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Maria Pina Ciancio – Storie minime

4 novembre 2009 | 200 viewsCommenta

storieminimeA cura di Silvio Zappulla
Titolo: Storie minime
Autore: Maria Pina Ciancio
Postfazione
di Massimo Sannelli
Prezzo: € 10,00
Pagine: 48
ISBN 978-88-95139-61-1

Anche in questa sua seconda fatica letteraria Maria Pina Ciancio si dimostra poetessa passionale, ancorata alle sue radici, modellata e forgiata con le lacrime e il sangue della propria terra, la terra lucana, terra del Sud. Storie minime (Fara Editore, pagg.47, €. 10,00) è una preziosa silloge di poesie sul tema dell’emigrazione. Un grido di dolore quello di Maria Pina Ciancio, un’invocazione struggente che si leva alta nel cielo a cingere in un abbraccio ideale quanti hanno dovuto spezzare il legame ombelicale con la terra che li ha generati, in cerca di fortuna altrove. “Evaporano i sogni e dentro i sogni/la storia di mio padre/quella di valigie di cartone cotte al sole/trascinate a mani strette...”. I “versi imperfetti” di Maria Pina sono un richiamo alla memoria, procedono per improvvise illuminazioni, si soffermano sui dettagli, sui particolari, traboccano da un’esigenza interiore: entrare in simbiosi con il proprio popolo. ”Non ti era bastato il mio amore/e neppure il mio pianto./Hai voluto fuggire prima del giorno/perché non vedessi/nel fondo degli occhi l’odore del viaggio”. I versi dedicati a Rocco Scotellaro vogliono essere invece un omaggio a un uomo esemplare che nella sua terra c’è rimasto, seppellito in giovane età. Una scrittura minimalista estremamente evocativa, pregna di suggestioni, odori, sapori, che coinvolge i sensi tutti. Una realtà desolante e precaria nella quale anche la speranza sembra destinata a morire. “Al mio paese d’inverno/la neve non era bianca/ma rossa di sangue di porco…”
Maria Pina Ciancio racconta il suo mondo attraverso la scrittura, ne assimila le sofferenze, le gioie del quotidiano, si rende messaggera di un malessere atavico. Nei suoi scritti l’impegno, l’ideologia trovano equilibri sottili, si appellano alla coscienza, e la poesia diviene il punto di confluenza, il luogo nel quale abbattere i confini e offrire dimora agli stranieri di tutto il mondo.
Note biografiche dell’autore:
Maria Pina Ciancio
di origine lucana è nata a Winterthur (CH) nel 1965. Si è laureata in Lettere presso l’Università degli Studi di Salerno; vive e insegna nella sua terra d’origine.
Ha pubblicato Testualità e interpretazione ne “Il nome della rosa” (1992), La danza nel silenzio (Ed. Ermes, 1996), Legionari di frontiera (Premio Nazionale Histonium, 2002), La mongolfiera azzurra (I fiori di Campo, 2002), Itinerari (CARM – Centro Arti e Ricerche Meridionali, 2002), Donne e Duetto due libretti d’artista a tiratura limitata con la collaborazione artistica di Cosimo Budetta (Ed. Ogopogo, 2002), La Madonna del Pollino – Festa e devozione popolare (Il Coscile, 2004), Il gatto e la falena, Primo Premio “Parola di donna” (2007).
È presente in diverse antologie e cataloghi letterari; suoi scritti e interventi critici sono pubblicati su riviste e quotidiani regionali e nazionali.
Presidente dell’Associazione Culturale LucaniArt, gestisce su internet un blog sul romanzo e la poesia in Basilicata.

di Salvo Zappulla

 

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