Nefertiti di Christian Jacq


Nefertiti
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commemorato. È Aton, mio padre, e non un funzionario o un individuo qualsiasi colui che governa la città.»
Ignoriamo la durata esatta del rito inaugurale, ma è probabi¬le che sia continuato per parecchi giorni. Ad Akhenaton rima¬neva ancora da assolvere un compito importante: impiantare le stele che avrebbero segnato i confini del territorio di Aton.*
Si diresse dapprima a sud e fermò il carro dorato nel punto prescelto, davanti al padre Aton, i cui raggi gli infusero vita e salute, per la quotidiana rigenerazione del suo essere.
Vennero erette quattordici stele, di cui quella più a nord si trovava a Tunah el Gebel. Il territorio sacro di Aton si estende¬va per la maggior parte sulla riva occidentale, ma arrivava anche a quella orientale. Tre stele spiegano come il re ha piani¬ficato la città e come l’ha dedicata al padre celeste. Le altre undici presentano uno stesso testo, con poche varianti, che pro¬clama la volontà di Akhenaton di mantenere la città come pro¬prietà di Aton e come luogo della residenza regale, votata all’a¬dorazione del dio.
Su questi monumenti, il nome del dio è preceduto da quello della chiave della vita, allo scopo di mostrare che è lui che dona pienamente la vita a chi lo venera. Il dio è chiamato «Ra-Horakhty, che vive appagato nella contrada di luce nel nome di Shu che è Aton». Ra, Horo, Shu: tre forme della luce divina di cui Aton è la sintesi.
Nefertiti gode del posto d’onore su queste stele. Il cuore del re esulta della sua presenza. Alle cerimonie partecipano anche le due figlie.La fondazione teologica della città del Sole si accompagna a un giuramento pronunciato da Akhenaton in questi termini:
Giuramento prestato dal re dell’Alto e del Basso Egitto, che vive di Maat, il signore delle Due Terre, Neferkheperure, l’unigenito di Ra che vive di Maat, il signore delle corone, Akhenaton dalla lunga vita, a cui è donata la vita eterna.* Si veda W.J. Murnane, «Newsletter of the American Research Center in Egypt», 128,1984, pp. 40-52.

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