Michael Cunningham – Una casa alla fine del mondo


A cura di Anifares

La storia insegna che non è così”
“La storia cambia. Mamma, non è più lo stesso mondo. Il mondo finirà da un momento all’altro, e perché non dovremmo tentare di avere tutto ciò che possiamo?”

Il libro di Michael Cunningham “Una casa alla fine del mondo” è stato letto perché ho vinto una scommessa … troppo lungo da raccontare e poco interessante da leggere … invece quello che è interessante è l’aver scoperto questo scrittore. Alcune volte mi sento proprio un’emerita ignorante.
Questo libro segna l’esordio nel 1990 di Michael Cunningham che vincerà anche il Pulitzer nel 1999 con il libro “Le Ore” ed è un esordio interessante. È la narrativa che io preferisco, la narrativa dove l’essere umano racconta la fatica ad adattarsi ai nuovi tempi, ai cambiamenti. È la narrativa che racconta la capacità dell’essere umano ad uscire dagli schemi e sentire finalmente quello che vuole essere.
La trama: “Jonathan e Bobby sono amici inseparabili e poi confidenti e amanti nel corso di un’appassionata e difficile adolescenza a Cleveland, Ohio. La vita, la maturità e il capriccio del destino li separano, per poi farli incontrare a New York solo anni più tardi. Jonathan ora vive con una donna, Clare, la sua amica più cara, la sua compagna più vera. Bobby si trasferisce a casa dei due e, quando comincia una relazione con la ragazza, gli equilibri sentimentali e psicologici dei tre ne vengono lentamente ma inesorabilmente sconvolti”.
I protagonisti troveranno in una casa, un luogo lontano dalla gente e dai pregiudizi, dove si può pensare liberamente senza essere trascinati in perdite di tempo. La casa alla fine del mondo non è una rinuncia alla società ma è un luogo dove finalmente si sentono liberi, un luogo dove cercano di vivere come loro sentono, spinti dall’inquietudine che caratterizza la loro esistenza.
Un bel libro, una bella trama scritta bene e mi piace anche la copertina con quest’albero di cui si vede solo il fusto e quelle due ombre … bella, quando l’ho vista mi ha dato un senso di pace e di serenità, le stesse sensazioni che dovrebbe dare una casa alla fine del mondo.
Sono tentata da scrivervi l’ultima pagina del libro che è veramente molto bella. Vorrei farlo per condividere le parole di Jonathan ma forse è meglio non farlo, invece è più giusto spronarvi a leggere il libro, perché rendervi la vita più semplice?

Titolo: Una casa alla fine del mondo
Autore: Michael Cunningham
Traduttore: Capriolo E.
Prezzo: € 9.90
Editore: Bompiani
Collana: Letteraria
Data di Pubblicazione: 2001
ISBN: 8845249166
ISBN-13: 9788845249167
Pagine: 368
Reparto: Narrativa

Cunningham nasce a Cincinnati il 6 novembre 1952 e cresce in California. Ha studiato Letteratura inglese alla Stanford University (dove si laurea) e alla University of Iowa dove riceve il premio Michener Fellowship; viene premiato come Master of Fine Arts dall’Iowa Writers’ Workshop. Mentre studia nell’Iowa pubblica alcune storie brevi sull’Atlantic Monthly e sul Paris Review.
Nel 1993 riceve il Guggenheim Fellowship, nel 1998 il National Endowment for the Arts Fellowship e nel 1995 viene premiato con il Whiting Writers’ Award.
Cunningham è famoso per il romanzo “Le Ore” (The Hours) da cui è stato tratto un celebre film. Lo stesso romanzo ha reso celebre internazionalmente l’autore, grazie al premio Pulitzer a lui connesso. Ha scritto altri romanzi tra cui: “Carne e sangue”, “Dove la terra finisce” e “Una casa alla fine del mondo” (da cui è stato tratto un altro film).
Cunningham è apertamente gay, ma non ama essere ricordato solamente come uno “scrittore gay”; lui, infatti, crede che, anche se questo fatto influenza molto il suo stile e i suoi racconti, il suo orientamento sessuale non è certamente il particolare che lo distingue come autore.

Anifares

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