NEIL YOUNG – Psychedelic Pill


A cura di Giuseppe Maggioli

NEIL YOUNG – Psychedelic Pill – (Reprise).
La sua musica circola nelle vene di ognuno di noi da oltre quarantanni. I suoi dischi hanno ispirato migliaia di nuovi artisti (Bon Iver, Wilco, Ryan Bingham) le sue liriche sono un frullatore di eventi senza tempo. Lui porta la sua musica ovunque. Cosa dire l’ennesimo cd di Neil Young è molto bello senza mezzi termini ci risulta piacevole, distorto, superbo, con il suo credo musicale che comprende oggi indie folk, rock elettrico di una passione accesa inqualificabile, musica acustica che va oltre un neo grunge e che spalanca le porte del 2013 per una nuova via sonora. La sua nuova proposta mescola tutto ciò in un doppio lavoro da brivido, dalla boscosa Driftin’ Back suonata attorno ad un fuoco fra amici, alle eclettiche Ramada Inn e Born In Ontario, oppure le piacevoli e più tirate Psychedelic Pill e Walk Like a Giant bellissime nel loro impatto più rock e post-folk di ordinanza per affermare ancora che la sua musica non si arrende alle mollezze quotidiani di cantanti pop da fm americane. Un sontuoso lavoro, una inarrestabile avventura nei meandri del Texas, del Nevada e nella sua cara terra d’origine, il Canada.
In questo disco di rara bellezza c’è tutto, una piattaforma su cui soffermarsi e ritemprarsi per una musica d’autore senza limiti. Sconsigliato per chi possiede un iPad o diavolerie del genere: motivo? E’ veramente rumoroso e chi non è abituato a certi suoni meglio evitare.

Giuseppe Maggioli


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