Morgan Marlo – …E venne chiamata due cuori 1


A cura di Katia Ciarrocchi

Ci sono alcuni libri che capitano nella tua vita, non a caso, nel momento più giusto. Spesso ti portano a rivedere alcune cose del proprio pensiero, del proprio percorso e ti fermano a riflettere. Inconsciamente qualcosa si muove dentro di te e avvengono dei mutamenti e delle azioni che si covavano nell’intimo ma che non si sapevamo mettere in pratica. Questo è capitato a me quando mi è stato donato “…e venne chiamata due cuori” di Morgan Marlo
Il racconto, leggermente romanzato dall’autrice narra la storia vera di Morgan Marlo, un dottore statunitense che si trova, per lavoro, in Australia, qui riceve l’invito di una tribù di aborigeni a ritirare un premio. Ma la realtà è sempre ben diversa. Si ritrova così ad affrontare un viaggio nell’Outback australiano con la tribù aborigena.
Il convulso moto della quotidianità sconquassato da un evento inaspettato e non cercato.
In un’apparente, quanto superficiale, analisi freudiana potrei dire che desideriamo
ardentemente ciò che a priori siamo portati a respingere.
Qualcosa ci frena come la paura di affrontare il cambiamento, il timore di sconvolgere le nostre quiete abitudini.
Improvvisamente privati delle certezze, si rischia di perdere l’equilibrio.
Impossibile fuggire il destino, perché così è e così deve essere.
Il comune mal di vivere si ribella come una forza naturale della sopravvivenza dell’io.
L’immersione in una terra incontaminata con la “Vera gente”, un popolo puro nella mente e nell’animo, democratico nel senso più profondo, dove ogni talento può e deve esprimersi al massimo, senza le limitazioni che la nostra società ci impone, porta l’autrice a delle riflessioni profonde che cambierà molto il suo pensiero.
Morgan Marlo è stata scelta per dar voce a un popolo che poteva volare, parlare con gli animali, fare qualsiasi cosa: vivere felici. Ognuno di loro sentiva cosa pensava l’altro e rispondeva telepaticamente prestando spontaneamente gli aiuti richiesti.
Un popolo che ci mostra le cose perse e le potenzialità che abbiamo relegato lasciandoci avvinghiare nella morse della tecnologia permettendo così di rilegare una parte importante di noi in un angolo buoi, un popolo che porta a porci la domanda più importante: “Ma la nostra è stata davvero evoluzione?” o forse è un retrocedere permettendo che il “materialismo” ci imprigioni e ci manovri come burattini?
“La verità è la verità. Se tu fai del male a qualcuno, fai del male a te stesso.
Se aiuti qualcuno, aiuti te stesso. Tutti hanno sangue e ossa, ciò che ci differenzia sono il cuore e il fine. I Mutanti pensano che tutto questo valga solo per la durata di una vita, e lo pensano in termini di individualità e distinzione.
La vera gente lo pensa in funzione dell’eternità. Tutto è uno”
.
Marlo a ogni passo, a ogni goccia di sudore, a ogni callo/ferita sui piedi, conosce ciò che quell’esperienza è destinata a insegnare.
Non ha perso solo gli agi del suo quotidiano, ma anche la sua pelle di un tempo resta lungo il cammino, come un serpente che rigenera la sua essenza.
Quando comprenderà che quella dolorosa mutazione era il desiderio primitivo della sua anima, il suo destino potrà finalmente svelarsi.
E con esso anche il messaggio che dovrà portare agli altri “Mutanti”.
Vivere con istinto, con tutti i sentimenti, perché le cose importanti sono dentro di noi; è il messaggio che ne ho colto.

Katia Ciarrocchi

Titolo: E venne chiamata Due Cuori
Autore: Marlo Morgan
Traduttore: Piccioli M. B.
Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli
Collana: Best BUR
Data di Pubblicazione: Novembre 2013
ISBN: 8817070505
Prezzo: € 8.90
ISBN-13: 9788817070508
Pagine: 219
Reparto: Narrativa > Narrativa contemporanea

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