL SECONDO LIBRO SULLA PANDEMIA DI NICOLA APOLLONIO. UNA RADIOGRAFIA DELL’ITALIA DI OGGI , PIENA DI DECADENZE

“La vera saggezza – scrive Papa Francesco – presuppone l’incontro con la realtà”, anche quando questa realtà non ci piace o è dolorosa perché ci confronta con quell’idea della malattia e della morte che vorremmo sempre mettere da parte. E la realtà di oggi è il Covid. Per questo motivo sono stati scritti decine e decine di libri sul  Covid, dal “Libro nero del corona virus. retroscena segreti della pandemia che ha sconvolto l’Italia e il mondo”, al Coronavirus come terza guerra mondiale, poi c’è Il Giallo del coronavirus, il Covid segreto, La notte delle ninfee, e un testo teatrale : Prove generali di solitudine, ma l’unico libro che ho letto e mi sento di consigliarvi  di leggere, anche se non lo troverete nelle grandi vetrine di internet, è quello di Nicola Apollonio : L’Italia del Covid – volume 2 – Cronaca di una seconda ondata annunciata , Espresso Sud, 2021, “un lavoro    scritto bene , una ricerca accurata e incredibile di fonti e informazioni capillari esposti con molta chiarezza espositiva , un lavoro notevole di colleganze , di uscite e entrate tra politica e magistratura, un prontuario di scienza della politica, i giochi di potere, le mezze verità , ma soprattutto la narrazione dei fatti che fa rivivere dentro di noi tutte quelle settimane claustrofobiche di ansie, preoccupazioni, confusioni, che hanno poi portato all’attuale disastro emotivo, sociale ed economico del nostro Paese. Sfogliare queste pagine, vuol dire rivivere e rivedere un periodo sia storico e sia, incredibilmente, attuale. Un libro che aiuta a rispondere a tante domande e a farne di nuove: Apollonio ha fatto un lavoro straordinario , con molto scrupolo e abilità , da consumato professionista della cronaca e della storia , ha dato tante risposte, ma anche suscitato tanti interrogativi”. Questo non è il mio parere, ma quello  di una  lettrice assolutamente disinteressata.
Chi lo ha invece recensito , come Toti Bellone e Mary Sellani, due ottimi giornalisti pugliesi, ne consigliano vivamente l’adozione nelle scuole, così come il prefatore, On. Giacinto Urso  che scrive testualmente: “Teniamoci sul comodino della quotidianità i libri scritti da Apollonio o da altrisul triste evento pandemico in corso . Leggiamo e rileggiamo, riflettiamo, prepariamoci alle soluzioni, pensando e ripensando. Tenendo presente che la memoria ha bisogno di silenzio, nido della parola e delle azioni, meditate e appropriate….e ricordiamo sempre che siamo sulla stessa barca , e che nessuno si salva da solo”.
A questo punto non so che cos’altro mi resti da scrivere   su “L’Italia del Covid – Volume 2 – Cronaca di una seconda onda annunciata” , se non un richiamo, nell’assonanza del  titolo,  a “Gabo” Marquez, “Cronaca di una morte annunciata” , e a Vittorio Feltri, grande giornalista del realismo faccia a faccia , sempre con la spada affilata della provocazione e dell’ l’ironia, – amico e  collega di lungo corso di Nicola Apollonio, – che aveva prefigurato la stesura di questo secondo volume già nella recensione  di “Al tempo della pandemia”, Edizioni Espresso Sud 2020, – il primo volume di Nicola in questa lunga odissea dell’angoscia da Covid  in cui scriveva:  “Apollonio, che deve avere sangue greco nelle vene, ha fatto una cosa che era abitudine nell’antichità e che oggi invece è caduta in colpevole disuso. Una cronaca, in ordine cronologico e tematico, dei fatti, dei problemi, delle discussioni e delle reazioni nei mesi più duri della pandemia di coronavirus. Ha usato come fonti tutto quello che è stato pubblicato giorno dopo giorno, senza mai prendere posizioni ideologiche quando il dibattito si è fatto confuso e tantomeno quando la lotta politica ha preso il sopravvento su quella sanitaria. Chi si ricorda di Erodoto, Tucidide, Polibio? Erano storiografi. Sono giunti fino a noi perché non si sono persi in chiacchiere vane ma, pure con una varietà di stili e intenti, hanno permesso che arrivasse fino a oggi una grande parte della storia dell’Occidente … Ecco, i giornalisti come Apollonio e il suo libro sono una piccola (non tanto piccola) cura, purtroppo isolata, a questo malanno. Una cura antica, erodotea, polibiana. Senza dirlo, ci richiama alla calma, all’attenzione, alla prudenza. Per questo è un volume prezioso, anche se il suo resoconto si ferma a inizio maggio, ma io spero sia un “volume 1”.
