ArteRecensione: Matt Mullican-The Feeling of Things


L’arte come enciclopedia o infinita collezione e sistematizzazione della creatività. È davvero difficile poter definire o raccontare un artista come Matt Mullican, del quale si può visitare la gigantesca mostra allestita negli spazi dell’Hangar Bicocca di Milano. Un solo aggettivo: incredibile! E ci vuole proprio il punto esclamativo.
Pittore, scultore, writing artist, fabbricante di segni e simboli, videoperformer, (ri)costruttore di storie ed epopee, Mullican si è servito spesso della pratica ipnotica per cercare altro dentro di sé e ha elaborato una sua particolare cosmologia, identificando nella specificità di alcuni colori una interpretazione alternativa del mondo: coerente nella sua pur estrema  e originalissima diversità (o una sorta di domestica alienità).
Ci si muove dunque fra le navate e il cubo del Pirelli Hangar Bicocca navigando fra opere di ogni genere e tipo: tele e oli, trascrizioni di poesie in trance, collages, foto luminose o “normali”, installazioni, sperimentazioni con la luce e i colori, lastre d’incisione, stendardi e ricomposizioni, esposizioni di elementi meccanici, in una splendida disparità di materiali (carta, vetro, pietra, metallo…) e idee (anche ispirate (d)a mandala hindu, immagini tantriche e simboli indiani hopi).
Artigiano faber e affabulatore, “esploratore dell’inconscio” e marinaio del quotidiano, avanguardista lungimirante e iconografo, scientista e sapientemente “irrazionale”, la cui complessa opera intellettuale diviene interpretabile grazie alla (e nella) quantità (si può dire esponenziale) e qualità di suggestioni che è in grado di evocare.
Una mostra monstre sul sentimento delle cose – ci vorrebbero giorni per girarla coscienziosamente soffermandosi su ogni singola, piccola o grande che sia, opera – in cui è bello anche il solo semplice trascorrere e sorprendersi e smarrirsi. Un piacevole smarrimento ti coglie nel passaggio da un corridoio di pensiero all’altro. Anche un vecchio apparecchio telefonico fuso dal calore assume forma d’arte fra le geniali mani di Mullican, così come i più improbabili assemblaggi o le sequenze di ritagli fumettistici che inaugurano nuove storie e inediti significati.
È un artista immersivo il nostro. Una mostra che in fondo risulta difficile da descrivere tanto va oltre il senso comunemente attribuito alle esposizioni, ma che impatta potentemente con il nostro senso estetico-emozionale e, perché no?, con quello civico-politico.

Alberto Figliolia

Matt Mullican-The Feeling of Things a cura di Roberta Tenconi. Fino al 16 settembre 2018. Pirelli Hangar Bicocca,
Info: tel. (+39) 02 66111573; e-mail info@hangarbicocca.org.
Orari: giovedì-domenica 10-22.
Ingresso gratuito.
Laboratori: in settimana per le scuole, il weekend per le famiglie.

 

 

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