MICHAEL FORMANEK- Small Places


A cura di Giuseppe Maggioli

MICHAEL FORMANEK- Small Places – (ECM).
Il nuovo lavoro del contrabbassista Michael Formanek è una tentazione futurista su una musica trasversale e inqualificabile. Un tessuto che comprende molte sfaccattature sonore passando da un neo jazz acustico a formalismi afroamericani al di fuori di ogni logica meticcia, incuneandosi in una scrittura sobria con disgressioni d’avanguardia più colte. Un talento nell’attraversare più generi possibili, con la classe naturale di un musicista di razza. Si potrebbe percepire come l’ennesimo lavoro di casa ECM, ma c’è molto altro. C’è la visione indie-jazz di uno dei più importanti bassisti degli ultimi trentanni (Formanek nel corso della lunga carriera ha collabborato con illustri musicisti come Freddie Hubbard, Dave Liebman, Peter Erskine, Bob Mintzer) preziose testimonianze di musica moderna che ha come perno un anticonformismo jazz e liquide rifrazioni ritmiche, apparse su ottimi lavori come Loose Cannon del 1992 e Nature of the Beast del 1997 con Dave Douglas alla tromba. Accompagnato da Tim Berne, Craig Taborn e Gerald Cleaver, il cd racchiude otto brani espressivi (su tutti spiccano Pong, Slightly Off Axis e Wobble And Spill) cangianti, una narrazione fra melodie jazz ambient alla Gary Peacock, musica astratta e lodevoli installazioni soniche che in altri dischi di certo non si ascoltano.
Un hipster americano alla corte di una austera ECM per un incredibile fusione creativa.

Giuseppe Maggioli


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