E Nicola Apollonio ha preso al volo il suggerimento dell’amico perché è un giornalista di razza, un salentino-magno greco  tenace e insonne che ha ormai da lungi rotto le barriere tra il lavoro e il riposo , tra l’ufficio e la casa, aumentando l’ansia e dilatando quello spazio incerto e indefinito in cui irrompe l’insonnia vigile che non dà tregua a chi vuole cercare, capire, verificare e poi raccontare la cronaca, i fatti del quotidiano , che si fanno storia e sangue nella sua anima levantina. E’ uno che vuole annusare, investigare, registrare le cose, le parole, gli attimi e i respiri: è uno che vuole comunicare , parlare con noi e di noi , italiani , che viviamo da sempre in un paese anormale , straordinario , bellissimo per natura e arte , ma malato nelle istituzioni, nell’assenza di regole , nell’ingiustizia di un sistema fiscale fondato sull’evasione, nella mancanza di un’unità nazionale che in realtà non c’è mai stata fin dalle origini, un paese in cui i dettami della Costituzione restano buone intenzioni mai prese sul serio , un paese governato nell’ultima fase con dosi omeopatiche di paura e un po’ di ristoro, dove spaventa il Covid , ma ancora di più spaventa il dopo Covid, che produrrà un aumento di cento milioni di poveri assoluti, che costringerà la gioventù italiana a migrare per poter sperare in un nuovo avvenire, con la stabilità mentale di tutti noi ormai a forte rischio di irreversibilità. Un paese che vive di incertezze, insicurezze, disperazioni , sentimenti ricorrenti, che ci fanno intravedere solo ombre per un ritorno alla “normalità” (dopo il salvifico vaccino)   che tutto sarà fuorché normale, come scrive lo storico Adriano Prosperi,  un mestiere ormai in estinzione.
Chissà, forse ci salverà il pensiero magico delle donne, la loro apparente fragilità, che è in realtà la loro arma segreta. Arundhati Roy, scrittrice indiana, dice che la pandemia è un portale , una via di passaggio tra un mondo e un altro, e Aldous Huxley ricorda che “ ognuno appartiene a tutti gli altri” . La pandemia, ahimè,  non ha riscritto la scala dei valori . La povertà e la diseguaglianza non recederanno, il nuovo mondo non ripartirà diverso da prima, anzi ( l’abbiamo già detto), ripartirà peggiore . E come accade ogni volta dopo i pericoli di estinzione ( a quello è comunque destinato l’uomo),  il mondo ripartirà coi suoi istinti economici e forse con più rabbia che dolore. Ma alla fine su tutto, sulle mascherine della mafia, sui vaccini imboscati delle Multinazionali, sul lutto delle centomila bare invisibili da onorare ogni giorno, sulla paura, sul senso del vuoto, devono prevalere la tenacia , il carattere, la precisone, il metodo, la passione  che ha orientato Nicola Apollonio nello  scrivere questo secondo libro, a fare la radiografia dell’Italia di oggi , come scrive Toti Bellone, un’ Italia ignara e insonne, in piena decadenza sociale, politica economica , di etica e di costumi, ma – come si evince tra le righe dell’autore salentino – la speranza non muore mai, non può morire . Ci sarà , anzi c’è sempre stata tra noi italiani gente piena di creatività ,  con la mente che non dorme mai , gente onesta, laboriosa , generosa , seria, che riuscirà a portare la nostra nave squassata dai venti di tempesta, in un approdo sicuro. Ma ricordiamo sempre quel che ci rammenta Giacinto Urso: “nessuno si salva da solo”.

Roma, 28 marzo 2021
Augusto Benemeglio

 

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