Murakami Haruki – Kafka sulla spiaggia


A cura di Massimo Ghelfi

Ci sono scrittori che restano giovani tutta la vita. Murakami ha quasi raggiunto i sessant’anni e su di lui si può tagliare perfettamente questo abito mentale: la gioventù. Straordinariamente giovane è il suo sguardo, giovani le sue parole (che noi leggiamo nella bella traduzione di Giorgio Amitrano), infantili certe sensazioni irreali, adolescenziali i suoi sogni. Il contenitore di tutto è una mente adulta che mescola la capacità di immaginare con quella di vedere la realtà e che racconta le sue storie con una limpidezza rarissima.
Il romanzo racconta in parallelo la vita di due protagonisiti, un uomo maturo d’età ma ingenuo e immaturo nell’animo, Nakata, segnato nell’esistenza da un evento sconvolgente che Murakami ci racconta con la precisione di una cronaca dettagliata e documentata, e un ragazzo di quindici anni (Tamura Kafka, ma non è il suo nome) che fugge da casa per sfuggire a una profezia e alla sue visioni, allontanandosi così dal padre, unico elemento rimastogli di una famiglia smembrata che vorrebbe ritrovare.
Lentamente le due vite parallele ci vengono descritte capitolo dopo capitolo. Raramente due storie che si sviluppano all’interno di uno stesso romanzo risultato sospese e appassionanti come queste. Al termine di ogni capitolo vorremmo trovare il seguito di quella vita, ma al tempo stesso siamo lieti di ritrovare l’altra che avevamo lasciato nel capitolo precedente con un’ansia di proseguire che pochi autori sanno regalare al lettore.
Alcuni elementi uniscono le due storie che ci appaiono come calamitate l’una all’altra: il sangue, “sangue caldo e rosso. Che ti macchierà le mani”; il fallimento, quello di un bambino che a 9 anni perde la memoria e deve ricominciare da zero, e quello di un quindicenne che abbandona la scuola; l’isolamento e la paura che accompagnano la fuga; la meta, Takamatsu nel sud del Giappone; il mistero del proprio passato; la perdita momentanea di coscienza…
Scrive Giorgio Amitrano che più di ogni altro lettore conosce quest’opera:
“Mentre ci addentriamo incantati nel suo labirinto e ci perdiamo nei vertiginosi meandri della vicenda, abbiamo l’impressione che Murakami stia scoprendo la storia insieme a noi, viaggiando sulle tracce di Kafka e Nakata con la stessa nostra curiosità, stupore e sete di avventura. Si legge Kafka sulla spiaggia come il suo autore deve averlo scritto: con la sensazione di entrare a occhi aperti in un sogno visionario e risonante di profezie, dove le scoperte e le rivelazioni si susseguono, ma il cuore più profondo resta segreto e inattingibile.”
Lo scrittore più riservato e impenetrabile del Giappone contemporaneo, amatissimo in tutto il mondo, ancora una volta ci stupisce con la sua capacità di combinare la narrativa occidentale con la cultura giapponese, la filosofia greca con la visione claustrofobica di Kafka, il paranormale e la storia, shakerando il tutto per dare vita a un romanzo che molti hanno considerato il suo capolavoro, quello che lo rende degno candidato al Nobel per la Letteratura.
Dopo quest’opera sono stati pubblicati in inglese anche Blind Willow , Sleeping Woman e After Dark, salutati dalla critica con altrettanto entusiasmo, e che speriamo di leggere presto anche in Italia.
Nel frattempo potremo riprendere questo, perché si tratta di uno di quei libri che richiedono di essere letti una seconda volta per svelarsi, anche se forse mai capiremo davvero Nakata e Kafka – il loro legame e i misteri che li coinvolgono – sino in fondo, sin dentro le più intime pieghe del racconto.

Massimo Ghelfi

Titolo: Kafka sulla spiaggia
Autore: Haruki Murakami
Traduttore: Amitrano G.
Editore: Einaudi
Prezzo: € 15.00
Collana: Super ET
Data di Pubblicazione: Settembre 2009
ISBN: 8806199676
ISBN-13: 9788806199678
Pagine: 518
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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