Montagnoli Renzo – Il cerchio infinito
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Titolo: Il cerchio infinito Autore: Montagnoli Renzo Editore: Ass. Culturale Il Foglio Prezzo: € 10.00 Data di Pubblicazione: 2008 Collana: Autori contemporanei. Poesia ISBN: 8876061967 Pagine: 70 |
A cura di Mara Faggioli
Nella raccolta poetica “Il cerchio infinito” Renzo Montagnoli ci accompagna nel misterioso viaggio della vita, denso dei tanti interrogativi che l’uomo da sempre si pone, fin da quando è apparso sulla terra, trascinando perennemente con sé un pesante bagaglio di domande sulla vita e sulla morte, sul senso dell’esistenza umana e su ciò che può esistere di immortale “Non siamo che atomi/ di un sistema/ che sfugge ad ogni logica/ i microscopici tasselli/ di un ordine ignoto/ umili parti di un disegno/ troppo immenso/ per esser capito.”
E proprio su questi infiniti interrogativi senza sicure risposte e sull’incertezza del presente, il poeta pone l’accento nell’introduzione al libro, sottolineandone proprio per questo il valore positivo poiché, se così non fosse, l’uomo perderebbe il desiderio e la voglia di vivere e, come dice Umberto Saba nella poesia “Sera di febbraio”, “…Ed è il pensiero della morte che, in fine, aiuta a vivere”.
In questa raccolta poetica Montagnoli affronta, inoltre, il tema della fugacità del tempo, dell’ansia dell’uomo e la ricerca del tempo perduto viene condotta sul filo della memoria con grande pregnanza introspettiva. Poesia colma di malinconica nostalgia per il tempo che inesorabilmente passa come nella poesia “Attimi” “…Vite chiuse nell’arco d’un momento/ come gli anni dell’uomo…” o come nella poesia dedicata al Fiume “…scorre, lento,/ il fiume ignora/ la sua età…” che ci riconduce al trascorrere del tempo “panta rei”, “tutto scorre” come il fiume, come l’acqua, così la vita, o come nella poesia “Il tempo corre” “…un battito di ciglia/ ed è già domani.”.
Ma la “malinconia” di Montagnoli può divenire anche “gioiosa” come nel felice ossimoro della poesia “Quando il poco è tanto”.
Di grande efficacia per la brevità fulminante è la poesia “Il cerchio infinito II”: “Guardo la tua alba/ nella luce/ del mio tramonto.” che, indubbiamente, risente della lezione ungarettiana.
Poesia dal verso libero, chiara e limpida come acqua di sorgente, apparentemente semplice e nello stesso tempo profonda per i suoi contenuti, particolarmente coinvolgente per i temi trattati. Dunque, poesia di riflessione e meditazione, come del resto tutte le opere di Renzo Montagnoli, siano esse poetiche, di narrativa o saggistiche , autore di profonda sensibilità anche nell’affrontare i grandi temi civili, l’attualità e la storia del passato.
Nella precedente raccolta poetica, “Canti Celtici”, Renzo Montagnoli affronta i mali dell’uomo moderno, impegnato nella corsa al progresso ed al raggiungimento dei beni materiali con il conseguente distacco dai veri valori della vita che ci consegnano ad una realtà sempre più disumanizzante e ne tratteggia con efficacia la sua accorata preoccupazione per il destino delle future generazioni.
In questa raccolta non poteva mancare il dialogo del poeta con l’anima “E’ una luce/ che vibra nel buio…..” “niente è più lieve/ del sussurro dell’anima…” o come nella poesia Anima mia “fa che ogni minuto/ sia stato degno d’essere vissuto.” per giungere fino alla poesia “Dentro di me” dove Montagnoli afferma: “l’anima esiste/ e con il corpo non finisce”.
Ma, in fondo, la poesia di Renzo Montagnoli, seppur soffusa di malinconia, lascia sempre spazio alla speranza “gli occhi si chiudono/ a ritrovar nella memoria/ il conforto per proseguire/ nel cammino.” oppure come nella poesia “Il desiderio di vivere” “..per ritrovare nel passato/ il desiderio di vivere ancora.” Ma più ancora nella poesia dedicata al Glicine dove il poeta dice: “.. sfida il vento d’inverno/ sperando in un’altra primavera.”
Poeta, dunque, di grande sensibilità che con delicatezza riesce ad affrontare i profondi temi dell’umanità con occhio attento e vigile ma, soprattutto, sempre con grande coerenza e correttezza.
di Mara Faggioli
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